La seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2025 a Basilea ha puntato i riflettori non solo sulle performance, ma anche sui silenzi, sulle reazioni del pubblico e persino sulle interruzioni inaspettate. Nel bel mezzo di tutto questo, la nostra BigMama, al commento per l’Italia insieme a Gabriele Corsi, ha fatto parlare di sé con una scelta nei confronti di Israele che non è passata inosservata.

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Eurovision 2025, fischi e urla per Israele
Come noto, Gabriele Corsi e BigMama sono le voci italiane che ci accompagnano in questo viaggio. Ma quando la rappresentante di Israele, la giovane Yuval Raphael, ha fatto il suo ingresso sulle note di New Day Will Rise, è successo qualcosa di inatteso nella cabina di commento Rai: BigMama è rimasta in silenzio.
Nessun commento durante il video di presentazione di Yuval Raphael, nessuna parola prima o dopo la sua esibizione, e un mutismo totale anche quando il suo nome è stato annunciato tra i finalisti che si sfideranno sabato 17 maggio. Un silenzio definitivo, volutamente politico. Scelta che ha scatenato un vespaio di discussioni. Il silenzio può essere considerato gesto politico?
Selvaggia Lucarelli commenta il gesto di BigMama
Nel dibattito infuocato, si è inserita anche Selvaggia Lucarelli, con un commento che misura la portata politica di quel silenzio. Secondo la giornalista, “Il vero problema è pensare che il silenzio sia azione e non complicità”. E, sottolineando una presunta contraddizione, ha aggiunto: “Ma poi BigMama grandi discorsi dal palco del Primo Maggio sui suoi haters, poi su Israele totale mutismo. Vabbè”.
Un punto di vista, quello di Lucarelli, che sottintende un’ombra interpretativa sul gesto di BigMama, e suggerisce che l’assenza di voce possa essere fraintesa.
Eurovision 2025, fischi e urla per Israele: la contestazione del pubblico
Se nella cabina di commento regnava il silenzio per scelta, nell’arena di Basilea, la St Jakobshalle, la situazione era ben diversa. Proprio come accaduto un anno fa, nel maggio 2024, con le esibizioni di Eden Golan, anche questa volta la rappresentante di Israele, Yuval Raphael, è stata accolta da una pioggia di fischi e urla.
Su Rai2 si è tentato di coprire la forte contestazione del pubblico con applausi, ma i video registrati sul posto parlano chiaro, e documentano distintamente le urla degli spettatori.
Non appena è stato annunciato l’ingresso in scena di Yuval Raphael, molte delle persone presenti nel pubblico hanno dato il via a una fortissima contestazione contro Israele.
Sono apparse bandiere della Palestina e qualcuno è stato anche portato fuori dall’arena. In un gesto di reazione ai fischi partiti ancor prima dell’esibizione, un fan israeliano ha fatto il gesto del silenzio rivolto proprio contro i contestatori.
La rivolta dell’arena non è rimasta confinata tra le mura della St Jakobshalle, ma si è estesa rapidamente anche sui social.
Mentre si esibisce Israële, BigMama resta in silenzio (ovviamente, non per caso). Mentre il pubblico “parla” forte e chiaro ⤵️#Eurovision#eurovision2025 pic.twitter.com/pb2JEi2LWM
— GraceSomehow (@LaSambruna) May 15, 2025
Problemi durante le prove
La tensione non si è limitata alla diretta della semifinale, ma ha fatto capolino anche durante le prove generali. Lo ha reso noto l’organizzazione dell’Eurovision stessa, tramite un comunicato.
Durante la prova generale del pomeriggio, l’esibizione di Yuval Raphael è stata interrotta. A causare l’interruzione sono state sei persone, tra cui una famiglia, che hanno protestato con bandiere di grandi dimensioni, urla e fischietti. Il personale di sicurezza è intervenuto prontamente, riuscendo a identificare rapidamente le persone coinvolte e a scortarle fuori dalla sala.
Nel comunicato, gli organizzatori hanno voluto ringraziare tutti coloro che stanno contribuendo a rendere l’ESC 2025 un’esperienza unica (artisti, le delegazioni, gli staff, i fan e gli ospiti, compresi molti bambini). Allo stesso tempo, hanno voluto sottolineare il loro impegno a garantire un ambiente neutrale, sicuro, inclusivo e rispettoso. Un impegno che, visti i fatti, sembra messo a dura prova dalle dinamiche politiche e sociali che inevitabilmente si riversano su un evento di tale portata internazionale.
Durante l’esibizione di Israele all’ #Eurovision2025 alcuni manifestanti cn le bandiere pro-Pal sn allontanati così… Chi manifesta x i diritti e la pace viene silenziato, chi se ne frega e nn fa nulla elogiato… un mondo al contrario lo immagino così.pic.twitter.com/WaIBQFldrk
— Queen of dreams ✨ (@CarmenDonn89731) May 15, 2025
Il silenzio non è rivoluzione è connivenza
C’è chi è legittimamente convinto che tacere sia un gesto rivoluzionario. Che il silenzio sia una forma alta di resistenza, una protesta elegante e implicita. Eppure in politica – soprattutto in tempi come questi – il silenzio è spesso anche strategia di potere, più che forma di dissenso. Uno strumento di soft power: tacere sui temi scomodi non mette in difficoltà chi vuole mantenere la propria posizione.
In Italia, Giorgia Meloni lo dimostra con estrema chiarezza: tace quando dovrebbe esporsi, si sottrae, quando servirebbe una presa di posizione. E lo fa in modo chirurgico. Quando si parla di diritti, di inclusione, di discriminazioni, di violenze contro le minoranze – che si tratti di donne, persone LGBTQIA+, migranti o disabili – la Presidente del Consiglio sceglie spesso di non commentare.
In certi contesti, il silenzio diventa complicità, scrive Selvaggia Lucarelli. Davvero è così anche per BigMama?


