Trump sconfitto, il Pentagono costretto a ripristinare l’assistenza sanitaria per le persone trans nell’esercito

La sentenza contraria di un tribunale ha nuovamente stoppato l'ordine esecutivo di Donald Trump. Che chiede ora una mano alla Corte Surpema.

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Le persone trans nell'esercito USA sono circa 15.500: hanno diritto all'assistenza sanitaria, contrariamente a quanto richiesto dal Presidente Trump.
Le persone trans nell'esercito USA sono circa 15.500: hanno diritto all'assistenza sanitaria, contrariamente a quanto richiesto dal Presidente Trump.
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Una nuova sconfitta per Donald Trump. Il Pentagono ha ripreso a fornire assistenza sanitaria di genere alle persone trans nell’esercito, in seguito ad un’ordinanza di un tribunale che ha definito il tutto “incostituzionale”. A darne notizia è Politico.

Il Pentagono sospende la politica transfobica di Trump

“I militari e tutti gli altri beneficiari di età pari o superiore ai 19 anni possono ricevere cure appropriate per la loro diagnosi di [disforia di genere], tra cui assistenza e consulenza per la salute mentale e terapia sessuale ormonale incrociata, appena iniziata o in corso”, ha dichiarato in una nota ufficiale il Dott. Stephen Ferrara, assistente segretario alla Difesa ad interim del Pentagono per la Sanità. Si torna quindi di fatto all’era Biden, per la gioia di Trump.

Per il presidente degli Stati Uniti d’America si tratta di un annunciato deja-vu perché già nel corso del suo primo mandato aveva dichiarato guerra alle persone trans nell’esercito, andando rapidamente incontro ad una serie infinita di sentenze contrarie. Lo scorso gennaio Trump aveva firmato un nuovo ordine esecutivo intitolato “Priorità all’eccellenza e alla prontezza militare“, incaricando il Segretario alla Difesa Pete Hegseth di attuare un divieto militare per le persone transgender. Il mese dopo Hegesth ha ordinato la sospensione all’arruolamento delle persone trans e all’assistenza per l’affermazione di genere per i militari. Con una nota specifica la Difesa aveva ordinato che tutte le persone militari trans, o più specificamente chiunque avesse ricevuto una diagnosi di disforia di genere e/o seguito una transizione medica, venissero identificate ed espulse.

I tribunali contro l’ordine esecutivo di Trump

Come accaduto anni or sono l’amministrazione Trump è stata travolta da un’ondata di cause legali che hanno contestato simile divieto. Il mese scorso due giudici federali – la giudice distrettuale statunitense Ana Reyes e il giudice distrettuale statunitense dello stato di Washington Benjamin Settle – hanno bloccato il contestatissimo divieto per le persone trans nell’esercito annunciato dal Pentagono, definendolo incostituzionale. Secondo Politico entrambi i giudici hanno ordinato all’esercito di fermare immediatamente le espulsioni dei membri trans in servizio e di riprendere a fornire loro assistenza di genere, inclusa la terapia ormonale ed eventuali interventi chirurgici.

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Il costo annuo relativo all’assistenza sanitaria per le persone trans nell’esercito sarebbe di appena 3 milioni di dollari, ovvero meno di un decimo dell’un percento del bilancio del dipartimento alla difesa. A darne contezza l’istituto di ricerca Palm Center.

La sentenza di Ana Reyes è stata temporaneamente sospesa dalla Corte d’appello federale del Distretto di Columbia grazie alla decisione di tre giudici – di cui due nominati da Trump nel corso del suo primo mandato. Ma la sentenza di Benjamin Settle,  che ha rimarcato come non esistano prove che le persone militari trans danneggerebbero la prontezza operativa militare come denunciato dall’amministrazione Trump, è ancora attiva. La scorsa settimana il Procuratore Generale John Sauer ha chiesto alla Corte Suprema a maggioranza conservatrice di ripristinare la politica transfobica voluta dal presidente sospendendo l’ingiunzione del gudice di Washington. Nell’attesa, il Dipartimento della Difesa ha deciso di seguire la sospensione dell’ordine esecutivo, ancora una volta andato incontro ad un più che prevedibile stop.

Quante sono le persone trans nell’esercito USA?

Data la riluttanza o l’incapacità del 99,6% della popolazione statunitense di prestare servizio militare, l’ultima cosa che la nostra nazione dovrebbe fare è rifiutare i patrioti americani che sono pronti e disposti a servire il nostro Paese”, hanno scritto a Hegseth 14 senatori democratici, guidati dalla senatrice Tammy Duckworth, veterana dell’Iraq. “I ripetuti attacchi dell’amministrazione Trump alla comunità transgender rivelano un’ossessione ideologica radicata in una scarsa comprensione della scienza“.

Sebbene il numero esatto di persone trans che prestano servizio militare nell’esercito statunitense sia sconosciuto, il Williams Institute dell’UCLA ha stimato che dovrebbero essere 15.500.

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