Una voluta messinscena, davanti a smartphone intenti a riprenderla per poi farla diventare virale sui social. Stephanie Turner, giovane schermitrice della Fencing Academy of Philadelphia, si è rifiutata di combattere contro Redmond Sullivan, schermitrice trans arrivata nella squadra femminile del Wagner College nel 2024, nel corso del Cherry Blossom Open presso l’Università del Maryland, lo scorso fine settimana.
La protesta di Stephanie Turner contro Redmond Sullivan diventa virale
🤺🚨Historic Protest: Female Fencer Takes a Knee in Bout Against Male Opponent, Faces Immediate Disqualification
After receiving a black card for refusing to compete against a man, Redmond Sullivan’s female opponent was expelled from the @USAFencing event at the Univ. of… pic.twitter.com/IloSnrb2Iu
— ICONS (@icons_women) April 2, 2025
Turner aveva affrontato quattro avversarie prima di dover sfidare Sullivan. Quando le due schermitrici stavano per dare il via al loro incontro, Stephanie si è inginocchiata e tolta la maschera, rifiutandosi di proseguire perché “non tiro di scherma con un uomo”. L’arbitro le ha immediatamente mostrato un cartellino nero, squalificandola dalla competizione.
“Sapevo cosa dovevo fare perché l’Usa Fencing non ha voluto ascoltare le obiezioni di noi donne. Il mio avversario Redmond non mi ha sentito, si è avvicinato a me perché pensava che mi fossi ferita. Mi ha chiesto se stessi bene o meno e gli ho detto “Mi dispiace. Ti rispetto molto, ma non gareggio””. “Mi ha risposto: ‘Beh, qui c’è un membro del consiglio di amministrazione che mi sostiene, e c’è una politica che mi riconosce come donna, quindi mi è permesso di tirare di scherma, e tu verrai espulsa’. Io ho risposto, “Lo so“, ha precisato Turner. A riportarlo il Washington Times.
La dura replica di USA Fencing alla schermitrice transfobica
Dal 2023 la politica ufficiale dell’USA Fencing, organo di governo della scherma negli Stati Uniti, afferma che le donne trans possono competere negli eventi femminili solo se hanno completato “un anno solare di trattamento di soppressione del testosterone”.
In una dichiarazione ufficiale rilasciata al Daily Express, un portavoce di USA Fencing ha ribadito come la politica del 2023 sia stata progettata per “ampliare l’accesso allo sport della scherma e creare spazi inclusivi e sicuri”. “La politica si basa sul principio che tutti dovrebbero avere la possibilità di partecipare agli sport. Sappiamo che il dibattito sull’equità e l’inclusione in relazione alla partecipazione transgender si sta evolvendo. USA Fencing guarderà sempre dalla parte dell’inclusione e ci impegniamo a modificare la politica man mano che emergano ricerche basate su prove più pertinenti o man mano che i cambiamenti politici entrino in vigore nel più ampio movimento olimpico e paralimpico. Rispettiamo i punti di vista di tutte le parti e incoraggiamo i nostri membri a continuare a condividerli con noi, man mano che la questione si evolve. È importante che la comunità della scherma si impegni in questo dialogo, ma ci aspettiamo che questa conversazione venga condotta con rispetto, sia nei nostri tornei che negli spazi online”.
USA Fencing ha la responsabilità di “garantire che tutti gli atleti, indipendentemente dalle loro posizioni personali, competano secondo le stesse regole“, ha aggiunto il portavoce. “Nel caso di Stephanie Turner, la sua squalifica non è correlata ad alcuna dichiarazione personale ma è semplicemente il risultato diretto del suo rifiuto a combattere contro un’avversaria idonea, cosa che le regole dell’International Fencing Federation (Fie) proibiscono chiaramente”.
L’attacco di Martina Navratilova e J.K. Rowling
Martina Navratilova, leggenda del tennis dichiaratamente lesbica e contraria all’inclusione trans nello sport, ha criticato la posizione di USA Fencing, twittando: “Questo è ciò che accade quando le atlete protestano. Sono furiosa… vergogna a USA Fencing, vergogna a voi per aver fatto questo. Come osate gettare le donne sotto l’autobus delle stronzate di genere”.
J.K. Rowling, ovvero la TERF più famosa del mondo, ha condiviso il video del rifiuto di Stephanie aggiungendo “come appare un’eroina“.
È facile immaginare che anche Donald Trump, che ha già vietato alle atlete trans di competere nelle scuole e nei college d’America minacciando tagli dei fondi e chiesto al CIO di bandirle dalle olimpiadi, possa presto cavalcare quanto avvenuto nel Maryland, tramutando Stephanie Turner nella nuova Angela Carini d’America.
