E niente, alla fine è stato “uno dei loro” ad uccidere Kirk: Tyler Robinson, 22 anni. Così si chiama, secondo i live aggiornati del New York Times e il resoconto del Guardian, confermato da Huffington, Repubblica, Le Monde, Washington Post (eccetera), il sospetto arrestato per l’omicidio di Charlie Kirk, attivista influencer omobitransfobico (“i gay vanno lapidati” disse) cristiano suprematista amato da Donald Trump e dalla destra transnazionale. Dopo giorni di immagini sgranate e conferenze stampa rinviate per “sviluppi improvvisi”, l’annuncio dell’FBI ha chiuso la fuga e aperto un varco nel frastuono: il nome esiste, il mito traballa. E pare che l’assassino, tale Tyler Robinson, sia “uno dei loro”, per usare quello stesso linguaggio con cui l’improvvida premier italiana Meloni ha cavalcato l’onda social ieri nel suo post performativo.
Fondatore a 19 anni di Turning Point USA, Charlie Kirk aveva costruito un impero mediatico trumpiano alimentato da bugie e odio. Evangelico e anti-abortista, fu tra i più aggressivi propagatori di disinformazione contro le persone LGBTQ+: dalle teorie complottiste sull’“ideologia gender” all’accusa grottesca che i transgender causassero l’inflazione. Chiese a Trump di vietare le cure affermative in tutti gli Stati Uniti, invocò la lapidazione per le persone gay come “legge perfetta di Dio” e ridicolizzò le atlete trans, chiedendone l’esclusione dagli sport femminili. Dopo la strage in una scuola di Nashville dichiarò che “alcune morti per arma da fuoco” erano un prezzo da pagare per il Secondo Emendamento. Nei podcast e nei comizi trasformava l’odio in spettacolo, facendo dell’attacco alla comunità queer la sua bandiera politica e un potente strumento di raccolta consensi.
La cattura di Tyler Robinson e gli indizi

L’assassino di Kirk è stato dunque catturato e sarebbe Tyler Robinson. La sequenza è ormai un rosario da sgranare in questo reality show della decomposizione della democrazia USA: la taglia federale, i frame del cappellino e della felpa nera con bandiera, il Mauser avvolto in un asciugamano ritrovato ai margini del campus, le scritte sul tema “transgender” e antifascismo — indizi ambigui, specchi che riflettono ciò che lo spettatore vuole vedere. Pare sulle pallottole ci fosse scritto “Bella ciao“, “Beccati questa fascista“, “Se leggi questo, sei gay” e altre frasi che farciranno i complottismi. Un colpo solo, a distanza, la gola di Kirk come bersaglio; poi la fuga nella geometria di corridoi e tetti. L’arresto di Robinson rimette tutto a fuoco, ma non placa l’eco.
Di Robinson emerge il profilo essenziale dell’America che si crede ordinaria: ventidue anni, Utah, studi tecnici, una biografia senza grandi fronzoli. Non serve altro perché la narrazione vacilli: per due giorni si è parlato di “estremista di sinistra”, di un’ombra woke da additare alla folla. Ora il volto non coincide con il fantasma evocato nei talk. E non per questo è meno inquietante: è la prossimità che brucia, l’assenza di esotismi ideologici, la banalità della miccia.
Qualcuna ha scritto sui social a proposito di Tyler Robinson:
- Un ragazzo bianco
- Eterosessuale
- Cisgender
- Famiglia benestante e repubblicana
- suo padre era uno sceriffo
- Per Halloween si è vestito da Trump
- Maneggiava armi da quando era bambino
- Nato e cresciuto nello Utah
Insomma, Tyler era “uno dei loro“ Accidempoli, e ora come la mettiamo? Niente paura. La politica fa ciò che sa: sublima. Sui canali conservatori, Kirk diventa icona, reliquia, “giovane padre ucciso dall’odio”. Sulle bacheche progressiste, la richiesta è un’altra: disarmare il rito dell’arma e il mercato della rabbia. Intanto, ogni dettaglio — le incisioni sul fucile, l’errore e la smentita, l’arresto — si piega al simbolo. La morte come acceleratore narrativo, il sangue come inchiostro. Che cosa mette una carabina tra le mani di un ventiduenne e gli affida l’alfabeto di un Paese? Quanto delle scritte è ideologia, quanto travestimento, quanto puro rumore? A chi fa comodo questo omicidio? E chi vincerà la corsa a dare un senso? I paranoici che invocano un nemico esterno, o quelli che obbligano a guardare nell’intimo della stessa comunità che ha applaudito Kirk quando diceva che “alcune morti da arma da fuoco” erano il prezzo della libertà? Chi è senza peccato spari il prossimo colpo.
