Tornato nei cinema d’America per festeggiare i 20 anni dall’uscita originale, e dal Leone d’Oro vinto a Venezia, Brokeback Mountain è ancora oggi considerato uno dei pochi, indiscussi capolavori del nuovo millennio cinematografico. Eppure non riuscì a vincere l’Oscar per il miglior film, che incredibilmente andò a Crash di Paul Haggis, tra lo stupore generale del mondo.
Diana Ossana, co-sceneggiatrice di “Brokeback Mountain”, è tornata a quell’indimenticabile notte con un’intervista al New York Times in cui ha rivelato il momento esatto in cui si rese conto che l’Oscar come miglior film non sarebbe diventato realtà.
Diana Ossana e l’Oscar scippato a Brokeback Mountain
“Settimane prima della cerimonia, dopo la chiusura delle votazioni per gli Oscar, partecipai a una festa per i candidati a casa di Paul Haggis, il regista di ‘Crash'”, ha ricordato Ossana. Alla festa c’era anche il leggendario Clint Eastwood e Ossana, fan di ‘Gli spietati’, era “ansiosa di incontrarlo“. “Paul lo portò da me e mi disse: ‘Diana, devo dirtelo, non ho visto il tuo film’. Fu come se qualcuno mi avesse dato un calcio nello stomaco”. “È stato allora che ho capito che non avremmo vinto il premio come miglior film”.
Brokeback Mountain arrivò al 5 marzo 2006, notte degli Oscar, come trionfatore annunciato. Il film di Ang Lee, che presto arriverà nei teatri d’Italia con la sua versione musical, aveva già sbancato i Golden Globe con 4 premi, compresi quelli per il miglior film, la regia e la sceneggiatura, i Bafta, gli European Film Award, i National Board of Review Award, i DGA e i PGA. Aveva vinto tutto. Crash non aveva vinto praticamente nulla, se non il SAG e i Critics’ Choice Movie Award per il miglior cast e il Bafta per la sceneggiatura, ma alla fine fu proprio Paul Haggis, all’epoca membro di Scientology e l’anno prima già sceneggiatore dell’acclamato Million Dollar Baby, a spuntarla.
Indimenticabile la faccia di Jack Nicholson, che annunciò Crash vincitore tra lo stupore generale.
L’omofoba Hollywood frenò Brokeback Mountain
Passati 20 anni Ossanna non ha avuto alcun problema a puntare il dito contro l’omofobia hollywoodiana dell’epoca: “La gente vuole negarlo, ma cos’altro poteva essere? Fino ad allora avevamo vinto tutto“.
Diversi membri dell’Academy si opposero pubblicamente a “Brokeback Mountain”, con Ernest Borgnine e Tony Curtis in prima linea. I due attori dichiararono che non avrebbero visto il film.
Curtis disse che contemporanei come “Howard Hughes e John Wayne non lo avrebbero apprezzato” e che “questo film non è così importante. Non è niente di unico. L’unica cosa unica è che lo proiettino sullo schermo. E li trasformano in cowboy gay“.
“Credo fermamente che quel blocco di votanti abbia impedito a questo film di vincere il premio come miglior film“, precisa oggi Ossana, che ha poi ricordato di aver visitato i cinema del Missouri, del South Dakota e del Colorado quando “Brokeback Mountain” uscì a livello nazionale, per vedere proprio come avrebbe reagito il pubblico.
“I cinema erano tutti pieni perché tutti erano così curiosi di questo film”. “E quando iniziava la scena di sesso tra i ragazzi, si vedeva qualcuno alzarsi e andarsene, ma non molti. Alla fine del film nessuno se ne andava. Rimanevano lì inchiodati alle sedie finché non si accendevano le luci, e c’era gente che piangeva.”
Quell’incredibile notte del 5 marzo 2006 Brokeback Mountain, che incassò ben 216,763,646 dollari in tutto il mondo dopo esserne costati una ventina, vinse 3 Oscar, per la regia di Ang Lee, la sceneggiatura non originale di Larry McMurtry e Diana Ossana e le magnifiche musiche di Gustavo Santaolalla, mentre Crash – Contatto Fisico vinse le statuette per il miglior film, la migliore sceneggiatura originale di Paul Haggis e il miglior montaggio.
Oscar o meno 20 anni dopo Brokeback Mountain, che dimostrò una volta per tutte come una narrazione con personaggi queer potesse trovare riscontro negli spettatori di tutto il mondo andando oltre l’orientamento sessuale, con storie LGBTQIA+ raccontate in modo onesto e schietto pur rimanendo appetibili per il grande pubblico, è rimasto nell’immaginario collettivo, a scapito di un Crash banalmente dimenticato.

