Simone Leoni, suo padre Silvio difende Vannacci e lo attacca, il figlio risponde, ma Forza Italia tace: tutta la storia

Attaccato dal padre e dalla Lega, il segretario dei giovani di Forza Italia non arretra.

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Simone Leoni padre Silvio Leoni lettera Vannacci
Simone Leoni ha risposto a testa alta a suo padre Silvio Leoni che in una lettera ha accusato il figlio di "non essere degno di pulire gli stivali di Vannacci"
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È solo contro tutti, ma non fa un passo indietro. Simone Leoni, 24 anni, segretario nazionale dei giovani di Forza Italia, ha osato dire ciò che nella destra italiana in pochi hanno il coraggio anche solo di pensare: che le parole di Roberto Vannacci – su persone disabili, nere ed LGBTQIA+ – sono aberranti e pericolose. Da quel momento è iniziato un vero e proprio fuoco incrociato, sebbene Leoni abbia sottolineato che il suo è un orgoglio liberale fondato sull’alleanza del centrodestra italiano.

Cosa aveva detto Simone Leoni al congresso di Forza Italia

Durante il congresso di Forza Italia, quando era stato nominato segretario dei Giovani azzurri, Simone Leoni aveva pronunciato le seguenti parole (il video del suo intervento è pubblicato in fondo a questo articolo)

“Mi dispiace lo devo dire vedere in alcuni settori della politica personaggi completamente sconnessi dai tempi in cui viviamo, che invece di adottare un approccio inclusivo, ne adottano uno escludente. Persone che invece che essere generali a capo di un’armata del bene verso il prossimo, scelgono di essere generali della codardia e della discordia per mero calcolo politico. Persone che nel 2025 pur di avere un voto in più, di finire sul giornale una volta in più, o di vendere un libro in più, dicono che i bambini disabili vanno separati dagli altri. Dicono che chi ha la pelle nera non è italiano. Dicono che chi è gay non è normale. Ecco queste persone devono vergognarsi e devono sapere che per ognuna di queste aberrazioni c’è gente che sta male, che soffre. Ci sono nostri coetanei che arrivano a togliersi la vita. Vergogna!”

Gli attacchi della Lega a Simone Leoni

Simone Leoni Forza Italia Vannacci
Simone Leoni eletto leader dei giovani di Forza Italia ha attaccato, senza mai nominarlo, il generale Vannacci e la Lega

Luca Toccalini e Federico Ferrai, esponenti della Lega Giovani, hanno attaccato Simone Leoni accusandolo di aver insultato un alleato e tradito lo spirito del centrodestra. Ferrai lo ha definito arrogante e divisivo, accusandolo di piegarsi alla narrazione progressista per compiacere i media. E Matteo Salvini ha fatto sapere di “sottoscrivere parola per parola” l’attacco ricevuto da Leoni nientemeno che da suo padre, Silvio Leoni, ex militare e sodale del generale Vannacci.

L’attacco di Silvio Leoni a suo figlio Simone

In una lunga e durissima lettera pubblicata su Il Tempo, Silvio Leoni attacca pubblicamente il figlio Simone, e lo accusa di aver infangato ingiustamente il generale Roberto Vannacci. Rievocando un passato militare condiviso con Vannacci in Somalia, Leoni padre ne elogia il coraggio e l’onore, definendo “falsi e miserabili” gli attacchi rivolti dal figlio a un “eroe della Patria”. Lo accusa di aver usato gli stessi metodi “dei traditori di Berlusconi” e di aver rovesciato su Vannacci responsabilità morali gravi, come i suicidi giovanili.

Silvio Leoni rinfaccia al figlio di aver tradito i valori trasmessi dalla famiglia e dalla nonna Gloriana, citando un lungo “testamento spirituale” che elenca 25 principi guida – tra cui lealtà, umiltà, dignità e rifiuto dei compromessi – che Simone, a suo dire, avrebbe disatteso per “bassi giochi politici”. Nella parte finale, il padre definisce il figlio “indegno persino di spolverare gli anfibi di Vannacci” e lo invita a “vergognarsi”, ammonendolo a ricordare che nel motto di famiglia, inciso nello stemma, campeggia “Pro Deo et Patria”.

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La risposta di Simone Leoni a suo padre Silvio

Ma Simone Leoni non si è piegato. Ha risposto pubblicamente, con compostezza e fermezza, affidando a Instagram parole che valgono più di ogni dibattito:

“Pur avendo sofferto molto, ancora oggi non provo rancore per Silvio Leoni, con il quale non ho condiviso nulla dei miei 24 anni di vita. Lo perdono per avermi attaccato senza conoscere davvero me e i miei valori. Sono cresciuto senza di lui, ma con l’amore di una famiglia che mi ha voluto bene e che mi ha insegnato i valori cristiani del rispetto, della dignità e della centralità della persona. Vado avanti a testa alta, con la forza delle mie idee. Sempre da uomo libero.”

 

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La difesa dei liberali e del PPE, il silenzio di Forza Italia

Simone Leoni Gay.it intervista La Nazione Il Tempo
Simone Leoni con Antonio Tajani segretario di Forza Italia.

Le parole che possono indurre, oggi, la destra italiana a lasciarsi alle spalle la deriva leghista e di una certa componente fascistoide di Fratelli d’Italia, non sono quelle di chi continua a blandire i discorsi dell’odio per compiacere la pancia dell’elettorato, ma quelle di un giovane che ha detto “basta” e che si è assunto, da solo, la responsabilità di rappresentare una generazione che pretende dignità e coerenza.

Leoni ha ricevuto un’ondata trasversale di solidarietà: da Italia Viva (con Renzi e Boschi), dai Liberaldemocratici, dagli studenti del Partito Popolare Europeo. Francesco Sismondini, presidente di EDS, lo ha scritto chiaramente: “Hai tracciato una strada che merita di essere percorsa”.

Ma è assordante il silenzio di Forza Italia. Elio Vito, ex parlamentare degli azzurri, commenta così sui social l’assenza di dichiarazioni da parte del partito di Tajani:

Ma non c’è nessuno di Forza Italia che difende il suo segretario giovanile Simone Leoni dopo l’attacco gratuito del padre e soprattutto dopo che Salvini e Vannacci hanno ringraziato e sottoscritto le parole del padre?

Non è un traditore, Leoni. È un giovane conservatore che ha scelto di non piegarsi a chi in nome della Patria diffonde esclusione e odio. Egli stesso, in due interviste a La Nazione e a Il Tempo, giorni fa, ha ribadito che “il centro destra è il perno” della sua convinzione liberale. La sua non è una resa al progressismo, come insinuano i suoi detrattori, ma un atto di coscienza che spinge anche il centrodestra a interrogarsi su chi vuole essere, e per chi e cosa vuole lottare. La Forza Italia di Tajani, da che parte sta?

 

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