La Commissione Europea ha ieri adottato la LGBTIQ+ Equality Strategy 2026-2030 dal titolo “Free to love, free to be“, la 2a storica strategia LGBTQIA+ dopo la prima del 2020/2025, per rafforzare l’azione dell’UE contro la discriminazione nei confronti delle persone LGBTIQ+.

I risultati ottenuti dalla Strategia LGBTQIA+ 2020/2025

Quella prima strategia ha segnato un passo fondamentale nella costruzione di un’Unione dell’uguaglianza, con una visione della Commissione per un’Europa inclusiva in cui tutti possano vivere liberamente, indipendentemente dalla propria identità.

La LGBTIQ+ Equality Strategy 2020/2025 ha portato all’attuazione di numerose azioni legate alle persone LGBTIQ+, tra cui proposte legislative chiave per promuovere i diritti delle persone LGBTIQ+, nonché a un sostegno senza precedenti alle organizzazioni della società civile LGBTIQ+ attraverso il programma Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori (CERV).

Dal 2020 ad oggi l’accettazione sociale delle persone LGBTIQ+ è aumentata. Le persone LGBTIQ+ sono ora più aperte riguardo a se stesse nel loro ambiente sociale. Secondo l’Eurobarometro speciale del 2023 sulla discriminazione, le persone nell’UE hanno maggiori probabilità di essere a proprio agio con un collega gay o bisessuale (75%, in aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2019) e con il fatto che il proprio figlio possa avere una relazione omosessuale (59%, in aumento di 4 punti percentuali).

Aumentano le discriminazioni

Ma nonostante i progressi, le sfide persistono. Secondo la terza indagine LGBTIQ condotta dall’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA) nel 2023, oltre un terzo delle persone LGBTIQ (37%) ha dichiarato di aver subito discriminazioni nei 12 mesi precedenti l’indagine, con i tassi più elevati tra le donne transgender (64%), gli uomini transgender (63%) e le persone intersessuali (56%). La ​​crescente diffusione di narrazioni anti-gender e anti-LGBTIQ+ sembra aver ulteriormente intensificato questa discriminazione.

La discriminazione porta anche a perdite economiche: un recente studio dell’OCSE indica perdite annuali di PIL nell’UE associate alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale fino a 89 milioni di euro. Lo stesso studio evidenzia come l’impatto della discriminazione si estenda oltre l’economia. Mina la coesione sociale, indebolisce la fiducia civica ed erode il sostegno ai valori democratici. Le società inclusive sono più resilienti, caratterizzate da maggiore solidarietà, istituzioni più forti e livelli più elevati di partecipazione civica.

Nasce la strategia per l’uguaglianza LGBTIQ 2026-2030

Riconoscendo i risultati ottenuti e le sfide in corso, la relazione della Commissione del 2024 sull’attuazione della strategia per l’uguaglianza LGBTIQ 2020-2025 ha confermato il ruolo fondamentale nel promuovere i diritti delle persone LGBTIQ+, ma ha anche ribadito la necessità di maggiori sforzi a livello UE. Nel 2024 il Parlamento europeo ha chiesto una nuova e più completa strategia per l’uguaglianza LGBTIQ+. Sempre nel 2024, 20 Stati membri hanno firmato una dichiarazione ministeriale chiedendo ulteriori azioni e impegnandosi a collaborare con la Commissione per rinnovare la strategia. Quando sono state consultate sull’attuazione della precedente strategia per l’uguaglianza LGBTIQ, le organizzazioni della società civile hanno fatto eco a queste richieste, sottolineando l’urgenza di un’azione continua.

Ed ha così preso forma la strategia per l’uguaglianza LGBTIQ+ per il periodo 2026-2030, che si basa sui principi della prima strategia, traendone l’ambizione e i progressi già compiuti, garantendo continuità e aprendo la strada a ulteriori progressi. La strategia mira a mobilitare un impegno collettivo a tutti i livelli di governance per salvaguardare i diritti fondamentali e i valori di uguaglianza e non discriminazione, sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali e vincolanti per tutti gli Stati membri in quanto diritto primario dell’UE. Definisce inoltre un quadro che richiede l’impegno attivo e la cooperazione del Parlamento europeo, del Consiglio, degli Stati membri e della società civile, per garantirne l’attuazione efficace. L’attuazione di questa strategia seguirà un duplice approccio, basato su misure mirate e su un’integrazione rafforzata dell’uguaglianza in diversi ambiti politici. Questa strategia, come la precedente, utilizzerà l’intersezionalità come principio trasversale. La strategia affronterà il modo in cui la combinazione di orientamento sessuale, identità/espressione di genere e caratteristiche sessuali con altre caratteristiche o identità personali, come sesso, origine razziale o etnica, religione o credo, disabilità ed età, contribuisca a esperienze uniche di discriminazione.

