Hanno fatto il giro del mondo e indignato l’America le immagini dell’Ala Est della Casa Bianca rasa al suolo per volontà di Donald Trump, che spenderà circa 300 milioni di dollari per farci costruire un’enorme sala da ballo.
L’Ala Est tempio delle first lady
Ma demolendo l’Ala Est della Casa Bianca, Donald Trump ha distrutto anche parte dell’eredità di una delle più grandi first lady della storia d’America: Eleanor Roosevelt, moglie del presidente Franklin Delano Roosevelt, first lady che svolse un ruolo orgogliosamente pubblico rispetto alle precedenti inquiline della Casa Bianca, con gran parte del suo lavoro che si svolse proprio dove ora si trovano soltanto macerie. L’Ala Est fu costruita all’inizio del XX secolo per volontà del presidente Theodore Roosevelt, zio di Eleanor, per poi essere significativamente ampliata durante la presidenza di Franklin Delano Roosevelt, che durò dal 1933 al 1945.
Il 6 marzo del 1933, ovvero due giorni dopo l’insediamento del marito, Eleanor Roosevelt tenne una conferenza stampa nell’Ala Est. Decise di organizzare l’evento, la prima conferenza stampa di una first lady, su suggerimento della giornalista Lorena Hickok, sua grande amica e probabilmente sua amante. La conferenza stampa fu rivoluzionaria. I 30 giornalisti presenti erano donne: Roosevelt aveva insistito affinché solo loro potessero presenziare all’evento.
“All’epoca le donne rappresentavano una percentuale molto piccola dei giornalisti in attività, ma le agenzie di stampa dovettero assumere giornaliste donne se volevano seguire Eleanor Roosevelt”, si legge in un articolo pubblicato dall’Eleanor Roosevelt Papers Project presso la George Washington University. “Cercò di rendere le donne parte integrante della politica nazionale e ispirò molte donne a tenersi informate e a partecipare attivamente“, continua l’articolo. Roosevelt era convinta che le giornaliste avrebbero riportato informazioni “di particolare interesse e valore per le donne del Paese“.
Durante il suo mandato da First Lady, Eleanor Roosevelt tenne quasi 350 conferenze stampa e per riuscire nell’impresa assunse la prima storica segretaria di una First Lady, che era di stanza nell’Ala Est. “Roosevelt usava l’Ala Est per funzioni ufficiali, come base operativa per il suo attivismo e come spazio per interagire con gruppi che rappresentavano il popolo americano, dalle Girl Scout alla Women’s Trade Union League“, riporta The 19th. Negli anni successivi l’Ala Est della Casa Bianca divenne “ufficio” centrale per quasi tutte le first lady, a partire da Rosalynn Carter. Negli anni ’60, scrive The Advocate, i sostenitori dei diritti civili marciarono fuori dall’Ala Est per attirare l’attenzione della first lady Bird Johnson, mentre negli anni ’70, Betty Ford chiese un aumento degli stipendi per tutto il suo suo personale nell’ala est. Se Laura Bush lanciò lì la sua campagna di alfabetizzazione da quelle stanze ora abbattute da Donald Trump, Michelle Obama rese pubblica la sua iniziativa di salute pubblica “Let’s Move!”.
Katherine A.S. Sibley, storica, ha precisato come “questa demolizione suggerisce che l’attuale Casa Bianca non ritiene che la first lady faccia nulla di valore”. “Non mi riferisco in particolare a [Melania Trump], ma all’ufficio stesso: non sono a conoscenza della storia“.
Celebre, in tal senso, una dichiarazione di Betty Ford: “Se l’Ala Ovest è la mente della nazione, allora l’Ala Est ne è il cuore”.
Eleanor Roosevelt e Lorena Hickok amiche amanti?

Ma a sparire è anche un pezzo di storia queer. È infatti ampiamente documentato come Eleanor Roosevelt e Lorena Hickok fossero molto legate.Hickok era una giornalista di successo quando incontrò Roosevelt, nel 1932. Dopo essere fuggita da una famiglia violenta, aver lavorato come domestica ed essere stata bocciata all’università, iniziò la sua carriera in un quotidiano di provincia, per poi passare a giornali più grandi a Milwaukee, New York e Minneapolis. Lottò per uscire dalla cronaca mondana e occuparsi di cronaca nera, cosa che alla fine fece. Entrò a far parte dell’Associated Press nel 1928. Divenne famosa raccontando il rapimento del figlio neonato di Charles Lindbergh. Nel 1932 le fu assegnato il compito di seguire Eleanor durante la campagna presidenziale di suo marito. Le due donne divennero così amiche che nel 1933 Hickok lasciò l’Associated Press perché sentiva di non poter più essere obiettiva riguardo ai Roosevelt. Dopo che Franklin Delano Roosevelt divenne presidente, Hickok iniziò a lavorare per il governo federale, viaggiando in tutto il paese per poter fare ricerche e documentare le condizioni in cui vivevano gli americani durante la Grande Depressione. Nel 1940 divenne segretaria esecutiva del Comitato Nazionale Democratico e si trasferì alla Casa Bianca su invito della First Lady. Alcuni storici hanno descritto le due donne come amiche devote, ma altri hanno affermato che fossero innamorate. “Penso che Hick fosse innamorato di Eleanor, ed Eleanor fosse innamorata di Hick“, disse Blanche Wiesen Cook, autrice di una biografia in tre volumi, “Eleanor Roosevelt”, in un’intervista alla PBS del 1999. “Non possiamo mai sapere cosa facciano le persone nell’intimità delle proprie stanze… Ma non ho dubbi che si amassero, e questa era una relazione ardente e affettuosa tra due donne adulte“.
La loro presunta (?) relazione durò all’incirca otto anni. Nel 1942 Hick iniziò una storia con Marion Harron, giudice del tribunale fiscale degli Stati Uniti di dieci anni più giovane. Dopo la morte del presidente, Hick si trasferì a vivere nel cottage a Val-Kill di Roosevelt. Continuarono a scriversi fino al 1962, anno della morte di Eleanor. Hickok morì nel 1968.

Circa 300 delle loro lettere sono raccolte in “Empty Without You: The Intimate Letters of Eleanor Roosevelt and Lorena Hickok“, a cura di Rodger Streitmatter. La loro relazione è stata romanzata in “White Houses” di Amy Bloom, libro uscito nel 2018, e nella miniserie di Showtime del 2022 “The First Lady“, in cui Gillian Anderson interpretava Eleanor e Lily Rabe interpretava Hickok.
