Perché è stato ucciso Alessandro Coatti? L’omicidio del ricercatore italiano, avvenuto a Santa Marta, in Colombia, resta ancora un giallo. Un movente ignoto, numerose piste al vaglio – tra cui quella omofoba -, nessuna persona sospettata: alla luce dei numerosi tasselli ancora mancanti, le indagini da parte degli investigatori colombiani, con il supporto dell’ambasciata italiana, proseguono, nel tentativo di identificare i responsabili e tentare di comprendere le ragioni dietro al macabro gesto.

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Omicidio Alessandro Coatti: le piste che vacillano
L’uccisione di Alessandro Coatti è avvenuta con modalità atroci e ancora incomprensibili. Il corpo del biologo ravennate è stato fatto a pezzi e nascosto in più punti della città. La scoperta è avvenuta lo scorso 6 aprile, dopo le segnalazioni di alcuni residenti locali alla polizia di Santa Marta, i quali avevano notato degli uomini non identificati nell’atto di abbandonare una valigia sospetta nei pressi dello stadio Sierra Nevada. Al suo interno, il corpo smembrato di un uomo, poi ricondotto ad Alessandro Coatti.
Chi e perché avrebbe eseguito un’uccisione così cruenta? Le piste sono molteplici, ma le risposte restano ancora lontane dalla verità. Secondo recenti fonti di Fanpage.it, due delle ipotesi al vaglio degli inquirenti inizierebbero però a scricchiolare.
La pista che si sia trattato di uno scontro tra guerriglie, infatti, starebbe perdendo sempre più quota, poiché la vittima non avrebbe avuto alcun contatto con la criminalità organizzata locale. Finora si sarebbe percorsa anche la strada del traffico di droga: secondo l’ipotesi iniziale, in quanto scienziato, i trafficanti di droga avrebbero avvicinato Coatti per via della sua professionalità. Tuttavia anche questa ipotesi vacillerebbe sempre di più. Pur riconoscendo questa modalità come tipica della criminalità organizzata locale, l’attenzione dei trafficanti di droga si concentrerebbe soprattutto su chimici e agronomi, anziché biologi come era Alessandro.
Il corpo smembrato: messaggio dei killer o depistaggio?
Quello di Alessandro Coatti rappresenta uno degli omicidi più cruenti nella storia di Santa Marta. L’ultimo caso di un corpo fatto a pezzi e nascosto in più parti risalirebbe al 2011. Inoltre, mai prima d’ora si erano registrate modalità così atroci su un turista. Anche per questo, in Colombia l’attenzione sul caso resta particolarmente alta.

La presenza di un corpo smembrato, come nel caso dell’omicidio di Alessandro Coatti, secondo fonti investigative di Fanpage.it, potrebbe avere due significati salienti: è possibile che i killer abbiano voluto mandare un potente messaggio di avvertimento (ma a chi?). Tuttavia non si esclude del tutto il tentativo di depistare le indagini.
Modalità simili di esecuzione farebbero pensare all’azione di organizzazioni criminali, ma dal momento che questa pista sarebbe stata esclusa, quale sarebbe la verità?
Resta in piedi la pista omofoba
Ancora troppe, ad oggi, le domande rimaste senza risposta. Se alcune piste sarebbero state escluse – tra cui quelle dei narcos e dei paramilitari, che agirebbero in modi differenti, così come la presunta donna misteriosa, compagna di un boss locale, alla quale Coatti si sarebbe avvicinato -, resta in piedi il movente omofobo.
Nei giorni scorsi era stato l’ambasciatore italiano a Bogotà, Giancarlo Maria Curcio, al Corriere della Sera, a confermare l’attenzione degli inquirenti sulla pista dell’omofobia. “Sì, quella di un crimine d’odio o di un incontro finito male. La Colombia è tollerante, c’è il matrimonio egualitario, ma certi casi non sono infrequenti”, aveva chiarito Curcio.
Parla l’amico: “Tra noi un rapporto speciale”
La passione di Alessandro Coatti per il Sudamerica è stata confermata anche da Marcelo, il ragazzo con il quale era nato un rapporto speciale proprio durante l’ultimo viaggio del ricercatore italiano. I due si erano sentiti l’ultima volta proprio il giorno prima della macabra scoperta.
“Era sabato mattina, il 5 aprile ed Alessandro era a Santa Marta in hotel. Mi ha detto che stava aspettando un mezzo di trasporto per andare al Parco di Tayrona. Era tranquillo, ci siamo salutati ed è stata l’ultima volta che ho avuto sue notizie. Poi, quando ho provato a chiamarlo, non ha più risposto”, ha dichiarato Marcelo a La Repubblica.

Tra loro, racconta, “c’era un rapporto speciale. Lo abbiamo capito entrambi subito quando ci siamo conosciuti, a febbraio, in Bolivia. Io arrivavo dal Cile, dove abito e lui dall’Ecuador dove era stato prima. Eravamo entrambi lì per il carnevale di Oruro”.
Alessandro Coatti si trovava lì in compagnia dei suoi amici dei Caporales centralistas San Miguel, gruppo specializzato in ballo e che il biologo frequentava a Londra. “Lui era ospite di uno di questi suoi amici, Joshua, un ragazzo boliviano che sta a Londra ma che per l’occasione era tornato a Oruro. Siamo stati lì tre settimane, a ballare, a ridere, a raccontarci le nostre vite, a parlare del futuro. Siamo stati felici in quel periodo, stavamo proprio bene insieme“, ha raccontato ancora Marcelo.
Ma non sarebbe lui l’amico sudamericano che gli investigatori starebbero cercando: “Joshua è tornato a Londra e io sono tornato a Santiago del Cile per motivi di lavoro. Ale invece voleva continuare a tutti i costi il suo viaggio anche se in tanti lo avevano sconsigliato di andare in Colombia da solo”.
Nonostante la promessa di sentirsi ogni giorno e di comunicargli dove andasse – pur conscio dei pericoli della Colombia – le loro comunicazioni si sarebbero interrotte proprio a Santa Marta. Marcelo avrebbe confermato anche la voce secondo la quale Alessandro viaggiasse con un amico: “Sì, è vero. Alessandro mi aveva raccontato di aver conosciuto un ragazzo a Medellin”.
E svela un altro dettaglio importante: Coatti avrebbe subito una precedente aggressione prima di trovare la morte in modo atroce. Ad aiutarlo sarebbe stato proprio l’amico conosciuto a Medellin, ma su volontà della famiglia, Marcelo non è stato autorizzato a diffondere ulteriori dettagli sulla vita privata di Alessandro.
Proprio sul movente omofobo, la famiglia aveva sollevato non pochi dubbi. Lo zio di Alessandro, Giovanni Coatti, a Il resto del Carlino aveva commentato: “Stanno scrivendo di tutto e di più. Io Alessandro lo vedevo poche volte all’anno, non conoscevo i suoi gusti sessuali e poi mi scusi, che cosa cambierebbe? Giustificherebbe forse il fatto di trovare un corpo straziato in quel modo?”.
