Le scuole pubbliche di New York hanno fatto causa all’amministrazione Trump per aver cancellato 47 milioni di dollari di sovvenzioni per la tutela degli studenti transgender.
Il mese scorso il Dipartimento dell’Istruzione aveva dato alle scuole pubbliche di New York City la scadenza del 23 settembre per modificare le proprie politiche, pena la perdita dei fondi per 19 scuole specializzate. E così è stato.
Le scuole di New York contro Trump
“La minaccia del Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti di tagliare decine di milioni di dollari di finanziamenti magnet a meno che non annullassimo le nostre tutele per gli studenti transgender e gender-expansive è contraria alle leggi federali, statali e locali e, cosa altrettanto importante, ai nostri valori come scuole pubbliche di New York City“, ha dichiarato la Cancelliera Melissa Aviles-Ramos in una dichiarazione ufficiale rilasciata ai media.
Una clamorosa denuncia che nasce dopo la decisione presa dal Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti che ha fatto sparire 47 milioni di dollari di sovvenzioni già promesse al distretto scolastico, citando linee guida relative agli studenti transgender che contrasterebbero con i transfobici decreti esecutivi firmati dal Presidente Donald Trump e applicati dalla Segretaria all’Istruzione Linda McMahon. Ad agosto, la Casa Bianca ha analogamente tagliato i finanziamenti a diversi distretti scolastici in Virginia e ha minacciato azioni simili in California. Perché Trump questo fa dallo scorso gennaio, ovvero da quando è tornato presidente. Impone e minaccia, da autoproclamatosi sovrano lo scorso weekend contestato da milioni di americani, facendo leva proprio su quei fondi a cui nessuno vuole rinunciare, spesso per pura sopravvivenza.
Le tutele in questione includono la possibilità per gli studenti trans di utilizzare i servizi igienici e di partecipare ad attività sportive in linea con la loro identità di genere. Lo scorso settembre il Dipartimento dell’Istruzione ha inviato lettere in cui minacciava il taglio dei finanziamenti, come riportato da Chalkbeat, sostenendo che le politiche scolastiche non fossero in linea con l’interpretazione del Titolo IX da parte dell’amministrazione, che a sua volta si discosta dall’interpretazione della legge sotto la presidenza Joe Biden.
“L’Ufficio per i Diritti Civili del Dipartimento non può certificare di essere in conformità con tutte le leggi sui diritti civili e pertanto non può assegnare i finanziamenti per il programma di assistenza alle scuole magnet per il prossimo anno fiscale“, dichiarò all’epoca la portavoce del Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti, Madison Biedermann. Ma ora si andrà in tribunale.
Il distretto scolastico sostiene che l’agenzia federale non ha tenuto un’udienza adeguata né avrebbe fornito un adeguato preavviso della sua decisione. Un portavoce del Dipartimento dell’Istruzione ha dichiarato a Fox News che la causa non avrebbe fondamento e che il programma di sovvenzioni per le scuole in questione “richiede la certificazione del rispetto dei diritti civili, cosa che ovviamente non potevamo fare di fronte alla continua determinazione di New York a violare i diritti delle studentesse ai sensi del Titolo IX”.
