Ancora violenza transfobica nella Capitale. In Viale delle Provincie 131a, nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno, tre donne trans sono state aggredite e derubate da un branco di dieci uomini. Mentre il gruppo si accaniva con violenza sulle vittime, altri presenti ridevano, filmavano la scena, condividendo l’orrore sui social. Siamo di fronte a un nuovo episodio di violenza sistemica, di maschilismo, di odio transfobico, di una cultura che continua a legittimare l’aggressione contro le persone LGBTQIA+ e in particolare contro le identità di genere non conformi allo schema cis-binario.
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Roma, tre donne trans aggredite e rapinate dal branco
Mentre in tutta Italia si dava il via alle celebrazioni per il mese del Pride, a Roma si registrava un nuovo grave episodio di violenza transfobica. Nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno, tre donne trans sono state brutalmente aggredite e derubate da un gruppo di circa dieci ragazzi in Viale delle Provincie, nel quartiere universitario della Capitale e a poca distanza dal locale Imperatrice nel quale le tre vittime avevano trascorso la serata.
L’attacco – secondo le prime ricostruzioni – è stato premeditato e motivato unicamente dall’identità di genere delle vittime. Un pestaggio violento, accompagnato da insulti transfobici, calci e pugni. Mentre i giovani aggredivano le tre donne, altre persone presenti nella zona ridevano o filmavano la scena, senza intervenire. Il filmato della violenza è finito online, ripreso anche da Roberta Parigiani, avvocata, attivista trans e portavoce del MIT- Movimento identità trans, che ha pubblicamente denunciato l’accaduto.
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Le vittime
Secondo quanto reso noto da alcuni portali di informazione locali e pagine social – tra cui Welcome to Favelas -, una delle vittime sarebbe una donna trans viterbese non nuova – purtroppo – ad aggressioni di matrice transfobica. Lo scorso anno, infatti, la donna e una sua amica erano state aggredite alla festa del Vino di Castiglione in Teverina. Anche in quella circostanza, le due donne erano state malmenate solo perché trans.
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Un anno dopo, sono le immagini drammatiche tratte da alcuni video riportati online a documentare l’ennesimo atto vergognoso, intriso di odio. Secondo le testimonianze raccolte, gli aggressori avrebbero rivolto alle vittime numerosi insulti omotransfobici, aggravando ulteriormente la violenza fisica con pesanti offese verbali legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale delle donne.
La denuncia
Le vittime, dopo aver ricevuto cure mediche, hanno sporto denuncia e identificato i presunti responsabili dell’aggressione. Si tratta, secondo quanto riferito, di un gruppo di giovani italiani (al momento solo tre di loro sarebbero stati identificati). Contrariamente a quanto riportato in alcune ricostruzioni errate sui social, le persone nere presenti nei video sono i buttafuori del locale, che hanno cercato di calmare gli aggressori e hanno poi prestato soccorso alle donne trans ferite. Un chiarimento fondamentale per evitare strumentalizzazioni e disinformazione in un momento in cui è necessario puntare i riflettori sulla violenza sistemica e transfobica che continua a colpire la comunità LGBTQIA+ in Italia.
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L’episodio pone ancora una volta l’accento sulla sicurezza delle persone trans nei luoghi pubblici, sulla responsabilità delle istituzioni e sull’urgenza di strumenti concreti contro i crimini d’odio.
Altro campanello d’allarme, oltre alla violenza verbale e fisica, è stata l’indifferenza generale. Un silenzio assordante, che fa male quanto le aggressioni e che rischia di rendere ulteriormente invisibili le vittime.
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Con l'ignobile governo che ci ritroviamo, la gente si sente legittimata a compiere questi atti odiosi.