Vogliamo proteggere le persone Lgbtq+ da ogni forma di violenza, consentire loro di vivere libere da discriminazioni e godere di pari diritti in tutti gli ambiti della vita, coinvolgere la società nel suo complesso a tutti i livelli, per promuovere insieme l’uguaglianza“, ha precisato la Commissaria europea per la parità Hadja Lahbib.

Strategia per l’uguaglianza LGBTIQ 2026-2030, i punti salienti

La nuova strategia è strutturata in tre pilastri:

  • Proteggere: rafforzare le misure contro l’odio, la violenza (inclusa quella online) e la discriminazione, con un focus specifico su odio e cyberbullismo diretti ai giovani LGBTIQ.
  • Emancipare: Garantire maggiore visibilità, sostenere la salute mentale e l’assistenza sanitaria, e assicurare un’adeguata rappresentazione delle persone LGBTIQ nelle società e nelle politiche.
  • Coinvolgere: Aumentare la partecipazione delle persone LGBTIQ nelle iniziative e nei programmi di finanziamento a livello europeo, e sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso campagne di informazione 

Verrà rafforzato il quadro giuridico penale per combattere l’incitamento all’odio, con un nuovo piano d’azione contro il cyberbullismo entro il 2026.

Saranno potenziati gli organismi per le pari opportunità, affinché siano davvero efficaci nel promuovere i diritti LGBTIQ+.

Sostegno alle famiglie arcobaleno, incoraggiando i Paesi dell’UE ad adottare il riconoscimento della genitorialità.

Promozione di inclusione e rispetto nei luoghi di lavoro, insieme alla EU Platform of Diversity Charters.

Per aiutare gli Stati membri a vietare le pratiche di conversione, la Commissione pubblicherà uno studio che analizzerà la natura, la prevalenza e l’impatto di queste pratiche sulle persone LGBTIQ+. Per facilitare un’azione coordinata, la Commissione promuoverà anche un dialogo strutturato sull’argomento, in particolare attraverso il gruppo di esperti sull’uguaglianza LGBTIQ+. Sulla base dei risultati dello studio, la Commissione adotterà misure appropriate per contrastare le pratiche di conversione, con particolare attenzione al sostegno agli Stati membri, che svolgono un ruolo fondamentale in questo settore.

Si continuirà a garantire la protezione per i richiedenti protezione internazionale e i migranti LGBTIQ+.

La strategia promette di esplorare le opzioni legali per rafforzare il quadro di diritto penale per combattere l’incitamento all’odio e i crimini d’odio nell’ambito delle disposizioni vigenti del Trattato.

Si monitorerà l’attuazione del Codice di condotta per contrastare l’illecito incitamento all’odio online e creare un polo di conoscenza online che raccolga risorse pertinenti in materia di incitamento all’odio online.

Finanziamenti ad hoc per supportare le vittime dei crimini d’odio.

Più fondi europei per progetti e organizzazioni che difendono i diritti LGBTQIA+ e contrastano la discriminazione.

La nascita di un Forum politico LGBTQIA+ che riunisca parti sociali, società civile e comunità accademica.

Una campagna UE sull’Unione per l’Uguaglianza.

Una raccolta dati sull’uguaglianza per monitorare i progressi.

Continuare a sostenere le presidenze del Consiglio e gli Stati membri con tutti i mezzi possibili per raggiungere l’accordo unanime richiesto sulla proposta di direttiva sulla parità di trattamento.

Sarà pubblicata una relazione sull’applicazione della direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione e fornire orientamenti sulle pratiche di assunzione inclusive, in collaborazione con la piattaforma UE Diversity Charters e il gruppo di esperti sull’uguaglianza LGBTIQ+.

