Bomporto, aggressione omofoba a due ragazze per un bacio: “Vi sgozzo”, insulti, pugni e calci da un gruppo di adulti

Due ragazze aggredite alla Festa del Lambrusco di Bomporto dopo un bacio. Insulti, un pugno in volto e la condanna della sindaca Meschiari: "Fatto grave e intollerabile".

Ascolta:
0:00
-
0:00
Tre donne picchiate e rapinate dal branco perché trans
4 min. di lettura

Ancora un episodio di violenza omofoba in Italia. Questa volta, teatro della vile aggressione è stata una sagra di paese, la Festa del Lambrusco di Sorbara, nel comune di Bomporto, in provincia di Modena. Due ragazze sono state insultate e aggredite sia verbalmente che fisicamente da un gruppo di adulti dopo essersi scambiate un bacio in pubblico. La vicenda è stata resa nota dalla sindaca Tania Meschiari, che ha condannato con fermezza l’accaduto e ribadito l’impegno dell’amministrazione contro ogni forma di discriminazione.

Aggressione omofoba a Bomporto, foto Facebook
Aggressione omofoba a Bomporto, foto Facebook

Aggressione omofoba durante la Festa del Lambrusco

Secondo la ricostruzione della sindaca, i fatti si sono verificati nella serata di sabato 20 settembre, nell’area spettacoli della Festa del Lambrusco. Le giovani, poco più che ventenni, dopo essersi scambiate un bacio, sono state prese di mira da alcune persone adulte – tra i 50 e i 60 anni – presenti alla sagra. Gli insulti non si sono limitati all’orientamento sessuale, ma hanno incluso anche commenti sessisti e attacchi legati alle idee antifasciste espresse dalle ragazze. 

“Sabato sera, nell’area spettacoli, alcune ragazze sono state vittime di un’aggressione omofoba e sessista da parte di un manipolo di persone adulte, insultate per essersi baciate e per avere espresso idee antifasciste”, ha dichiarato Meschiari in un lungo post su Facebook.

L’episodio ha creato sconcerto nella comunità locale, non solo per la gravità dell’aggressione omofoba e sessista, ma anche perché avvenuto in un contesto pubblico e popolare come una festa di paese, frequentata da famiglie, giovani e residenti della zona.

La testimonianza delle due ragazze

Stando a quanto riportato dal Corriere di Bologna, le due ragazze si trovavano con un gruppo di amici quando, dopo essersi scambiate un bacio, sono state insultate da alcune persone tra i 50 e i 60 anni presenti alla festa. I commenti omofobi e sessisti hanno preso di mira le loro effusioni in pubblico. 

A quel punto le giovani avrebbero reagito intonando in coro “siamo tutte antifasciste”. La risposta ha innescato l’aggressione: una delle due ventenni sarebbe stata colpita con un pugno all’occhio e ne è nata una colluttazione. Gli amici che erano con loro avrebbero tentato di separarli e la situazione sarebbe quindi degenerata in una rissa, interrotta poco dopo grazie all’intervento del personale della festa e dei Carabinieri, subito giunti sul posto.

Una testimonianza ufficiale da parte delle due ragazze, è giunta in queste ore ed aggiunge ulteriori e inquietanti dettagli su quanto successo la sera dello scorso 20 settembre.

Già durante la serata avevano notato atteggiamenti denigratori nei loro confronti, legati al loro orientamento sessuale e ad alcuni gesti d’affetto. Alla fine del concerto, la situazione è degenerata quando, dopo aver intonato un coro antifascista e di solidarietà con la Palestina, un gruppo di uomini si è avvicinato e ha cominciato a insultarle con frasi come: “Siamo tutti fascisti”, “Avete la f*ga solo per fare dei figli”, “lesbiche di m*rda”, “Fr*ci di m*rda”

Le ragazze hanno spiegato che, inizialmente, avevano reagito con incredulità: “Le risate incredule con cui abbiamo accolto quelle frasi si sono trasformate subito in panico quando gli insulti sono sfociati in violenza fisica mirata al volto, con pugni e calci in faccia”. L’aggressione, raccontano, è stata brutale e senza freni, al punto che uno degli uomini ha preso una cintura, l’ha arrotolata attorno al pugno e ha urlato: “Vi sgozzo”. 

