Un annuncio giunto in pompa magna, nelle passate ore, tramite il profilo Instagram di Wanna Marchi, e che non è passato inosservato. Il controverso volto delle televendite italiane degli anni ’80 e ’90, sarà ospite per la prima volta a Torino in occasione della serata LGBTQ+ di Bananamia, in programma venerdì 4 luglio al Nasty Club, al Parco del Valentino. All’entusiasmo della teleimbonitrice, però, non sono mancate le critiche tra i commenti al post-annuncio. In tanti si sono domandati se, per caso, non si stia tentando di trasformare Wanna Marchi in una “icona gay”. Ad intervenire, sono stati gli stessi organizzatori di Bananamia.

In questo articolo
Wanna Marchi protagonista della serata LGBTQ+ di Bananamia
Con la sua inconfondibile voce, Wanna Marchi ha annunciato attraverso un video pubblicato sui suoi canali social che venerdì 4 luglio sarà per la prima volta ospite a Torino, in occasione del party LGBT+ Bananamia. Nel video, Marchi ha anticipato una serata all’insegna del divertimento, definendola una “festa megagalattica”.
“Salve a tutti, sono Wanna Marchi! Allora avete letto bene, vero? Il 4 luglio io sarò al parco del Valentino a Torino! Per fare una festa megagalattica. Bananamia”, ha esordito, intonando “Ma ‘ndo’ vai se la banana non ce l’hai” di Alberto Sordi.
Wanna Marchi sarà l’ospite speciale della serata. Per la prima volta nel capoluogo piemontese, l’ex regina delle televendite è stata annunciata come la protagonista del party che si preannuncia fuori dagli schemi.
Visualizza questo post su Instagram
L’annuncio della partecipazione di Wanna Marchi al Bananamia LGBTQ+ Party a Torino ha generato una serie di reazioni contrastanti sui social. Al post condiviso sia dalla pagina ufficiale dell’evento che da quella dell’ex volto delle televendite, si sono alternati commenti entusiasti e messaggi fortemente critici.
Accanto a espressioni come “Icona”, “Fantastica” e “Sei un mito”, numerosi utenti hanno contestato la scelta di invitare Marchi, ricordando le condanne ricevute per truffa legate alla sua attività televisiva. Alcuni commenti hanno sottolineato l’apparente incoerenza tra i valori di inclusività dell’evento e la figura dell’ospite, accusata di aver approfittato in passato della vulnerabilità di molte persone.
Frasi come “Invitare in una serata basata sull’inclusività un personaggio che si è costruito una carriera sulle spalle della povera gente” o “Immaginate invitare a un party gay/queer una persona che ha costruito la sua carriera sulla menzogna, sui crimini, sugli insulti a corpi non conformi e sull’approfittarsi di persone in situazioni di fragilità”, riassumono il tenore delle critiche.
La replica di Wanna Marchi e degli organizzatori
Wanna Marchi, dal canto suo, ha risposto direttamente a molti dei messaggi ricevuti, alimentando ulteriormente il dibattito online.
Più di qualche utente ha sollevato un dubbio: l’intento è forse quello di trasformare Wanna Marchi in un’icona gay? “Cioè adesso cerchiamo le icone gay anche nelle pluricondannate?”, domanda un utente, ottenendo diverse decine di like di approvazione.
In risposta alle critiche emerse sui social, la pagina Instagram ufficiale di Bananamia ha chiarito la propria posizione: “Nessuno hai mai proclamato Wanna Marchi un’icona gay, è stata invitata in quanto è un ospite leggero che sicuramente sarà in grado di donarci una serata divertente e irriverente! Non siamo noi a dover giudicare, esistono le sedi opportune. Più Leggerə, grazie”.

Pur comprendendo l’intento di richiamarsi alla leggerezza, molti utenti hanno educatamente ricordato che leggerezza non significa superficialità, né può diventare un pretesto per evitare riflessioni più profonde. Pur senza voler giudicare nessuno, a detta di tanti, sarebbe legittimo interrogarsi sulla scelta di offrire visibilità pubblica a una figura la cui storia mediatica e il cui ruolo pubblico hanno contribuito negli anni a sollevare questioni etiche importanti.
