Daniele De Giorgio, la denuncia dell’influencer: “Un minorenne mi ha urlato fro*io di me*da” (VIDEO)

"Chiedo al governo e ai politici: possiamo fare qualcosa affinché una persona possa andare in giro vestita come vuole ed essere chi vuole, senza avere paura?".

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Daniele De Giorgio vittima di omofobia a Milano
3 min. di lettura

Fotografo di moda, artista visivo nonché influencer da quasi 220.000 follower tra Instagram e TikTok, Daniele De Giorgio ha denunciato sui social quanto capitatogli in pieno giorno a Milano.

Mentre andava ad un evento in zona Fiera, Daniele è stato pesantemente insultato da un ragazzino, probabilmente minorenne, che gli ha urlato “froc*o di merd*”.

La denuncia social di Daniele De Giorgio, vittima di omofobia


“Quel ragazzetto là che vi ho appena inquadrato, vestito di nero, si è appena azzardato a fare una cosa orribile. Avevo il mio classico marsupio, sono vestito con la mia camicia rossa andando a un evento e non so cosa gli sia passato in testa ma ha iniziato a gridarmi e a offendermi pesantemente, dandomi del fro*** di me***”. “Non so se questo sia un abbigliamento da fr* ma sicuramente io ci sto bene così”,
ha precisato un Daniele visibilmente scosso da quanto accaduto.

De Giorgio, travolto dai commenti di solidarietà, si è poi appellato alla politica nazionale, affinché la piaga dell’omobitransfobia si possa finalmente affrontare. Concretamente.

“Nel 2025 non va bene una cosa così, soprattutto perché ho visto che un altro creator è stato invece insultato pesantemente sui suoi profili. Io adesso faccio veramente un appello ai politici, al governo, a tutte le autorità: possiamo fare qualcosa affinché una persona possa andare in giro come cavolo gli pare?”. “Una persona può non aver paura di vestirsi, di essere se stessa e via dicendo? Ditemelo. Facciamo arrivare questo messaggio a quante più persone possibile”.

Successivamente Daniele si è posto una semplice domanda, mostrandosi in abiti diversi: “Se mi avesse visto per strada in canotta, avrebbe comunque aperto bocca?”.

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Nelle ultime ore De Giorgio è voluto tornare sull’argomento rispondendo ai commenti più assurdi ricevuti sui propri canali social. Perché c’è chi gli ha scritto “te la sei cercata“, chi ha sostenuto che non sia “decoroso girare così, infrangi la legge” e chi si è chiesto “cosa c’entra il governo con gli insulti?“.

“Non è il mio corpo o la mia camicia ad aver creato il problema. Qui problema è la mentalità tossica di chi pensa di poter insultare e giudicare chi è diverso o vuole esprimere sè stesso in libertà, anche uscendo fuori dagli schemi. Ma camminare per strada, con la camicia aperta, è reato? Il mio abbigliamento non è provocazione. È il mio stile, la mia libertà, la mia identità”, ha risposto Daniele, per poi aggiungere: “In Italia non esiste una legge contro l’omobitransfobia. Ci hanno provato con il DDL Zan ma è stato affossato. Qui non servono solo delle leggi. In Italia servono dei percorsi scolastici educativi che insegnino alle persone, ai ragazzi, l’inclusione, cosa sia il rispetto. Che siano contro il bullismo, la discriminazione e la violenza, perché l’odio si disinnesca con la conoscenza e il rispetto si costruisce fin da piccoli“.

Quello di Daniele non è l’unico caso di omofobia ‘stradale’ che ha coinvolto minorenni, in quest’ultimo mese. 10 giorni fa ad Asti l’attivista Patrizio Onori e suo marito sono stati apostrofati come “fr*cetti” da quattro ragazzi, tutti tra i 14 e i 16 anni, mentre sempre ad Asti la tiktoker Cara Villain è stata pesantemente insultata su un bus da un branco di giovanissimi. Ma è un’estate di pura omobitransfobia, quella che stiamo vivendo in Italia (qui i casi da noi riportati), con quello che è diventato un bollettino di violenze quotidiane.

© Riproduzione riservata.

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