Stanotte, Ivana Castorina, concorrente del Grande Fratello 2025, ha fatto coming out come donna trans. Negli anni, diverse persone hanno varcato la porta rossa condividendo con il pubblico il proprio percorso di transizione, abbattendo stereotipi e portando la loro storia in prima serata.

"Sono una donna trans", Ivana Castorina fa coming out al Grande Fratello 2025
“Sono una donna trans”, Ivana Castorina fa coming out al Grande Fratello 2025

Silvia Burgio: la prima concorrente trans del Grande Fratello

Era il 2008 quando Silvia Burgio, allora 29enne truccatrice di Gallarate, entrava nella Casa più spiata d’Italia durante l’ottava edizione condotta da Alessia Marcuzzi.

Prima donna trans nella storia del format, Silvia portò visibilità a una comunità ancora poco rappresentata sul piccolo schermo.

Dopo l’esperienza televisiva, ha fatto parte della compagnia del Bagaglino nello spettacolo Bellissima – Cabaret Anticrisi insieme a volti noti come Pamela Prati, Valeria Marini e Manila Nazzaro. Oggi, lontana dai riflettori, Silvia ha 46 anni e vive una vita riservata.

Gabriele Belli: chi è, la sua storia

Nel 2009, nella nona edizione del programma, fece il suo ingresso Gabriele Belli, uomo trans che conquistò il pubblico per la sua sensibilità e determinazione. Dopo un’infanzia difficile e momenti bui, tra cui due tentativi di togliersi la vita, Gabriele trovò nel Grande Fratello la forza per raccontarsi apertamente.

Uscito dalla Casa, affrontò il percorso chirurgico che desiderava, con il sostegno della compagna dell’epoca, Gabriella, sottoponendosi a un’isterectomia totale all’ospedale Niguarda di Milano.

In un’intervista a Diva e Donna, Belli dichiarò:

“Ora ho i diritti e i doveri di un uomo, sono maschio per legge, un traguardo che ho inseguito da sempre”.

Gabriele sognava di adottare una bambina haitiana con la sua compagna, a conferma di un desiderio profondo di famiglia e normalità.

 

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Rebecca De Pasquale: dal convento alla libertà di essere sé stessa

Nel 2015 toccò a Rebecca De Pasquale, concorrente della quattordicesima edizione. Nata nel 1979 a Eboli, Rebecca è cresciuta in una famiglia numerosa e ha vissuto un periodo della sua vita in un convento benedettino, dove era conosciuta come Don Mauro.

Con il tempo, ha riconosciuto la propria identità e trovato la forza di intraprendere un percorso di affermazione che l’ha portata a realizzare sé stessa pienamente, anche sui documenti.

Un cammino sostenuto da Loredana Rossi, storica attivista e fondatrice dell’Associazione Trans Napoli (ATN). Rebecca, che oggi continua a essere un volto noto e amato della comunità LGBTQ+, ha sempre lanciato un messaggio chiaro: “Non arrendetevi mai, non siete soli”.

Elenoire Ferruzzi: icona pop e attivista trans

Nel 2022, durante l’edizione condotta da Alfonso Signorini, è arrivata nella Casa Elenoire Ferruzzi, artista e performer amatissima sui social.

Nata nel 1976 a Cittiglio, in provincia di Varese, Elenoire ha completato da tempo il suo percorso di affermazione di genere e da anni si batte per i diritti delle persone trans.

Con la sua personalità ironica, provocatoria e carismatica, Ferruzzi è diventata un simbolo di orgoglio e libertà. Laureata in lettere, ex insegnante, poi showgirl e attrice, Elenoire si è definita “una creatura che si è forgiata da sola, senza mezze misure”.

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Molto attiva anche su Instagram, dove si presenta come “icona gay”, è nota per il suo stile estremo, le sue riflessioni taglienti e la sua lotta contro i pregiudizi. “Col bisturi ho un rapporto artistico – ha raccontato – volevo essere esattamente ciò che sono ora. Non ho mai avuto problemi con la mia interiorità, ma con lo sguardo degli altri”.

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Ivana Castorina: presente e futuro della visibilità trans in TV

Nel 2025, la storia si rinnova con Ivana Castorina, nuova protagonista del reality. Nella Casa, Ivana ha scelto di condividere con i coinquilini e con il pubblico la sua identità di donna trans, raccontando un passato difficile e la rinascita grazie all’amore del marito Toni.

Il suo coming out ha ricevuto un forte sostegno sia dentro che fuori la Casa, segnando un altro passo avanti verso la normalizzazione delle esperienze trans all’interno della TV generalista italiana.

Dal debutto di Silvia Burgio fino a Ivana Castorina, il Grande Fratello ha offerto negli anni uno spazio importante di racconto per le persone trans. Pur con le contraddizioni tipiche dei reality, il programma ha contribuito a portare visibilità e a stimolare un dibattito sociale sul rispetto delle identità di genere, mostrando che la verità personale può diventare forza collettiva.

Contesto sociale e legale: i diritti delle persone trans in Italia

Mentre il Grande Fratello offre visibilità a singole storie trans, il contesto legale e sociale in Italia rimane complesso e spesso carente. Secondo il rapporto Rainbow Map 2025 di ILGA-Europe, l’Italia si colloca al 35° posto su 49 Paesi europei per tutela dei diritti LGBTQIA+, con un punteggio complessivo del 24,41%, in lieve calo rispetto all’anno precedente.​ In particolare, il riconoscimento legale del genere è fermo al 42,29%, nonostante la legge 164/82 permetta la rettifica anagrafica senza intervento chirurgico. Tuttavia, il processo richiede ancora un’ordinanza del tribunale e una diagnosi psichiatrica, ostacolando l’autodeterminazione.​ Su questo punto si legga l’intervista recente a Roberta Parigiani del MIT.

Critica anche l’assenza di una legge contro i crimini e i discorsi d’odio motivati dall’identità di genere, che lascia le persone trans senza protezione specifica. Si ricorderà la bocciatura del Ddl Zan in tal senso, con parlamentari della repubblica che applaudivano e ridevano.

Il 60% delle persone trans in Italia ha subito discriminazione sul lavoro e nell’accesso alle cure, mentre il 43% dei giovani trans tra i 12 e i 18 anni abbandona la scuola.​ Di recente il Governo Meloni ha messo in campo una forma di repressione anche per le procedure mediche per giovani trans, organizzando un tavolo di osservazione che si è rivelato di pura propaganda transfobica.

La presenza di persone trans nel Grande Fratello contribuisce a normalizzare le loro storie, ma la strada verso l’uguaglianza è ancora lunga. Serve una riforma legislativa che riconosca pienamente i diritti delle persone trans, accompagnata da formazione nelle scuole, nella sanità e nelle forze dell’ordine. Solo così la visibilità mediatica potrà trasformarsi in reale inclusione sociale.

 

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