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Ennesima aggressione registrata in Italia, questa volta in pieno centro a Torino. Arriva dai social la denuncia da parte di un giovane, Mattia, che ha voluto condividere la sua storia e le immagini dei lividi, delle ferite al collo e degli occhi pesti subiti da lui e da un amico, mettendoci la faccia ed esprimendo il desiderio, chiaro, che se ne parli perché, spiega, “Forse ad un certo punto lo Stato italiano sarà in grado di organizzarsi per fermare delle bande di sedicenni impazziti”.

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“Aggressione omofoba a Torino”: il racconto
L’aggressione – che secondo la stampa nazionale e non solo sarebbe stata a sfondo omofobo – subita da due giovani in pieno centro città, è avvenuta lo scorso venerdì 18 aprile, secondo il racconto delle stesse vittime in un post su Instagram: “Venerdì notte siamo stati attaccati da un branco di sconosciuti in centro a Torino senza nessuna motivazione se non quella che hanno le cosiddette baby gang: cercare di riempire una vita vuota e misera, formare un branco per darsi un’identità”.
Così inizia il racconto di Mattia, che ha voluto affidare ai social anche le immagini delle conseguenze del violento pestaggio subito da lui dall’amico, senza una motivazione apparente, da parte di un gruppo di giovanissimi. Nella denuncia pubblica, una delle vittime sottolinea come la sola ragione sia da ricercare in quella delle sempre più diffuse baby gang: “cercare di riempire una vita vuota e misera, formare un branco per darsi un’identità dal momento che le famiglie non trasmettono la minima empatia ed educazione, sentirsi forti tramite la violenza di gruppo perché il governo attuale trasmette solo messaggi di odio, discriminazione e disprezzo verso la vita umana”.
La violenza subita, potrebbe essere figlia di una cultura omofoba ancora ampiamente radicata, anche nei giovanissimi. Mattia ha voluto ribadire un concetto importante, con una denuncia – neanche poi tanto sottile – allo Stato italiano e alla mancanza di adeguati diritti: “Anche le minoranze sono vite umane, non solo i feti mai nati che a quanto pare valgono più di cittadini che combattono tutti i giorni per affermarsi in uno stato marcio”.
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Gli attimi di terrore: le cicatrici restano
Secondo quanto ricostruito dal quotidiano La Stampa, la centrale operativa del 112 avrebbe ricevuto una chiamata nella quale un ragazzo denunciava l’aggressione di un suo amico. La pattuglia giunta sul luogo dell’aggressione, tuttavia, non avrebbe trovato nessuno.
Le due giovani vittime hanno riportato svariati lividi sul volto e ferite al collo, come emerso dalle foto allegate alla denuncia social: “Io e Dani stiamo bene, i lividi se ne andranno e le cicatrici ci ricorderanno per cosa stiamo lottando”, scrive una delle due vittime. “Abbiamo condiviso la nostra faccia e la nostra storia perché vogliamo che se ne parli, per favore parlatene e condividete. Forse ad un certo punto lo Stato italiano sarà in grado di organizzarsi per fermare delle bande di sedicenni impazziti… potrebbero farcela? Nel frattempo proteggetevi e fate attenzione. Noi siamo più che felici di tornare a casa e a malincuore non tornare più per un po’”.
Solidarietà da parte della comunità
Quella subita dai due giovani a Torino, è stata bollata da parte di alcune testate nazionali – da La Repubblica a La Stampa – come un’aggressione omofoba. Nei commenti al post di denuncia, tuttavia, un’amica della vittima che ha raccontato l’accaduto, ha sottolineato come già nel titolo de La Stampa si possa leggere una bugia. La replica di Mattia non si è fatta attendere, sottolineando come tuttə siano in pericolo: “Hai ragione, purtroppo sono tutti in pericolo, non solo omosessuali. Queste bestie non si fermano davanti a nessuno. Mi raccomando fai attenzione e prenditi cura di te!”.
La pagina di Torino Pride ha voluto esprimere la sua vicinanza alle vittime con un commento sotto al post: “Tutta la solidarietà da parte nostra e delle nostre associazioni socie. Vi auguriamo di riprendervi al meglio e presto. Un grande abbraccio”.
Nella serata del 24 aprile – riporta TorinoToday – è intervenuto anche l’assessore ai diritti della Città di Torino, Jacopo Rosatelli, che ribadisce come quella subita dai due giovani italiani residenti in Germania, sia stata una aggressione omofoba: “L’aggressione omofoba denunciata sui social media richiama ancora una volta al massimo impegno contro l’odio nei confronti delle persone lgbtq+. Nell’esprimere la massima solidarietà a nome della Città alle vittime, ribadiamo la nostra determinazione nel continuare a promuovere e sostenere attività contro pregiudizi e discriminazioni, ma anche l’assoluta necessità di una legge che protegga adeguatamente dai crimini d’odio”.
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