10 anni fa, era il 26 giugno 2015, con la storica Obergefell contro Hodges la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America legalizzava il matrimonio fra persone dello stesso sesso in tutti gli Stati d’America.
Ebbene un nuovo studio ha provato a quantificare i costi matrimoniali da parte delle coppie dello stesso sesso e dei rispettivi ospiti provenienti da altri Stati, con un fatturato di 5,9 miliardi di dollari che ha evidentemente contribuito a far crescere l’economia statale e locale.
Il report economico del decennio USA di matrimoni gay
Secondo il rapporto del Williams Institute della UCLA School of Law, negli Stati Uniti si sarebbero sposate poco meno di 600.000 coppie dello stesso sesso nell’ultimo decennio. Circa l’80% delle coppie sposate (473.000 coppie) ha festeggiato con un matrimonio o altri eventi. Con una spesa media di 8.546 dollari a matrimonio, queste coppie hanno speso circa 4,9 miliardi di dollari, con una stima di 22,2 milioni di invitati. Tra questi, 7,6 milioni di invitati sono arrivati da altri Stati, generando un ulteriore impulso economico di quasi 1 miliardo di dollari negli ultimi 10 anni. I matrimoni tra coppie dello stesso sesso hanno inoltre generato circa 432,2 milioni di dollari di entrate fiscali statali e locali, sufficienti a sostenere circa 41.300 posti di lavoro l’anno.
L’impulso dato dalla sentenza Obergefell contro Hodges si è fatto sentire in tutti gli Stati Uniti, con l’incremento maggiore sorprendentemente registrato nelle regioni con il minor numero di residenti LGBTQ+ dichiarati. Circa 2,3 miliardi di dollari di spese per matrimoni sono stati spesi nel Sud, 1,7 miliardi nell’Ovest, 1 miliardo nel Midwest e 900 milioni nel Nordest.
“L’uguaglianza matrimoniale ha avuto un impatto significativo sulla vita e sul benessere delle coppie dello stesso sesso negli Stati Uniti“, ha affermato l’autrice principale dello studio Christy Mallory, Direttrice Esecutiva ad interim e Direttrice Legale del Williams Institute. “Inoltre, ha offerto un sostanziale vantaggio finanziario alle imprese, così come alle amministrazioni statali e locali”.
I repubblicani sognano la cancellazione di un diritto acquisito
Eppure mai come in questo momento il matrimonio egualitario è a rischio, negli USA. Nove Stati hanno recentemente presentato risoluzioni che chiedono alla Corte Suprema di riconsiderare la sentenza Obergefell, con la Corte che non si è ancora espressa in merito. Ma c’è il timore che possa bissare quando sentenziato con il diritto all’aborto, stralciato dopo 50 anni con l’annullamento della sentenza Roe v. Wade del 1973. Un giudice della Corte, Clarence Thomas, si è già espresso in tal senso, scrivendo che a suo dire bisognerebbe riesaminare e annullare le sentenze che impediscono restrizioni statali sulla contraccezione, l’uguaglianza matrimoniale, la sodomia e altri atti sessuali consensuali privati, definendo quelle sentenze “dimostrabilmente errate”.
Se la Corte Suprema annullasse la sentenza Obergefell, i matrimoni tra coppie dello stesso sesso continuerebbero a essere riconosciuti a livello federale ai sensi del Respect for Marriage Act, appositamente voluta dal presidente Joe Biden nel 2022. La legge impone al governo federale di riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso e interrazziali e a tutti gli Stati di riconoscere quelli celebrati in altri Stati. Tuttavia, la legge non obbliga gli stessi Stati a consentire i matrimoni tra coppie dello stesso sesso.


