Annunciato il ritiro dalle competizioni sportive, Tom Daley è subito entrato nella sua seconda vita. Quella dell’attivista a 360°, già vissuta tra una medaglia olimpica e l’altra ma ora ancor più cavalcata con orgoglio. Il 30enne sportivo britannico è infatti tornato ad esortare gli atleti di tutto il mondo a non nascondersi, a non tacere le proprie identità, dichiarandosi pubblicamente, in modo tale da poter poi dare visibilità alla comunità queer in quei Paesi dove la rappresentazione non esiste.
Tom Daley e il coming out come forma di attivismo
“La cosa più importante è che le persone LGBTQ+ siano visibili nei paesi in cui le leggi sono contro di loro”, ha precisato Tom al The Guardian. “La cosa più potente è poter andare in un paese che ospita un evento sportivo ed essere semplicemente te stesso, e fare bene. È un messaggio così potente e forte, è un messaggio di speranza. Tutto ciò che possiamo fare come persone LGBTQ+ è essere visibili, essere là fuori ed essere noi stessi. Questo di per sé è una forma di attivismo. E tutti possono essere coinvolti”.
Il coming out come gesto politico e sociale, da parte di un olimpionico che solo pochi mesi fa ha vinto la sua 5a medaglia a Parigi stringendo tra le mani un asciugamano color arcobaleno, proprio come aveva già fatto ai Campionati mondiali di nuoto a Doha, capitale del Qatar, Paese in cui le persone LGBTQ+ vengono criminalizzate e l’attività sessuale consensuale tra persone dello stesso sesso è punibile con la reclusione.
Una mostra per sostenere la campagna Marriage for All Japan
Non contento, Daley ha ora promosso in Giappone una mostra con prodotti da lui realizzati a maglia. Proprio a Tokyo Tom vinse il suo unico oro olimpico, nel 2021. Gli attivisti LGBTQIA+ giapponesi lottano da tempo per l’approvazione del matrimonio egualitario, e tutto il denaro raccolto da un’asta silenziosa che riguarderà i prodotti realizzati da Daley andrà alla campagna Marriage for All Japan. La mostra, che si terrà dall’8 al 25 novembre, celebrerà l’arte dell’uncinetto, vera e propria “ossessione” dell’ex tuffatore, padre di due magnifici bimbi, marito di Dustin Lance Black e da due anni Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico “Per i servizi ai tuffi, ai diritti LGBTQ+ e alla beneficenza”.
E chi meglio di lui?


