Il discorso di Simone Leoni contro il linguaggio d’odio ha infiammato il congresso di Forza Italia Giovani e acceso entusiasmi tra molte persone LGBTQIA+, entusiasmi che – alla luce dei chiarimenti successivi – vanno però ricondotti a una cornice ben più moderata e perfettamente allineata con l’asse politico del centrodestra.

Leoni, 24 anni, è stato eletto segretario nazionale del movimento giovanile azzurro con una standing ovation. Il suo attacco – mai esplicito ma inequivocabilmente rivolto a Roberto Vannacci – ha fatto il giro dei social: “Chi dice che i bambini disabili devono essere separati dagli altri, che chi ha la pelle nera non è italiano, che chi è gay non è normale, si deve vergognare”, ha detto dal palco. Ma nelle interviste con La Nazione e Il Tempo è arrivata subito una precisazione:

“Non sono l’anti-Vannacci. Noi ragazzi di Forza Italia facciamo politica per qualcosa, non contro qualcuno. Ma siamo distanti dal suo modo di esprimersi”.

 

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“Forza Italia è il perno del centrodestra”

A chi, nei giorni successivi, ha letto nella sua posizione un segnale di apertura verso sinistra, Leoni risponde con fermezza:

“Tutt’altro. Forza Italia è il perno del centrodestra e vuole contribuire ad allargarne il perimetro per evitare che il Paese cada nelle mani della peggior sinistra di sempre”.

Il riferimento ai valori liberali e alla visione europeista – tanto cari a Marina Berlusconi – resta centrale, ma sempre dentro i confini della coalizione di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani.

Su Vannacci, Simoni continua con una distanza rassicurante. Questo il passaggio su Il Tempo, nell’intervista di Pietro De Leo:

Vannacci ti ha risposto con il motto degli Arditi, “me ne frego”. Quando l’hai letto cosa hai pensato?
«Che è il solito Vannacci. Non risponde nel merito e lo fa con un motto che sarà pure stato inventato dagli Arditi, ma sappiamo bene tutti chi l’ha reso celebre. Non credo sia rispettoso utilizzarlo alla vigilia della Festa della Repubblica».

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Dura era stata, nella giornata di ieri, la replica della Lega . Luca Toccalini leader dei giovani leghisti lo accusa di aver “insultato un alleato” e di non rispettare l’eredità di Berlusconi, criticando anche la presenza di Fedez al congresso. Federico Ferrai, coordinatore romano della Lega Giovani, lo definisce “divisivo, arrogante, indegno”, accusandolo di piegarsi alla “narrazione progressista” per compiacere la stampa. “Noi stiamo dalla parte del popolo e della verità”.

Sulla presenza di Fedez al congresso, criticata duramente dalla Lega, Leoni si mostra orgoglioso: “Non è venuto a prendere la tessera del partito, ma a dialogare su periferie e salute mentale. Il confronto con chi la pensa diversamente è parte del nostro spirito”. E aggiunge, con tono ironico: “Fedez sul palco ha dimostrato più rispetto per Silvio Berlusconi di tanti politici di sinistra”.

Inclusione sì, ma non senza condizioni

 

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Sullo Ius Scholae, Leoni ribadisce una posizione favorevole ma calibrata: “Dieci anni di scuola dell’obbligo sono un tempo congruo per integrare attraverso la cultura e l’istruzione. Cinque sono pochi”.

E sul tema della salute mentale, racconta un episodio personale: “A gennaio scorso un nostro militante, un amico, si è tolto la vita. Da allora ci siamo assunti la responsabilità di portare avanti la battaglia per il benessere psicologico dei giovani”.

Simone Leoni, insomma, è tutt’altro che un corpo estraneo nel centrodestra: rappresenta la corrente più dialogante, più liberale, ma sempre all’interno della cornice di un’alleanza politica che per ora si riconosce nella leadership di Giorgia Meloni. La condanna di Leoni delle derive sovraniste non implica rottura. Piuttosto, è un tentativo di ricollocare Forza Italia come asse moderato della coalizione, senza alcun “strizzare l’occhio” al centrosinistra. Chi si aspettava un leader pronto a rompere con gli alleati più reazionari, dovrà fare i conti con una realtà più prudente e calcolata.

Simone Leoni di Forza Italia dopo l’attacco a Vannacci: “Liberale, sì. Ma il perno resta il centrodestra”

 

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