Mahmood sostiene il referendum sulla cittadinanza dell’8 e 9 giugno: il precedente appello di Mengoni

Dopo Marco Mengoni anche Mahmood sostiene il referendum sulla cittadinanza.

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Mahmood sostiene il referendum sulla cittadinanza dell’8 e 9 giugno
Mahmood sostiene il referendum sulla cittadinanza dell’8 e 9 giugno
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Nel Paese in cui si riempiono le piazze per difendere la famiglia tradizionale, ma si dimenticano i figli di una nazione che amano e vivono ogni giorno l’Italia, a prendersi la scena è lui: Mahmood. Il cantautore ha deciso di metterci la faccia, e farlo non è mai scontato, soprattutto quando il tema si chiama referendum sulla cittadinanza.

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Mahmood sostiene il referendum sulla cittadinanza dell’8 e 9 giugno

Su Instagram, la pagina ufficiale del Referendum sulla Cittadinanza ha pubblicato uno scatto: Mahmood posa con la bandiera simbolo della campagna per dire Sì all’Italia inclusiva. 

La caption recita: “Quando abbiamo incontrato Mahmood, non ha esitato a posare con la bandiera del Referendum Cittadinanza”.

Il cantautore, in un’intervista recente, ha raccontato: “Sono nato a Milano Sud, cresciuto da mamma sarda e papà egiziano. Ho vissuto tra due mondi, ma a un certo punto devi scegliere tu dove vuoi stare”.

Mahmood si unisce al precedente appello di Marco Mengoni

Durante la sua ospitata a Che Tempo Che Fa, Marco Mengoni non ha avuto dubbi. L’8 e il 9 giugno si vota. E non si può far finta di niente.
“Dobbiamo andare a votare tutti – ha detto Mengoni – È importantissimo, poi votate quello che volete. Mi sono già messo d’accordo con i musicisti per andare”.

“In questi ultimi mesi ho avuto paura di non aver più paura. Siamo abituati a vedere delle cose e ci abituiamo, a volte sembra di essere in un film. Non siamo in un film, è la realtà. […] Ho cominciato a non aver più paura del futuro ma ad aver paura di oggi, di domani e tra un minuto”, ha aggiunto.

Cosa si vota: il Referendum sulla cittadinanza

L’8 e il 9 giugno 2025 si vota per cinque referendum abrogativi. Quattro sono stati promossi dalla CGIL e riguardano il lavoro: dal Jobs Act ai contratti a termine, dai licenziamenti alla sicurezza negli appalti.

Il quinto ha acceso il dibattito: si tratta del quesito sulla cittadinanza italiana

Attualmente, uno straniero deve risiedere legalmente in Italia da almeno 10 anni prima di poter fare domanda di cittadinanza. Il referendum propone di ridurre il requisito a 5 anni, riconoscendo finalmente dignità a chi in questo Paese vive, lavora, cresce figli e paga le tasse.

Ridurre a cinque anni il percorso verso la cittadinanza è una scelta di civiltà. 

Tutto quello che devi sapere per votare al Referendum 2025

Perché i referendum siano validi, serve il quorum: almeno il 50% più uno degli aventi diritto deve recarsi alle urne. Il voto è aperto a tutti i cittadini maggiorenni, anche residenti all’estero. Chi studia o lavora fuori sede può votare nel comune di domicilio (basta averlo comunicato almeno tre mesi prima).

Ricorda:

  • Votare significa voler abrogare la norma indicata nel quesito.
  • Votare no significa voler mantenere la legge così com’è.

Non partecipare significa lasciare che qualcun altro decida per te. 

Perché occorre votare Sì

Sostenere questi referendum non è una questione di appartenenza politica. È una scelta di coscienza. È scegliere di stare dalla parte di chi ogni giorno vive una realtà fatta di ingiustizie silenziose, precarietà legalizzata e identità negate.

Mahmood e Mengoni lo hanno capito. Lo hanno detto. E lo hanno fatto in un momento storico in cui farlo significa ancora, purtroppo, andare controcorrente.

Quindi sì, l’8 e il 9 giugno andiamo a votare.

© Riproduzione riservata.

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