Lorenzo Gasperini: l’ideologo filosofo di Vannacci ossessionato dai gay

Già condannato per diffamazione per aver usato un termine osceno, la nuova star vannacciana è rapito dai temi LGBT e non fa che parlarne.

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Aver subito una condanna per denigrazione verso i gay non l’ha fermato. Ad ogni pie’ sospinto, Lorenzo Gasperini, ideatore del pogramma di Futuro Nazionale, dal cui palco durante il primo congresso ha salutato come “camerati” gli arditi neo-seguaci del generalissimo che fa tremare Giorgia Meloni, pare ossessionato dai temi LGBT. Ma perché?

Lorenzo Gasperini è nato a Cecina (LI) nel 1992, insegna filosofia in un liceo di Livorno e da qualche mese è la mente dietro il programma di Futuro Nazionale, il partito spin-off dell’ex leghista ed ex generale Roberto Vannacci. All’assemblea costituente del movimento lo stesso Vannacci gli ha affidato l’intervento più lungo e lo ha definito il migliore oratore del giorno.

Undici anni nella Lega, dove ha conosciuto l’eurodeputato che prese mezzo milioni di preferenze con Salvini, prima ancora una militanza giovanile nel Popolo della Libertà, consigliere comunale a Cecina, nel 2018 corse per la Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Livorno, sfidando Andrea Romano e raccogliendo oltre quarantacinquemila voti per la coalizione (che tuttavia non bastarono per l’elezione).

La comunità LGBTQ+ fissa nei suoi pensieri

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Nella produzione pubblica di Lorenzo Gasperini un tema ritorna con una frequenza che sembra tratteggiare qualcosa di più profondo del semplice perimetro propagandistico. È la comunità LGBTQ+. Un’ossessione bella e buona. L’ideologo di Roberto Vannacci ne parla ovunque. Nei comizi. Nei post Facebook. Nelle interviste ai giornali. Nel programma del partito. Un tribunale lo ha già condannato per un post contro Arcigay definito diffamatorio e denigratorio dalla giudice. Lui ha risposto paragonando quella sentenza a una legge sovietica.
Negli anni ha definito le unioni civili “finto matrimonio“. Ha scritto che la genitorialità delle coppie omosessuali significa “rovinare la vita a un bambino“. Ha usato l’appartenenza alla comunità gay come insulto nella sua polemica no vax. Ha proposto di dirottare “i soldi dei gay pride” verso l’assistenza agli anziani. In un post ha scritto con fierezza di di “calpestare” ogni giorno “i diritti degli omosexxuali” fregiandosi del proprio orgoglio “reazionario”. Nello stesso testo se la prende anche con “le popolazioni nere”.
Il quadro che emerge da anni di dichiarazioni pubbliche restituisce un pensiero fisso sull’identità sessuale altrui. Un’attenzione insistita che si accompagna a un’ideologia più ampia fatta di nostalgia per il fascismo storico, rivendicazione del patriarcato e nazionalismo identitario. Fino all’intervista a Il Fatto di ieri, nella quale sottolinea che Mussolini, pur sbagliando alcune cose, è stato uno statista. Di seguito un elenco che mette in fila i numerosi momenti di “ossessione LGBT” di Lorenzo Gasperini. In questo assai vicino a Roberto Vannacci, altro uomo tutto d’un pezzo ossessionato dalla vita dei gays.

La condanna per diffamazione (2018-2024)

 

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– 17 settembre 2018: Gasperini, allora consigliere comunale leghista, pubblica un post su Facebook per augurare buon inizio d’anno agli studenti livornesi

– Nel testo accusa Arci e Arcigay di diffondere nelle scuole “l’ideologia relativista immigrazionista islamista e soprattutto negli ultimi anni finocchista“. Aggiunge tra parentesi che si tratterebbe di insegnare ai bambini che “non si nasce né maschi né femmine

Arcigay Livorno lo denuncia. Il pubblico ministero chiede inizialmente l’archiviazione, ma il fascicolo passa a un altro magistrato e il processo prosegue

– 1° febbraio 2024: il Tribunale di Livorno lo condanna per diffamazione aggravata (sentenza della giudice Rosa Raffaelli). Gasperini deve versare mille euro all’associazione più duemilaottocento euro di spese processuali. La giudice scrive che l’imputato “ha utilizzato un termine fortemente denigratorio” e che la parola “finocchista” è “essa stessa volgare e denigratoria”. Il tribunale precisa che “non si può parlare di critica politica laddove la manifestazione del pensiero veicoli odiose discriminazioni fondate su caratteristiche personali dei soggetti

– Gasperini reagisce paragonando la condanna a una norma sovietica (“l’articolo 58 dell’Unione Sovietica”). Annuncia ricorso in appello e dichiara che le sue posizioni “non cambieranno di una virgola“. E infatti diventerà un’ossessione.

– In un’intervista a Pro Vita e Famiglia rivendica il diritto a usare la parola “finocchio

– Prima di Gasperini anche Simone Pillon era stato condannato in via definitiva per diffamazione ai danni dell’associazione Omphalos LGBTI

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La genitorialità delle coppie omosessuali

– Nel gennaio 2026  torna sul tema delle unioni civili definendole “finto matrimonio“. Sostiene che servano solo “ad aprire gradualmente ai diritti della genitorialità” definiti “negazione dei diritti dei bimbi“.

