Dopo aver vinto l’ultima Festa del Cinema di Roma, Estate 85 di François Ozon arriva finalmente nei cinema d’Italia grazie ad Academy Two, a partire dal prossimo 3 giugno. Tormentata storia d’amore tra due ragazzi, il nuovo film del regista francese è ambientato nell’estate del 1985, l’estate dei sedici anni del protagonista Alexis, che mentre si trova in vacanza in una cittadina balneare sulle coste della Normandia si salva dall’annegamento grazie a un atto eroico del diciottenne David: Alexis ha appena incontrato l’amico che ha sempre sognato di avere. Anzi, molto più di un amico, perché tra i due scatta immediatamente una travolgente passione. Ma la tragedia, puntuale, è dietro l’angolo…
Intervistato da Fulvio Caprara per La Stampa, Ozon, gay dichiarato e regista di culto per la cinematografia internazionale, è volutamente rimasto fedele al romanzo “Danza sulla mia tomba” di Aidan Chambers, da cui il film è tratto, perché “non presenta mai l’essere gay come un problema”, avendo un “approccio molto moderno rispetto all’epoca in cui è stato scritto”. Un film del genere, ha rivelato Ozon, era proprio quello che avrebbe desiderato “di vedere quando ero giovane, ma negli anni ’80 le storie di amori gay avevano toni cupi e dolorosi”. “Ho notato durante la pandemia la tendenza a idealizzare quel periodo. Per la mia generazione sono stati anni ambivalenti, da una parte scoprivamo l’amore e il sesso, dall’altra conoscevamo l’AIDS, non è stata una passeggiata. L’85 è stato l’anno della morte di Rock Hudson, segna l’ultima fase dell’innocenza e della spensieratezza, dell’epoca in cui era ancora possibile ignorare la malattia“.
Oggi 53enne, Ozon, amatissimo in Italia, ha affrontato anche il tema DDL Zan, per quanto regista francese che vive in Francia, Paese dove ad approvare la legge contro l’omotransfobia nel 2004 fu proprio il centrodestra.
Non conosco il DDL Zan ma so che in Francia, già da tempo, si può essere perseguiti per omofobia e aggressioni omofobe. Quando in Francia è stata approvata la legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, in prima battuta ci fu una grande ondata di conservatorismo, cavalcata dagli ultra-cattolici. Dopo un po’, però, è stato lo stesso tessuto sociale a metabolizzare, con serenità, il fatto che esistano unioni gay. Insomma, se certe cose sono diventate possibili da noi in Francia, lo saranno presto da voi anche in Italia. Anche ora che le elezioni presidenziali sono prossime, non c’è nessuna formazione politica che voglia abolire la legge in vigore. Ormai anche goi schieramenti di destra l’hanno accettata.


