@tomdaya__2016 #tomholland #ballet #spiderman #dancer #fyp ♬ Assumptions – Sam Gellaitry
Ma c’è un altro ritorno che ruba la scena. Quello del piccolo Tom ballerino, protagonista da giovanissimo del Billy Elliot del West End, e oggi star inconsapevole di compilation virali su TikTok che lo mostrano eseguire arabesque e plié con grazia disarmante. Non solo tutù. Nel 2017 Tom incantò il pubblico con una travolgente esibizione di “Umbrella” di Rihanna (difficile dimenticarla) in calze a rete, parrucca e pioggia artificiale a Lip Sync Battle.
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In un recente show di Gordon Ramsay, Tom ha rivelato che le calze erano della nonna e che l’idea fu sua, nonostante il parere contrario del padre, preoccupato che diventasse “troppo famoso troppo in fretta”. Tom e Zendaya, allora solo amici, si erano promessi di non esagerare nello show: niente colpi di scena, tutto andava fatto sì, ma “easy breezy”. Poi, durante le prove, l’idea di “Umbrella” prese piede. Pioggia, calze a rete, parrucca: Holland ruppe quel patto con ironia, e diventò virale. Oggi salta fuori l’aneddoto: quelle calze a rete erano di sua nonna.
If you are having a bad day watch this video of Tom Holland dancing “umbrella”at the lip sync battle pic.twitter.com/YSdhji5j6g
— ☆Mika☆ (@luvcatnipz) May 15, 2019
Il nuovo Spider-Man, in uscita il 31 luglio 2026, è diretto da Destin Daniel Cretton e segna un punto di svolta. Peter Parker appare meno muscolare, più riflessivo. Meno super‑eroe, più anti‑eroe. O forse semplicemente più umano. In un teaser, Holland chiede al pubblico: “Are we ready?”. La risposta, come direbbe Peter Parker, ovviamente è: “No!”.

Persino Jake Gyllenhaal, icona gentile di una precedente generazione di star che hanno ridefinito la mascolinità, ha fatto la figura dell’energumeno (si scherza) davanti all’incantevole autoironia di Holland. È successo poche settimane fa, quando Tom, in un esilarante siparietto durante il Late Show di Stephen Colbert sulla CBS, ha raccontato di quella volta che Jake lo ha sfidato in una seduta in palestra (qui l’imperdibile video), nella quale il gioco al rialzo evidenziava la sproporzione atletica tra i due.
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E poiché l’hype non è mai abbastanza, l’Italia si fa epicentro delle fortune, delle glorie e dei profumi di successo per il nostro Tom. Che è tornato anche tra le grinfie patinate della moda, come volto di Prada Paradigme, la nuova fragranza uomo che odora di ribaltamento, riflessione e geranio-bourbon. Eccolo infatti nelle vesti di un simil-Peter Parker reporter ad alto tasso intellettuale, con tanto di macchina fotografica vintage tra le mani, nella sofisticata campagna che Prada ha dedicato a Paradigme, che – spiegano i comunicati pubblicitari – è un profumo che emana introspezione. Lo spot, diretto da Thomas Vinterberg e fotografato da Glen Luchford (ricorderete – tra le altre – le sue poetiche campagne nostalgiche per Gucci by Alessandro Michele, ma anche le foto di Miley Cyrus), mostra Tom mentre guarda un video di sé da bambino. Un bambino che ballava beatamente, come l’uomo di oggi che trascina una banda di amici radunati intorno a un pianoforte a liberare il corpo e la propria identità. Nuovi paradigmi, evviva.
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Un leader che depone la forza e fa vibrare la propria empatia. Una metafora di ritorno alle origini, ma anche di apertura a una mascolinità meno rigida, che si affida alla forza della danza e alla libertà del corpo. La fragranza del brand milanese (unico marchio del lusso che macina soldi in questi tempi di crisi) “parte dal fondo, e sale verso l’alto“: un passo di danza al contrario, insomma. Un altro erroraccio che diventa paradigma.
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Ma non è solo marketing. Holland, che da piccolo studiava balletto, tap dance e ginnastica, porta nel corpo la memoria di quella disciplina. E forse certe movenze del suo Spiderman rivelano in effetti un’identità meno aderente ai canoni maschio-egotici dei supereroi della tradizione dura e pura ( ma ecco qui tutti i supereroi LGBT).
Così, mentre danza tra profumo, cinema e ironia, Holland ride anche del proprio passato: le sue calze a rete della nonna per il Lip Sync Battle sono del resto diventate leggenda (godetevi su Variety il raccontino delizioso).
Spider‑Man, il più liquido e fragile dei supereroi (e quindi il più forte?), può finalmente scorribandare, libero e profumato, tra le inarrestabili rivoluzioni culturali che se ne fregano di etichette e stereotipi. Per Tom, per Peter e per tutt* noi arrivano nuovi paradigmi. E con essi, naturalmente, nuove responsabilità.
