In Giappone il Governo ha adottato oggi, 16 giugno, il primo piano nazionale per promuovere la comprensione pubblica delle persone LGBTQ+ e delle altre minoranze sessuali. Il piano, approvato in Consiglio dei ministri, si fonda sulla legge per la promozione della comprensione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere entrata in vigore nel 2023, ed era atteso da quasi tre anni. L’iter era stato finora rallentato da tensioni interne tra sostenitori e oppositori della legge stessa.
Il documento stabilisce come obiettivo centrale la costruzione di una società inclusiva in cui ogni persona possa vivere con serenità, e afferma che “la discriminazione ingiusta basata sull’orientamento sessuale non deve essere tollerata“. Il governo riconosce che molte persone LGBTQ+ continuano a subire bullismo e molestie, e che spesso si trovano in condizioni di isolamento perché temono reazioni negative e non riescono a rivelare la propria identità nemmeno ai familiari.
Sul piano operativo, il programma prevede una sensibilizzazione capillare attraverso scuole, università, luoghi di lavoro e comunità locali.
Saranno prodotti materiali informativi, come opuscoli e video formativi destinati agli enti locali, e verranno avviati programmi di formazione per il personale della pubblica amministrazione e per gli insegnanti. Le università, in particolare quelle che formano futuri docenti e professionisti sanitari, saranno chiamate ad aggiornare i propri curricula. Fino ad ora, meno del dieci per cento degli istituti di istruzione superiore disponeva di politiche strutturate a supporto degli studenti appartenenti a minoranze sessuali, e la copertura didattica nelle facoltà di medicina era pressoché assente.
Il piano rafforza anche i servizi di consulenza e supporto psicologico, inclusi lo Yorisoi Hotline e il servizio di ascolto dedicato alla solitudine e all’isolamento. Il governo pubblicherà un rapporto annuale sullo stato di attuazione e prevede una revisione del piano ogni tre anni.
L’operazione del governo presieduto dalla premier conservatrice Sanae Takaichi sembra una risposta alle pression della società civile che chiede a gran voce il matrimonio egualitario. Le organizzazioni per i diritti LGBTQ+ hanno accolto il piano come un passo atteso da tempo, ma hanno anche sottolineato che programmi di sensibilizzazione senza corrispondenti tutele legali rischiano di rivelarsi insufficienti. Il Giappone resta l’unico paese del G7 a non riconoscere legalmente le unioni tra persone dello stesso sesso.
Il piano governativo arriva in un momento cruciale per i diritti LGBTQ+ nel Paese. Il Grand Bench della Corte Suprema, il plenum di 15 giudici, è chiamato a pronunciarsi entro l’inizio del 2027 sulla costituzionalità del divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso. La campagna Marriage for All Japan ha raccolto circa 40.000 firme chiedendo al Parlamento di agire senza attendere quella sentenza. Il sostegno dell’opinione pubblica al matrimonio egualitario si attesta intorno al settanta per cento, ma il governo della premier Takaichi ha pronunciato il proprio dissenso sul tema: il piano di educazione LGBT dunque potrebbe risultare una mossa puramente propagandistica da parte dell’esecutivo al fine di fornire una foglia di fico alla mancata legge di protezione dei diritti delle coppie LGBT.
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Fonti
- News On Japan – Japan Unveils First National Plan to Support LGBT Community
- The Japan Times – Japan eyes multilayered approach to promote LGBTQ+ awareness
- Academic Jobs – Japan Nationwide LGBTQIA+ Education Rollout in Universities
- NZ City / AP – Japan to roll out nationwide LGBTQIA+ education for the first time
