L’ex tuffatore olimpico Tom Daley è tornato a parlare apertamente dei propri problemi con l’immagine corporea, riflettendo sulla battaglia contro la dismorfia e la bulimia. In un’intervista a Radio Times, la star di Celebrity Traitors ha confessato come suo marito, il regista premio Oscar Dustin Lance Black, sia stato il suo punto di riferimento nei periodi più turbolenti.
Tom Daley tra dismorfia e bulimia

Nella sua autobiografia del 2021, “Coming Up for Air“, Daley aveva raccontato di aver sviluppato la dismorfia corporea e la bulimia poco prima delle Olimpiadi di Londra 2012.
“Mio marito mi ha dato un enorme sostegno. Penso che sia una cosa importante nel mondo gay. Alcune persone hanno aspettative sul loro corpo davvero irrealistiche”. “Come olimpionico, vado in palestra e la odio perché penso: ‘Oh mio Dio, tutti mi giudicano per come mi comporto’. Lo trovo intimidatorio”.
La star di Celebrity Traitors ha collegato i suoi problemi di immagine corporea al fatto che il suo direttore sportivo gli avesse detto di essere sovrappeso, quando aveva solo 17 anni.
“Non avevo assolutamente idea di cosa stessi facendo a quel tempo, quindi eliminai semplicemente il cibo”. “Avevo così tanta fame che mi abbuffavo. Poi, quando mi abbuffavo, mi sentivo così male che per un po’ sono stato bulimico. È stato un periodo buio perché non avevo nessuno con cui parlarne. All’epoca gli uomini non erano tenuti a parlare dei loro disturbi alimentari”.
La dismorfia corporea è un disturbo mentale in cui una persona si preoccupa eccessivamente dei difetti, spesso impercettibili agli altri, del proprio aspetto. In Tom Daley: 1.6 seconds, l’ex tuffatore raccontò l’inizio dei problemi di immagine corporea. “Alla fine del 2011 il direttore sportivo mi disse che avrei dovuto perdere peso. Ero sovrappeso e dovevo apparire più snello, più asciutto e più simile al 2008. Fu la prima volta in cui sentii di essere osservato e giudicato non per come mi comportavo in piscina, ma per come apparivo. Presi misure piuttosto drastiche per assicurarmi che il cibo non mi rimanesse nello stomaco. Era l’unica cosa a cui riuscivo a pensare durante il periodo che precedeva le Olimpiadi. Mi vergogno ancora a parlarne. Una volta che sei dall’altra parte, sembra così facile fermarsi e chiedere aiuto. Ma quando ci sei dentro, ti senti come se non ci fosse nessuno che ti possa aiutare“.
Tom Daley, icona LGBTQIA+
Salutato il Regno Unito per Los Angeles, in modo tale da stare al fianco di suo marito Dustin Lance Black, premio Oscar per la sceneggiatura di Milk che per anni ha vissuto a Londra pur di dare a Tom la possibilità di allenarsi e gareggiare, Daley ha di fatto intrapreso una nuova vita professionale, dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere. Ovvero 5 medaglie olimpiche, 4 ori, due argenti e due bronzi mondiali, 5 ori e 3 argenti europei, 4 ori e un argento ai Giochi del Commonwealth. Per quindici anni sul tetto del mondo, Daley è stato uno degli sportivi più amati, ammirati, acclamati e continui del Regno Unito. Dal 2022 Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico “per i servizi ai tuffi, ai diritti LGBTQ+ e alla beneficenza”, Tom ha avuto la forza di fare pubblicamente coming out in giovanissima età, quando era già un seguitissimo campione. Da allora si è sempre speso per sostenere la comunità, contro l’omobitransfobia e a favore del coming out pubblico, diventando ancor più famoso, amato e ricercato dalle grandi aziende, chiaro esempio di come si possa vivere alla luce del sole e senza paura la propria omosessualità, modello globale anche nei confronti di giovani sportivi professionisti come Matteo Santoro e Max Liñan, giovani e innamorati come il poco più che maggiorenne Tom Daley con Dustin Lance Black nel lontano 2013.

