“Rapina e colpi di scopa” dopo incontro gay concordato online: ‘gigolò’ 38enne assolto dalle accuse

Assolto il 38enne romeno accusato di rapina e aggressione con un manico di scopa dopo un incontro gay concordato online a Farra di Soligo. La magistratura ha chiarito che non ci sono prove.

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Se non paghi dico che sei gay, arrestato
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Un incontro gay finito in un aula di tribunale. L’episodio che avrebbe potuto gettare un’ombra ingiusta su una comunità già spesso stigmatizzata si è concluso ieri con una decisione chiara della magistratura: il cittadino romeno di 38 anni, accusato di rapina aggravata ai danni di un giovane 25enne, è stato assolto.

La vicenda, iniziata a giugno del 2024 a Farra di Soligo, in provincia di Treviso, ha sollevato non pochi dubbi per le accuse mosse senza prove concrete, dimostrando quanto fragile sia la reputazione di chi lavora nel settore del sesso a pagamento, specialmente tra uomini gay.

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Accuse choc: rapina e colpi di scopa dopo incontro gay

Secondo la denuncia presentata dal 25enne dominicano residente a Farra di Soligo, il 38enne romeno avrebbe tentato di rapinarlo e persino di colpirlo con un manico di scopa al termine dell’incontro sessuale. L’episodio, descritto come violento e intimidatorio, ha subito fatto il giro della cronaca locale, alimentando pregiudizi e sospetti verso chi si affida agli incontri a luci rosse tra uomini.

Ma la verità, accertata dal gup Cristian Vettoruzzo nel processo con rito abbreviato, è ben diversa: non esistono prove che il romeno abbia effettivamente sottratto il portafogli al dominicano, né che ci sia stata alcuna aggressione fisica.

Un incontro online concordato

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I fatti si sarebbero svolti nel giugno del 2024, quando il 38enne, residente a Villorba e attivo su siti di incontri per uomini gay, aveva accettato di incontrare il 25enne dominicano. Secondo il racconto dell’imputato, l’incontro era stato regolarmente concordato online e si era trasformato in un “focoso amplesso”, come riporta anche TrevisoToday.

Secondo la denuncia del giovane, però, lui si sarebbe aspettato una donna e avrebbe rifiutato l’incontro con il “gigolò” romeno. Dal canto suo, l’imputato ha sempre sostenuto che l’incontro fosse stato regolarmente accordato e che il rapporto sessuale fosse durato alcune ore. 

Il punto di contesa sarebbe stato il mancato pagamento della prestazione sessuale da parte del “cliente” dominicano che, secondo l’accusa, avrebbe cercato di sottrarsi al versamento della somma pattuita per la “notte di piacere”. 

La difesa

L’avvocato Roberta Canal, che ha difeso il 38enne romeno, ha sottolineato come le accuse fossero prive di fondamento e basate unicamente sulla versione del denunciante. Grazie alla strategia difensiva e alla mancanza di prove concrete, il gup ha così pronunciato l’assoluzione, riaffermando il principio che nessuno può essere condannato senza evidenze certe.

La magistratura ha chiarito senza ombra di dubbio che la rapina non c’è stata, salvaguardando la reputazione di una persona già esposta a giudizi superficiali.

© Riproduzione riservata.

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