Figura iconica e fuori dagli schemi, Renato Zero – nato Renato Fiacchini – ha fatto della sua estrema riservatezza una vera bandiera. La sua vita sentimentale, pur segnata da amori profondi, è sempre rimasta lontana dai riflettori.
Tra le donne più significative della sua vita spiccano Lucy Morante, compagna e manager per lunghi anni, ed Enrica Bonaccorti, con cui condivise un amore giovane e appassionato. Oggi, il cantautore è anche padre adottivo di Roberto Anselmi Fiacchini, che lo ha reso nonno di due bambine.

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Renato Zero: chi è Lucy Morante, il grande amore mai sposato
Lucy Morante, sorella del chitarrista dei Goblin Massimo Morante, è stata per Renato Zero un punto fermo nella vita e nella carriera. I due si conobbero negli anni Settanta, quando entrambi muovevano i primi passi nel mondo della musica. Lei divenne la sua manager, ma non smise mai di essergli accanto anche sul piano personale.
Nel 2010, Zero le dedicò la raccolta Segreto Amore, definendola in un’intervista al Corriere della Sera come “una donna che mi amava al punto da vendere i miei dischi fuori dai concerti”. Eppure, nonostante il legame profondo, non arrivarono mai al matrimonio.
Intervistato a Domenica In, l’artista ironizzò: “Non sono mai stato cliente dei negozi che vendono bomboniere. Ho preferito sposare il mio pubblico”.
La passione giovanile con Enrica Bonaccorti
Prima di Lucy, Renato Zero aveva vissuto un’intensa storia d’amore con Enrica Bonaccorti. Erano poco più che ventenni, curiosi e pieni di entusiasmo per lo spettacolo.
Un amore travolgente, ricordato con tenerezza dalla stessa Bonaccorti: “Eravamo ingenui e follemente appassionati dei nostri sogni e dei nostri baci rubati nei portoni”.
La relazione durò circa due anni e, per un momento, sembrò che potesse diventare qualcosa di più serio. Poi le strade si divisero, lasciando spazio a un ricordo affettuoso e a una reciproca stima mai affievolita.
Tramite una intervista sul Corriere della Sera, Enrica Bonaccorti, scomparsa il 12 marzo 2026, ricordava l’amore con Renato Zero a spasso sulla Rolls-Royce:
“Ce l’aveva prestata un amico, giravamo per Roma tutti vestiti di nero, cappelli da cowboy. Prendemmo la Cristoforo Colombo, guidavo io. Abbiamo tamponato. Disperati, volevamo farla riparare di nascosto, ma non avevamo una lira, abbiamo dovuto confessare, il proprietario ci perdonò.
E ancora:
“Ci eravamo conosciuti a piazza Navona, il nostro ufficio a cielo aperto. Avevamo 20 anni. Passavamo così le giornate, aspettando il miracolo. Con Renato mi si era sciolto il cuore, sentivo che dentro aveva una forza esplosiva. Facevamo spettacolini di cabaret. Lo accompagnavo con la 500 beige di mia madre, per non farlo andare in giro da solo, già con piume, trucco e tutine aderenti. A volte mettevo il tailleur e la borsa di mamma e fingevo di essere la sua manager. “Salve, vorrei proporvi lo show di Renato Fiacchini””.
Ne ero affascinata! E lui? Mi voleva bene. Baci ce ne sono stati. E molti abbracci. “Sei tanta”, mi diceva, ridendo delle mie forme prorompenti. Un’amicizia cosparsa di tenerezza e tanti sogni. Parlavamo per ore chiusi nella 500, targata Roma 20947. Negli anni Settanta non ci si fidanzava, si stava insieme e basta”.
Se siamo andati ad un passo dalle nozze? Era uno scherzo. Tempo fa gli ho chiesto. “Renà, ti ricordi che mi volevi sposare?”. “Enrì, sarò stato ubriaco””.
L’amore paterno per Roberto Anselmi Fiacchini
Nel 2003 Renato Zero ha scelto di diventare padre adottivo di Roberto Anselmi Fiacchini, che all’epoca aveva trent’anni e aveva perso i genitori da bambino. Un gesto d’amore e di responsabilità che rispecchia i valori di accoglienza e affetto che l’artista ha sempre difeso.
Roberto, da parte sua, ha preferito restare lontano dal mondo dello spettacolo, vivendo con discrezione la sua vita familiare. Oggi è padre di due figlie, Ada e Virginia, regalando a Renato Zero la gioia di essere nonno.
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Le voci sulla possibile omosessualità
Nel 2010, Renato Zero rimandò al mittente l’ipotesi di un coming out:
“Mi chiedono di fare coming out, ma perché devo accettare l’idea di essere omosessuale quando so che ho amato e continuo ad amare donne? Se arrivasse un uomo e mi provocasse un trauma formidabile non vedo che cosa ci sarebbe di male a starci insieme”.
Nel 2006, ospite a Domenica In, parlava apertamente di eterosessualità:
“Ho dichiarato di essere omosessuale per non svolgere il servizio militare , ma in realtà sono fatto di ben altra pasta”.

Non metto assolutamente in dubbio che avesse amato(a livello platonico) la bellissima e piacevolissima Enrica Bonaccorti e qualche altra bella donna. Ma lui è comunque omosessuale, non è assolutamente eterosessuale né lo è mai stato. So solo che ancora oggi dichiararsi omosessuale", nonostante i passi in avanti che la società italiana ha fatto dopo decenni di aspre battaglie civili, fa molta paura a moltissimi omosessuali perché c' è ancora tantissima omofobia/transfobia.La verità e' che in Italia non è facile essere omosessuali e vivere apertamente e tranquillamente da omosessuali per colpa di un' omofobia ancora molto presente e radicata nella società italiana. Non è facile essere omosessuali in una grande città come Roma o come Milano, figuratevi quanto è difficile e molto più dura la vita per un omosessuale, a prescindere dall' età, in una realtà molto più provinciale e arretrata cone quella che si è costretti a respirare nell' arretratissimo sud Italia. Ma nel caso specifico di Renato Zero che è un uomo sicuramente molto ricco, che non deve rispondere di certo adesso a nessun genitore omofobo vista anche l' età che ha, che sicuramente non affronta i problemi che moltissimi di noi omosessuali siamo costretti ad affrontare e a subire molto spesso nella vita di tutti i giorni in svariati contesti (familiari, lavorativi, sociali, eccetera), non capisco perché finga e neghi di essere omosessuale?! Non lo reputo un cattivo uomo, ci tengo a precisarlo. Ma nell' ambito musicale e sociale trovo molto più onesta e vicina a noi omosessuali la buon anima del grandissimo Umberto Bindi, un uomo giustamente orgoglioso di essere omosessuale e che ha lasciato un bellissimo(anche se per certi versi pure triste dal momento che gli omofobi gli hanno rovinato la bellissima carriera artistica che aveva) ricordo di sé a noi lgbttqi+. Umberto Bindi era un eccezionale artista ed è stato ed è tuttora anche un' icona lgbtqi+ nonostante sua morto da vari anni, a contrario di Renato Zero che non ha mai abbracciato pienamente le nostre battaglie in quest' Italia ancora molto arretrata, ipocrita e omofoba/transfoba.
Renato Zero un grande artista un Grande uomo !