“Sono sconvolto”: il racconto dell’imprenditore aggredito nel vigneto del marito, avvocato non esclude pista omofoba

L’imprenditore aggredito a Bonassola: tentato stupro e violenze nella vigna della cantina Ca’ du Ferrà. Dopo il marito, parla Giuseppe Luciano Aieta. Indagini in corso, la comunità locale sotto choc.

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Giuseppe Luciano Aieta e il marito Davide Zoppi
Giuseppe Luciano Aieta e il marito Davide Zoppi
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Lo scorso 13 agosto, l’imprenditore Giuseppe Luciano Aieta è stato aggredito tra i filari della propria azienda vitivinicola Ca’ du Ferrà, a Bonassola, in provincia della Spezia, mentre lavorava nel vigneto del marito Davide Zoppi. Un episodio di violenza brutale, che ha scosso non solo la coppia ma anche la comunità locale. Il marito della vittima ha denunciato quanto accaduto, descrivendo un’aggressione caratterizzata da percosse, minacce e un tentativo di violenza sessuale.

Giuseppe Luciano Aieta e il marito Davide Zoppi

L’aggressione in vigna: parla l’imprenditore

Giuseppe Luciano Aieta, 43 anni, racconta a Repubblica con la voce tremante l’incubo vissuto nella vigna della cantina Ca’ du Ferrà, azienda gestita insieme a Davide Zoppi dal 2017. L’aggressore, con volto coperto da un passamontagna, lo ha sorpreso alle spalle, minacciato con un coltello, gettato a terra e immobilizzato, tentando di violentarlo. E’ stato poi imbavagliato e legato a un palo. Solo l’arrivo fortuito di un Apecar ha costretto l’aggressore a fuggire, salvando Aieta da un destino potenzialmente tragico.

“Sono sconvolto, non riesco a parlare”, confessa Giuseppe al quotidiano. Davide Zoppi, suo marito e compagno di vita da 19 anni, definisce l’episodio brutale e scioccante, sottolineando come la violenza sia avvenuta in un luogo che hanno sempre considerato sicuro e accogliente. “È un’esperienza che mai avremmo immaginato di vivere nella nostra terra, tra le nostre colline”, ha dichiarato, in una lettera aperta di denuncia pubblicata sui social.  

Chi sono Giuseppe Luciano Aieta e il marito Davide Zoppi

Giuseppe Luciano Aieta e il marito Davide Zoppi

Giuseppe Luciano Aieta, 43 anni, e Davide Zoppi, 38 anni, stanno insieme dal 2007 e nel 2016 hanno celebrato la prima unione civile registrata in Riviera. “Io e Davide siamo insieme da 19 anni, ci ha sposato Annamaria Bernardini De Pace al Castello di Bonassola nel 2016, lei è nostra amica oltre che avvocata, siamo molto vicini alle cause civili”, ha dichiarato l’imprenditore aggredito.

Un legame forte, personale e professionale, che nel 2017 ha trovato nuova linfa con l’ingresso nel mondo del vino. Da allora, le loro vite sono cambiate.

Davide, laureato in giurisprudenza con il sogno di diventare magistrato, e Giuseppe, fino ad allora impiegato in azienda, hanno scelto di dare una svolta radicale al loro futuro. Nel Levante ligure hanno trovato non solo un territorio d’adozione, ma anche la possibilità di portare avanti un progetto comune: trasformare l’azienda agricola della famiglia Zoppi in una cantina capace di unire tradizione e innovazione.

Nasce così Ca’ du Ferrà, un sogno condiviso e costruito giorno dopo giorno con coraggio e dedizione. Grazie alla consulenza dell’enologa Graziana Grassini, la stessa che ha legato il proprio nome al celebre Sassicaia, i due coniugi hanno recuperato antichi vitigni quasi dimenticati, riportandoli in vita sui terrazzamenti che si affacciano sul mare di Bonassola.

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I filari raccontano oggi la storia di un territorio che guarda al futuro senza rinnegare le proprie radici. È qui che Davide e Giuseppe hanno ridato dignità a uve rare come il Rossese Bianco, il Picabon e l’Albarola Kihlgren, fino al Ruzzese, vitigno autoctono del Levante ligure citato già nel Cinquecento come il vino prediletto da Papa Paolo III Farnese.

“Siamo figli di questa terra e continueremo a custodirla e ad amarla, a lavorare tra i filari e a credere nei valori che Bonassola rappresenta: comunità, rispetto, dignità”, spiega Davide. La cantina rappresenta non solo un’attività professionale, ma un progetto di vita che unisce amore, coraggio e dedizione al territorio ligure.

Denuncia penale e indagini in corso

L’aggressione è stata prontamente denunciata all’autorità giudiziaria, che indaga sia sul tentativo di stupro che sui precedenti episodi sospetti verificatisi nell’ultimo anno e mezzo. Secondo l’avvocato di Aieta, David Leggi, “Nessuna pista è esclusa, mi auguro che nel 2025 non ci siano connessioni con l’omofobia. Davide e Giuseppe sono professionisti, hanno un’azienda affermata, non so se siamo di fronte a un tentativo di rapina evoluto in maniera peggiore. La cosa è ancora fresca, ci penserà l’autorità giudiziaria a chiarire”.

Sull’identità dell’aggressore, che ha agito a volto coperto, il legale ha aggiunto: “potrebbe essere un malvivente oppure no, gli investigatori stanno indagando”

Da fine estate 2024 a inizio estate 2025, la coppia avrebbe subito diversi atti intimidatori: danneggiamenti, sabotaggi e minacce anonime di morte, lasciate nella proprietà o scritte a macchina. Le autorità stanno indagando per capire se gli episodi siano collegati e se l’aggressione del 13 agosto sia il culmine di una serie di comportamenti persecutori. “C’è un altro procedimento penale, anche in quel caso in fase di indagine, vedremo se le cose sono connesse”, si è limitato a commentare l’avvocato. 

L’appello alla comunità di Bonassola

Davide Zoppi ha voluto condividere l’accaduto anche tramite una lettera aperta sui social, rivolta alla comunità di Bonassola e al Comune. Nel messaggio, Zoppi denuncia il clima pesante che lui e il marito Giuseppe hanno vissuto negli ultimi diciotto mesi: pressioni, rancori e tentativi di delegittimazione personale e professionale.

“Chi sceglie la viltà, l’agire torbido e meschino e la violenza non vuole bene a questa Comunità e, siamo certi, troverà sempre la porta chiusa – scrive Zoppi – Noi, in tutto questo tempo, abbiamo sempre vissuto alla luce del sole, con viso aperto e testa alta. Continueremo a farlo, così come continueremo a promuovere, con il nostro lavoro, il nostro sudore e la nostra passione, le meraviglie di questa Terra”.

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