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Un gesto che ha fatto crescere ulteriormente la paura e il senso di pericolo, in un contesto che avrebbe dovuto essere di festa e convivialità. “Il pestaggio è avvenuto in uno spazio pubblico e di festa, senza alcun timore o freno da parte dei responsabili”, hanno sottolineato. Nonostante l’intervento della sicurezza e l’aiuto di alcune persone solidali, l’aggressione non è stata fermata subito e gli aggressori sono riusciti a dileguarsi. 

Le ragazze hanno riportato lesioni documentate in pronto soccorso, con prognosi dai tre ai sette giorni e oltre. La sera successiva, tornate sul luogo dell’aggressione insieme ad altre persone, hanno preso la parola pubblicamente dal palco: un atto di coraggio e di denuncia, spiegando che “non si è trattato di un episodio isolato, ma del sintomo evidente di un clima in cui odio, fascismo e sessismo si esprimono liberamente anche nei luoghi pubblici e di aggregazione”. Concludono con un appello: “Non resteremo in silenzio. Non ci fermeranno”.

La condanna della sindaca Meschiari

La prima cittadina di Bomporto ha voluto intervenire pubblicamente, parlando di un “fatto grave e intollerabile, che non ci rappresenta e che condanniamo con fermezza”.

Meschiari ha ricordato come lo stesso spazio della festa, appena una settimana prima, fosse stato teatro di un’iniziativa diametralmente opposta: la Rainbow Bike, un evento dedicato alla promozione dei diritti e dell’uguaglianza. “Mi preme evidenziare che proprio negli stessi luoghi, solo una settimana prima, erano transitati tanti cittadini e cittadine dell’Unione del Sorbara, insieme a partecipanti e soci di associazioni che lottano contro la violenza, durante la Rainbow Bike: un’iniziativa nata per difendere i diritti, l’uguaglianza e per condannare con forza le discriminazioni”.

Il richiamo alla Rainbow Bike mette in evidenza il contrasto tra i valori promossi dalle associazioni locali e il gesto discriminatorio avvenuto durante la sagra.

La solidarietà durante lo spettacolo

La sindaca ha spiegato come, nella serata successiva, sia stato deciso di dare un segnale pubblico di sostegno alle ragazze coinvolte. Prima della chiusura dello spettacolo, un rappresentante del Comitato organizzatore è salito sul palco insieme a una delle giovani aggredite.

“Per questo ieri sera – insiste la sindaca – prima di chiudere lo spettacolo, un rappresentante del Comitato è salito sul palco insieme a una delle ragazze aggredite, per ribadire solidarietà e sostegno, e per prendere le distanze da gesti che non troveranno mai spazio a Bomporto”.

Il gesto ha avuto lo scopo di mostrare chiaramente che la comunità locale non intende restare indifferente davanti a episodi di omofobia e sessismo.

“A Bomporto non c’è spazio per odio, violenza e discriminazione”

La posizione dell’amministrazione comunale è stata netta. La sindaca Meschiari ha sottolineato che Bomporto vuole essere un luogo di inclusione, rispetto e libertà. “A Bomporto non c’è spazio per odio, violenza e discriminazione. Ci impegniamo quotidianamente per promuovere il rispetto, la libertà e l’inclusione. La nostra comunità continuerà a difendere questi valori, senza esitazione”.

Parole che evidenziano la volontà politica e sociale di contrastare non solo l’episodio specifico ma anche le radici culturali che alimentano discriminazioni e aggressioni nei confronti delle persone LGBTQIA+.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.