Verrà condotto uno studio sulla disuguaglianza e la discriminazione abitativa, da pubblicare entro l’inizio del 2027, e utilizzare i suoi risultati nell’attuazione del piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili.

Sarà definita una tabella di marcia per il 2030 sul futuro dell’istruzione e delle competenze digitali.

All’inizio del 2027 sarà lanciata una campagna di comunicazione sull’Unione dell’uguaglianza per coinvolgere le persone in tutta l’UE sui temi dell’uguaglianza e della non discriminazione.

Le conclusioni della Commissione

Questa strategia riafferma la visione di un’Unione Europea in cui le persone LGBTIQ+ siano libere di essere se stesse e di amare“, conclude la Commissione. “L’UE e i suoi Stati membri hanno compiuto progressi significativi nella promozione di un’Unione dell’Uguaglianza. Tuttavia, molto può ancora essere fatto per una società veramente equa per tutti, libera da discriminazioni e odio. Basandosi sulla strategia per l’uguaglianza LGBTIQ 2020-2025, questa rinnovata strategia prosegue gli sforzi dell’UE per promuovere l’uguaglianza LGBTIQ+ e mantiene l’attenzione sulle aree prioritarie, nonché sull’integrazione dell’uguaglianza LGBTIQ+ in tutte le politiche, con un approccio intersezionale. Raggiungere l’uguaglianza non è solo vitale per una democrazia resiliente e una società coesa, ma anche essenziale per promuovere economie fiorenti e competitive in tutta Europa. Sostenere l’uguaglianza e la non discriminazione nell’UE è una responsabilità condivisa, che richiede sforzi congiunti a tutti i livelli. Le istituzioni e le agenzie dell’UE, gli Stati membri, comprese le loro autorità regionali e locali, gli organismi per la parità, le parti sociali, le imprese, la società civile e i singoli individui devono continuare e rafforzare il loro impegno per raggiungere gli obiettivi di questa strategia rinnovata. Gli alleati, persone che non si identificano necessariamente come LGBTIQ+ ma che si battono attivamente per l’uguaglianza LGBTIQ+, svolgono un ruolo fondamentale sostenendo, esprimendo e sostenendo attivamente l’uguaglianza LGBTIQ+ nella loro vita quotidiana, contribuendo a trasformare i valori condivisi in realtà tangibili. La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a rinnovare il loro impegno e a sostenere l’attuazione di questa strategia. Inoltre, la Commissione invita il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo a riunire gli enti locali e regionali, le parti sociali e la società civile per discutere su come promuovere l’uguaglianza LGBTIQ+ per tutti. La Commissione monitorerà regolarmente l’attuazione delle misure presentate in questa strategia e presenterà una revisione intermedia nel 2028″.

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Le reazioni politiche e associative alla Strategia per l’uguaglianza LGBTQIA+ 2026-2030

Alessandro Zan ha fatto notare come siano state appena menzionate le persone trans e intersessuali, così come non sono stati concretamente affrontati i temi della genitorialità e dei governi di destra che vietano i Pride, come l’Ungheria di Orban. Ma l’eurodeputato Pd ha definito questa 2a Stategia come un “un passo avanti per un’Unione dell’uguaglianza, un segnale politico soprattutto sullo stop alle pratiche di conversione. Un riconoscimento delle battaglie politiche, portate avanti in questi anni come vicepresidente della commissione LIBE”.

Famiglie Arcobaleno ha “accolto con convinzione una visione europea che riconosca il valore delle nostre famiglie e delle nostre figlie e figli”, sottolineando come ora serva però “il passo decisivo: che gli Stati membri trasformino questi impegni in leggi concrete, perché i diritti non restino solo parole”.

“Accogliamo con favore la nuova Strategia LGBTI della Commissione Europea varata dalla Commissione UE per il periodo 2026-2030, in particolare per il rinnovato impegno contro le pratiche di conversione”, ha commentato Rosario Coco, Presidente di Gaynet. “Nonostante alcune temi della strategia avrebbero potuto essere trattati in modo più approfondito, agiremo in tutte le sedi opportune per l’implementazione dei vari capitoli del documento, in particolare dell’European Policy Forum”.

