Ancora odio transfobico da parte di due celebri donne cisgender che non perdono mai l’occasione per vomitare disprezzo nei confronti delle donne transgender.
L’8 ottobre si è celebrata la Giornata internazionale delle lesbiche, con l’ONU che ha voluto ricordarla con un post social ad hoc. Una comunità lesbica, hanno scritto quelli di United Nations Free & Equal, campagna di informazione pubblica globale guidata dall’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, “incredibile e diversificata“. Perché le “lesbiche hanno molte espressioni di genere, tipologie di corpo e caratteristiche sessuali. Sono anche di qualsiasi etnia, classe o background. Oggi le celebriamo TUTTE“.
A corredo di questo tweet quattro immagini, una delle quali dedicata alle donne trans lesbiche. Apriti cielo.
Martina Navratilova, leggenda del tennis con 59 Grande Slam vinti e per 332 settimane in vetta alla classifica WTA, nonché tra le primissime campionesse dello sport a fare coming out come donna lesbica e da 10 anni sposa di Julia Lemigova, ha tuonato: “Non esiste una lesbica trans. Lesbica significa letteralmente una donna attratta dallo stesso sesso (femmina). È davvero molto semplice“.
A dare il carico da novanta è subito arrivata J.K. Rowling, che è stata ancor più volgare: “Le lesbiche non hanno il cazz*, cercare di farle vergognare affinché accettino degli uomini tra le loro conquiste è omofobo”.
Entrambe, sia Navratilova che Rowling, seminano transfobia ad ampio raggio da anni.
La transfobia di Martina Navratilova

Lo scorso luglio l’ex tennista ha cinguettato: “Sono stata abbandonata da molti gruppi nella comunità LGBTQ+, per le mie opinioni. Ma dico la mia da molto tempo. Non cambierà. È stato piuttosto duro, ma so di essere dalla parte giusta della storia”.
A fine 2018 Navratilova si era opposta alla partecipazione delle donne trans agli sport femminili.
“Non puoi semplicemente proclamarti donna ed essere in grado di competere contro le donne. Devono esserci degli standard, e avere un pene e competere come donna non si adatta a quello standard”, scrisse sempre su X, per poi cancellare il proprio tweet e promettere che avrebbe maggiormente approfondito il tema.
Ma evidentemente così non è stato. “Il tennis femminile non è per maschi falliti”, il tweet di agosto 2023 che ha riaperto la sua crociata transfobica.
Le sue dichiarazioni transfobiche le hanno fatto perdere la propria posizione nel comitato consultivo di Athlete Ally, organizzazione che lavora per l’inclusione LGBTQ+ nello sport. I suoi commenti sono poi stati condannati dalle atlete transgender. La ciclista Rachel McKinnon ha sottolineato come Navratilova “sfrutta stereotipi secolari e stigma contro le donne trans, trattandoci come uomini che fingono solo di essere vere donne”. Pochi mesi fa lo sconsiderato attacco alle drag queen.
La transfobia di J.K. Rowling
J.K. Rowling, invece, non parla più di altro se non di donne transgender, insultandole ogni giorno sui propri canali social.
L’insensata guerra alle persone trans da parte di J.K. Rowling va avanti da anni. Il primissimo attacco nel 2019, quando prese le difese dell’attivista transfobica Maya Forstater. Un anno dopo, nel 2020, la scrittrice ha firmato un lungo e tristemente celebre editoriale in cui parlava di “persone che hanno le mestruazioni”, per distinguere le donne cisgender da quelle transgender. Negli anni successivi ha continuato a rafforzare la propria posizione. Nel 2023, in una serie di podcast dal titolo The Witch Trials of JK Rowling, ha affermato che “non ha mai avuto intenzione di turbare nessuno” con le proprie opinioni, tanto da definirsi “profondamente” fraintesa.
A fine 2023 la scrittrice ha partecipato ad una conferenza transfobica al grido “pronta ad andare in galera per le mie opinioni”, dopo aver aperto un centro per le vittime di stupro a Edimburgo ma ad esclusione delle donne trans* e promosso l’e-commerce che vende merce transfobica. A inizio 2024 Rowling fa ha donato 70.000 sterline ad un’associazione transfobica. Difesa dalle destre internazionali, Eugenia Roccella in testa, J.K. ha rispedito al mittente le critiche da parte dei fan LGBTQIA+ di Harry Potter, sottolineando come “con i soldi il dolore scompare rapidamente”. Lo scorso marzo Rowling è stata accusata di negazionismo dell’Olocausto nei confronti delle persone trans, per poi attaccare pubblicamente la nuova legge scozzese contro l’omobitransfobia al grido “arrestatemi”.
Alle recenti Olimpiadi ha più volte dato dell’uomo ad Imane Khelif, pugile algerina poi medaglia d’oro. Una volta denunciata da Imane, Rowling ha cancellato 27 tweet.




