Potrebbe farsi vedere all’imminente Mostra Internazionale del Cinema di Venezia L’Étranger, nuovo film di François Ozon che riadatta per il grande schermo l’omonimo romanzo di Albert Camus. Annunciato al Cinema per il prossimo 29 ottobre 2025, Lo Straniero vedrà Ozon ritrovare il 28enne Benjamin Voisin, da lui già diretto in Estate ’85, per cui il giovane attore venne candidato al Premio César e vinse il premio Lumière per la migliore promessa maschile. A completare il cast saranno Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant e Swann Arlaud.
Lo straniero, la trama
Pubblicato nel 1942 e in Italia edito da Bombiani, “Lo straniero” è un classico della letteratura contemporanea: protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto – il processo e la condanna a morte – senza cercare giustificazioni, difese o menzogne.
Meursault è un eroe “assurdo”, e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire.
Lo Straniero, da Visconti a Ozon
Un romanzo tradotto in quaranta lingue, da cui Luchino Visconti trasse nel 1967 l’omonimo film con Marcello Mastroianni nei panni del protagonista. Morando Morandini lo giudicò come «il meno riuscito e il più opaco film di Visconti, che rincorre inutilmente una fedeltà illustrativa alla lettera di Camus, impotente a ricrearne lo spirito».
Dopo quasi 60 anni Ozon ha deciso di rimetterci mano, con un’ambientazione fedele al periodo originale, ovvero l’Algeria della fine degli anni Trenta.

Visto anche in The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde di Rubert Everett, nel potentissimo Noi e Loro e in Illusioni perdute di Xavier Giannoli, con cui ha vinto il premio César come Migliore promessa maschile, Benjamin Voisin guarda a Lo Straniero con la consapevolezza di avere tra le mani il potenziale ruolo di una vita.
Prolifico e sottostimato, semplicemente François Ozon

Dichiaratamente gay e in grado di spaziare tra i generi come pochi altri, François Ozon è esploso nei primi anni ‘2000 con Gocce d’acqua su pietre roventi, Teddy Award a Berlino, e Otto donne e un Mistero, Orso d’argento per il miglior contributo artistico sempre alla Berlinale. Tra i registi più prolifici d’Europa, Ozon ha diretto 21 film negli ultimi 25 anni.
Quattro volte in concorso al Festival di Cannes e 3 volte in Concorso alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ha strappato anche 19 candidature ai Cesar Awards, Oscar di Francia. Senza mai vincerne uno. Dagli European Film Awards è invece arrivato un premio per la Miglior sceneggiatura con Nella casa, su 10 candidature complessive. Nel 2022 l’omaggio dichiarato a Rainer Werner Fassbinder con Peter von Kant, senza dimenticare gli ultimi due titoli realizzati, ugualmente deliziosi e ai più sconosciuti, come Mon Crime – La colpevole sono io e Sotto le foglie.
Con L’Étranger, cult dell’editoria francese, Francois Ozon punta ora alla tardiva e più che meritata consacrazione tra festival eventuali e premi internazionali.