Forbidden Colours ha accolto con favore le parole della Commissione sulla difesa delle persone LGBTIQ+ e dei valori dell’UE, definendo però la strategia per l’uguaglianza LGBTIQ+ (2026-2030) poco affine alla realtà odierna, non all’altezza delle minacce vigenti e incapace di offrire strumenti concreti per affrontare le sfide quotidiane.

“Invitiamo la Commissione europea a trovare il coraggio di lottare al nostro fianco per una vera Unione dell’uguaglianza e a impiegare tutti gli strumenti a sua disposizione per proteggere realmente i cittadini LGBTIQ+ in tutta l’UE. Il problema? parole forti, strumenti deboli e nessun chiaro impegno ad agire Nonostante le parole giuste, la strategia non fornisce gli strumenti per attuarli”.

Da Forbidden Colours hanno fatto notare come all’interno della strategia 2026/2030 non sia presente alcun impegno chiaro a ricorrere sistematicamente e senza indugio alle azioni legali in caso di violazione di diritti e libertà.

Nessun piano dell’UE per contrastare gli attori anti-gender all’interno dell’Unione con monitoraggio, contromisure finanziate e protezione per i possibili bersagli.

Ricorso a strumenti di politica non vincolante e a un coordinamento eccessivamente rigido che non riesce a fermare divieti, censura o intimidazioni.

“Accogliamo con favore la nuova Strategia per l’Uguaglianza LGBTIQ+ della Commissione, ma siamo onesti: è troppo poco e troppo tardi. L’Europa è sotto attacco coordinato da parte di un movimento anti-gender fondamentalmente antidemocratico che importa la visione autoritaria del mondo di Putin direttamente nell’UE attraverso governi come quelli di Ungheria e Slovacchia. Poche belle parole non fermeranno questo processo”, ha risposto Rémy Bonny, Direttore Esecutivo di Forbidden Colours.

ILGA-Europe, la principale organizzazione LGBTI europea, ha accolto con favore la pubblicazione della seconda strategia per l’uguaglianza LGBTIQ della Commissione europea per il periodo 2026-2030. Tuttavia, la strategia è stata definita al di sotto dell’ambizione della prima Strategia dell’UE per l’Uguaglianza LGBTIQ 2020-2025, che proclamava che “l’Unione Europea deve essere in prima linea negli sforzi per proteggere al meglio i diritti delle persone LGBTIQ“.

Katrin Hugendubel, Direttrice Advocacy di ILGA-Europe:

“Siamo preoccupati che il livello di ambizione di questa nuova strategia sia notevolmente inferiore a quello della precedente. In un contesto politico sempre più ostile, sorge spontanea la domanda: questa strategia è sufficientemente solida da affrontare le crescenti minacce che le persone LGBTI devono affrontare in tutta l’UE? E perché l’UE ha rinunciato a essere in prima linea nella difesa dei diritti LGBTI in un momento in cui è più necessario che mai?”. “Negli ultimi cinque anni abbiamo visto come le forze politiche, sia all’interno delle istituzioni dell’UE che a livello di Stati membri, abbiano bloccato gli obiettivi chiave stabiliti nella precedente strategia LGBTI dell’UE. La strategia pubblicata oggi sembra prevenire le reazioni politiche ed evitare quelle che alcuni potrebbero definire questioni “controverse”. “Questo cauto approccio non proteggerà le persone LGBTI che si trovano ad affrontare discriminazioni, violenze e ostilità in aumento in tutta l’UE. Ciò di cui abbiamo bisogno ora è coraggio politico e un chiaro segnale che l’uguaglianza non è negoziabile. La Commissione deve utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione – legali, politici e finanziari – per difendere i diritti LGBTI e garantire che l’UE rimanga uno spazio di libertà, sicurezza e uguaglianza per tutti. In definitiva, l’impatto di questa strategia dipenderà da come la Commissione agirà nella pratica: da come eserciterà il suo ruolo di custode dei Trattati, da come sfrutterà gli strumenti giuridici esistenti e da come garantirà il rispetto della giurisprudenza della CGUE a tutela dei diritti fondamentali delle persone LGBTI da parte di tutti gli Stati membri. Coerenza e credibilità non dipendono dalle dichiarazioni d’intenti, ma dall’applicazione coerente del diritto e dei valori dell’UE”.

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