– In un post rimprovera al centrodestra di aver disatteso la promessa elettorale del 2018 di abrogare la legge sulle unioni civili.
In un altro post scrive di “calpestare ogni giorno il presunto diritto degli omosessuali di rovinare la vita a un bambino togliendo a lui la possibilità di avere anche una mamma“. Nello stesso testo rivendica di calpestare anche il diritto delle ‘popolazioni nere trasbordate’, come le definisce, a fargli provare vergogna per avere un colore della pelle diverso dal loro e per credere, scrive, ‘nel vero Dio anziché in religioni false’.

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– Si vanta apertamente di queste posizioni definendo i critici “pidioti” e “criptosocialisti della ipodestra

Il ddl Zan (2021)

 

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Nell’ottobre 2021, dopo l’affossamento del ddl Zan in Senato, Gasperini scrive su Instagram che la proposta di legge serviva “per mandare in galera chi la pensa diversamente dall’Arcigay” e la definisce “evidentemente inaccettabile per chiunque dia ancora un senso alla parola libertà“. Sostiene che le leggi per punire chi aggredisce o usa violenza esistano già e che non servano “leggi ad hoc per alcune categorie di cittadini“. Conclude scrivendo che il vero obiettivo del ddl Zan fosse “la carcerazione per chi sostiene idee diverse dell’agenda LGBT, facendole passare per discriminazione”.

Le posizioni pubbliche più recenti

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Intervistato ieri 30 giugno 2026 dal Fatto Quotidiano spiega che Futuro Nazionale è “contrarissimo a ogni forma di genitorialità che non sia padre madre“. Sui Pride sostiene che si possa manifestare ma senza “farlo nudi portando i bambini“. All’assemblea costituente del partito propone di usare “i soldi dei gay pride per curare gli anziani“.

Il precedente no-vax (2021)

Nel 2021, epoca post-Covid, scrive che “se non sei omosex e vaccinato non sei nessuno” e che in quel caso si viene “discriminati“, utilizzandop l’appartenenza alla comunità gay come termine di paragone dispregiativo nella sua polemica no-vax. Le sue posizioni gli costano la richiesta di autosospensione dal commissario toscano della Lega

Insulti sessuali a Boschi e il dibattito anti-gender

– Nel 2016 aveva commentato un post dell’allora ministra Maria Elena Boschi con una frase a sfondo sessuale e omofobo sulle unioni civili, suscitando proteste

– Nel 2017 modera un dibattito antigender toscano con protagonisti il medico Renzo Puccetti e l’avvocato Simone Pillon, mentre è capo di gabinetto della sindaca leghista di Cascina Susanna Ceccardi

Il quadro ideologico e il cattolicesimo tradizionalista

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L’ostilità verso i diritti delle persone LGBTQ+ si inserisce in una visione del mondo costruita su quattro pilastri ricorrenti.

1. Cattolicesimo tradizionalista

Gasperini si forma nell’Azione Cattolica come educatore. È stato responsabile diocesano del movimento studentesco della diocesi di Volterra. Si laurea in filosofia all’Università Cattolica di Milano e si definisce “tomista”, in riferimento a Tommaso d’Aquino. Cita spesso, insieme a lui, Platone, Aristotele, Kierkegaard e Gustave Thibon. Difende la liturgia pre conciliare e la messa in latino

2. Rivendicazione del patriarcato

Scrive sui social “bruciate il femminismo il nichilismo il sessantotto e ridateci il patriarcato ora”. Attribuisce al sessantotto la responsabilità morale della violenza sulle donne. Definisce il patriarcato un “concetto classico da preservare”. Si oppone, insieme a Vannacci, al reato autonomo di femminicidio. Equipara aborto e femminicidio.

3. Retorica fascista

All’assemblea di Futuro Nazionale si rivolge alla platea con camerati“. Chiude il suo intervento gridando “a noi“. Definisce Mussolini “un presidente del Consiglio italiano” e “uno statista“. Ammette che “certo è stato un dittatore” ma nega un “totalitarismo compiuto“. Cita più volte Giorgio Almirante, post fascista fondatore del Movimento Sociale Italiano nel 1946.

4. Nazionalismo identitario per avere “solo Italiani

Il programma di Futuro Nazionale scritto da Gasperini colloca la “remigrazione” tra i punti cardine del partito. Lo straniero, spiega lui stesso dal palco dell’assemblea costituente, deve scegliere tra assimilazione e remigrazione, sempre che trovi posto. Alla domanda su come realizzare concretamente il progetto risponde che si partirebbe dai criminali e dagli irregolari. L’obiettivo dichiarato è più ampio e riguarda un tetto alla presenza straniera in Italia, con l’obiettivo esplicito di arrivare a “un’Italia in cui ci siano quasi esclusivamente italiani“. La stessa cornice identitaria si lega, nel suo pensiero, al tema della denatalità, con la proposta di un “mutuo tricolore” garantito dallo Stato a tasso ridotto in base al numero dei figli, pensato per incentivare la natalità degli italiani.

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