Secondo l’articolo di Gay Times intitolato “Americans are leaving religion because of anti‑LGBTQIA+ animus. Why now?” (Gli Americani stanno abbandonando la religione a causa dell’odio anti-LGBTIQA+: perché proprio ora?) l’allontanamento dalla fede organizzata negli Stati Uniti non è solo un fenomeno demografico, ma ha radici profonde: la crescente incompatibilità tra l’identità LGBTQIA+ e le istituzioni religiose che ancora considerano l’omosessualità un peccato.
I dati del Public Religion Research Institute (PRRI) lo confermano: nel 2023 il 26% degli americani si è dichiarato “religiously unaffiliated”, in aumento rispetto al 21% del 2013. Il 47% di chi ha lasciato una religione cita come motivo principale gli insegnamenti anti-LGBTQIA+. In questi giorni una ricerca ha documentato come, dall’inizio del secondo mandato di Trump, siano in aumento i tassi di depressione e istinti suicidari della comunità queer USA.
Gay Times riporta la testimonianza di Garth Huelskamp, ex missionario mormone che durante il suo servizio in Nevada, pur sapendo di essere gay, assisteva ai tentativi dei suoi compagni di “salvare” una coppia lesbica. È il ritratto di un conflitto intimo e sistemico, vissuto da migliaia di persone queer cresciute in contesti religiosi ostili. Un fenomeno che sta lentamente e inesorabilmente erodendo la fiducia degli americani verso la spiritualità cristiana, messa a dura prova anche dall’esibizionismo nazi-fascista di alte sfere dei comandi MAGA.
Proteste “No Kings” e rifiuto dell’autoritarismo religioso
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Negli ultimi giorni, milioni di americani sono scesi in piazza per le proteste No Kings: sarebbero oltre 7 milioni di persone ad aver partecipato a 2.600 eventi in tutti i 50 stati. Le mobilitazioni sono nate in opposizione allo sbriciolamento della democrazia liberale USA, che Trump e la sua cricca di miliardari neofascisti sta lentamente trasformando in un’autocrazia tecnofondamentalista. Emblematico è il video AI virale in cui Trump appare su un jet mentre scarica letame su una folla di manifestanti, simbolo perfetto del disprezzo della destra per il dissenso e per chi lotta per l’eguaglianza. Un gesto che tradisce non solo la mancanza di dialogo, ma anche l’abbandono di ogni principio cristiano da parte del fondamentalismo MAGA.
Le proteste, come spiega il TIME, sono state inclusive, multigenerazionali, pacifiche, e guidate da una nuova alleanza tra progressisti, comunità queer, e giovani disillusi da un sistema che non li rappresenta. Non così diverse dalle proteste italiane ed europee di due settimane fa.
Una possibile svolta liberal e laica
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La crescita dei “nones” – chi non si riconosce in nessuna religione – si intreccia con la spinta verso un nuovo attivismo sociale. Secondo PRRI, il 34% dei democratici americani oggi è senza affiliazione religiosa. È la base di un potenziale cambiamento culturale profondo, dove il laicismo si fa spazio accanto ai valori di equità, giustizia e inclusività. La protesta di massa e l’abbandono delle chiese non sono fenomeni separati: sono la stessa rivolta contro l’autoritarismo religioso, patriarcale e suprematista. Una rivolta che, se ben guidata, potrebbe aprire all’alba di un nuovo pluralismo radicale. Alexandria Ocasio-Cortez, da anni simbolo della sinistra americana e sostenitrice dei diritti LGBTQIA+, ha lanciato un forte messaggio alle giovani persone trans: “Vai bene così come sei. Io sto con te”. Mentre Newsweek ha pubblicato l’altro ieri una ricerca che evidenzia che Bernie Sanders, icona storica della sinistra dura e pura americana, è il senatore americano con il più alto indice di gradimento (71%). La settimana scorsa anche Barak Obama è intervenuto con una certa enfasi in difesa dei “trans kids”.
