Piacenza, panchina arcobaleno cancellata e scritte omofobe e transfobiche. Sindaco la fa ridipingere: “Chi ha paura dei colori?”

A Calendasco, in provincia di Piacenza, ignoti vandalizzano una panchina arcobaleno con scritte omofobe e transfobiche. Il sindaco la fa subito ridipingere. Il gesto a pochi giorni dal Piacenza Pride 2025.

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Piacenza, panchina arcobaleno cancellata e scritte omofobe e transfobiche
Piacenza, panchina arcobaleno cancellata e scritte omofobe e transfobiche
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Chi ha paura dei colori? La domanda torna a ripetersi in occasione del nuovo gesto vandalico avvenuto questa volta a Calendasco, comune in provincia di Piacenza. A due mesi dall’ennesimo vile gesto avvenuto a Livorno, la storia si ripete, con la notizia di una panchina arcobaleno cancellata da parte di ignoti. Un gesto di inaudita violenza, che mira, simbolicamente, a eliminare la diversità marchiandola con altrettante vergognose scritte a sfondo omofobo e transfobico.

Panchina Arcobaleno in provincia di Piacenza
Panchina Arcobaleno in provincia di Piacenza

Panchina arcobaleno cancellata e vandalizzata a Piacenza

Appena 48 ore dopo l’inaugurazione della prima panchina arcobaleno della provincia di Piacenza, avvenuta lo scorso sabato 17 maggio nei giardini di via Anguissola a Calendasco, in occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitrasfobia, ignoti vandali sono intervenuti nella notte tra domenica e lunedì cancellando i colori simbolo della comunità LGBTQIA+.

Oltre alle pennellate bianche, a coprire i colori della panchina arcobaleno, anche vergognose scritte offensive in un atto gratuito di intolleranza omofoba e transfobica che ha indignato la cittadinanza e le istituzioni locali. “Attenzione pericolo omosessuali transessuali”, le scritte in nero che accompagnano la panchina oltraggiata. Un messaggio carico d’odio, transfobico e omofobo, intollerabile.

Gli autori dell’atto vandalico, al momento ignoti, sono stati denunciati. Intanto, la risposta della comunità non si è fatta attendere: mercoledì 21 maggio, una manifestazione spontanea e aperta a tutti ha restituito nuova vita alla panchina, con una mano di vernice arcobaleno come segno di resistenza e orgoglio.

Cgil e Arcigay Piacenza denunciano

Il vile e ingiustificato gesto è arrivato a pochi giorni dal Piacenza Pride 2025, in programma il prossimo 24 maggio. La denuncia pubblica arriva in queste ore con un post Instagram congiunto di Arcigay Piacenza Lambda e Comitato Piacenza Pride: “Non resteremo in panchina”, si legge nell’immagine che accompagna la didascalia:

“Non abbiamo paura. Questo gesto ci ferisce, ma non ci zittisce. Anzi, ci dà una ragione in più per continuare a lottare, a farci vedere, a camminare a testa alta. Per questo sabato 24 Maggio alle ore 15:00 saremo in strada per il Piacenza Pride. Una manifestazione per i diritti, per l’amore, per la libertà. Una festa, sì, ma anche una risposta chiara e determinata contro ogni forma di odio”.

 

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Arcigay Piacenza, nel condannare il gesto, chiama all’appello più gente possibile in occasione dell’imminente Pride, come risposta all’aggressione subita dall’intera comunità: “Se qualcuno anche a Piacenza pensa che intimidire con il favore del buio e cancellare la diversità sia un’opzione percorribile sul nostro territorio, sappia che troverà anche lavoratrici e lavoratori ai loro posti per difendere l’autodeterminazione delle persone. Siamo di fronte a un gesto vile a cui occorre rispondere in modo collettivo. Ci auguriamo che il Piacenza Pride sia ancora più grande”.

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Il grave gesto, anche secondo il Segretario Generale della CGIL di Piacenza, Ivo Bussacchini, è ben lontano dall’essere considerato una semplice ‘bravata’. È la cancellazione spietata di un messaggio di pace, convivenza e uguaglianza. “In un tempo in cui le discriminazioni verso le persone Lgbtqia+ sono tutt’altro che superate e anzi, in molti contesti alimentate da un clima di odio e regressione culturale, è inaccettabile che a qualcuno venga in mente di togliere l’arcobaleno simbolo di accoglienza e rispetto nella diversità”, tuona Bussacchini.

“Piacenza Pride 2025 ancora più partecipativo”

Dopo il gesto omofobo, il Piacenza Pride 2025 assume un significato ancora più importante, come ricorda la Cgil di Piacenza, che rinnova l’invito non solo a scendere in piazza in vista dell’imminente evento, ma anche di partecipare al prossimo referendum dell’8 e 9 giugno: “Piacenza Pride del 24 maggio dovrà essere ancora più partecipato, visibile, rumoroso. Dopo questo atto vile, la risposta deve essere collettiva, pubblica e determinata. Invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza per affermare, insieme, che nessuno può cancellare i colori dell’inclusione e della dignità. E anche con la partecipazione si combattono queste forme oscurantiste, per questo pensiamo che votare ai referendum dell’8 e 9 giugno su lavoro e cittadinanza sia importante anche per valorizzare le diversità”.

Vladimir Luxuria, madrina del Piacenza Pride 2025 ha condannato fermamente l’atto omotransfobico: “Non resteremo in panchina spettatori dell’omofobia, è necessaria una mobilitazione”.

 

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Il sindaco fa ridipingere la panchina

Oltre allo sdegno ampiamente espresso per quando accaduto ai danni della panchina arcobaleno a Calendasco, il primo cittadino Filippo Zangrandi ha deciso di intervenire prontamente e in modo concreto, invitando tutti e tutte a partecipare, mercoledì 21 maggio alle ore 18.30, quando la panchina vandalizzata ha riavuto nuovamente i colori che merita. 

La panchina arcobaleno ridipinta
La panchina arcobaleno ridipinta

“Interveniamo usando uno slogan: ricoloriamola tutti. Infatti si tratta di un appuntamento dove chiunque può intervenire per esprimere adesione all’iniziativa. In questo modo si manderà un forte messaggio a pochi giorni dal Pride”, ha detto il sindaco a Radio Sound a poche ore dal nuovo intervento.

Un modo per ribadire che i colori non possono né devono spaventare, “perché chi pensa di vivere in un mondo a tinte unite, evidentemente non vive nel mondo reale. Infatti la realtà è fatta di diversità e questa diversità è la ricchezza della nostra società e non un disvalore. Quello che noi vogliamo comunicare con la panchina è proprio questo”, ha ribadito Zangrandi.

Ad oggi, tuttavia, la cronaca quotidiana evidenzia una realtà ancora molto diversa, ma il primo cittadino resta positivo rispetto al cambiamento, a suo dire già in atto. “La panchina è un simbolo che ha un profondo valore culturale perché i simboli aiutano a comprendere la realtà. Serve a cambiare la cultura di una comunità, infatti anche nei paesi più piccoli, periferici, possono arrivare dei segni importanti in questa direzione”, ha ribadito il primo cittadino, respingendo con forza gesti vandalici come quello che si è di recente consumato.

© Riproduzione riservata.

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