Un ruggito contro l’omofobia.
20 anni appena, Vitor Roque è la nuova stella del calcio brasiliano. Velocissimo attaccante del Palmeiras e della nazionale verdeoro allenata da Carlo Ancelotti, Vitor viene spesso paragonato al fenomeno Ronaldo, ex pallone d’oro di Inter e Barcellona, con 16 goal realizzati in tutto il 2025 su 32 partite giocate. Roque sarà molto probabilmente ai prossimi mondiali di Calcio, che si terranno in estate tra Stati Uniti e Messico, dopo essere passato alla storia come l’acquisto più costoso del calcio sudamericano, quando è tornato in patria dal Barcellona trasferendosi al Palmeiras per 26 milioni di dollari. Mai nessun calciatore era stato pagato tanto.
Vitor Roque e il ruggito omofobo con un cervo in bocca
Ma Roque, la cui esultanza dopo un goal lo vede ruggire in favore di telecamere e fotografi, ha suscitato scalpore quando il mese scorso ha pubblicato sul proprio account Instagram la sua rete con cui il Palmeiras ha sconfitto per 3-2 in trasferta gli eterni rivali del San Paolo.
Nel carosello Instagram di 13 immagini c’era anche l’immagine di una tigre con un cervo in bocca. In portoghese cervo si scrive “veado“, parola storicamente usata in Brasile come insulto omofobo, derivante dalla sua somiglianza con “desviado“, che si traduce come “pervertito” (“viado” in gergo). Tutto questo ha portato anche ad una radicata avversione da parte dei calciatori brasiliani per la maglia numero 24, perché nella popolare lotteria nazionale chiamata “il gioco degli animali” il cervo è la 24a opzione in una sequenza di 25 animali diversi.
Dalle giustificazioni iniziali alla multa con storica presa di posizione
Il post di Vitor Roque, soprannominato “Piccola Tigre” in patria, è rapidamente diventato virale, con gli utenti che ne hanno subito rimarcato le connotazioni omofobe. Roque ha poi cancellato quell’immagine dal carosello, ma il calciatore è stato accusato di aver violato i protocolli antidiscriminazione previsti dal Codice di Giustizia Sportiva Brasiliano. “Non appena la dirigenza del Palmeiras è venuta a conoscenza del post… ha parlato con il giovane giocatore e gli ha spiegato che provocazioni come questa non sono più accettabili nel calcio, in quanto possono sfociare in violenza. Il giocatore ha capito e ha prontamente cancellato l’immagine dal suo account“, scrisse il club che si è svenato per acquistare Vitor dal Barcellona.
A rischio squalifica per cinque/dieci partite, come riportato da OutSports Roque ha inizialmente provato a difendersi, minimizzando l’accaduto: “Non credo che una sospensione sia giustificata… un dialogo educativo sarebbe sufficiente. Ma voglio anche dire che non si trattava di nulla di omofobo, come molti stanno insinuando”. “Era solo uno scherzo, pubblicato senza alcuna malizia. Ma la stanno prendendo nel modo sbagliato, e mi scuso in anticipo con chiunque la pensi così”.
Ma nessuno gli ha creduto, perché qualunque tifoso di calcio in Brasila sa cosa significhi il “cervo”. La situazione è stata aggravata dal fatto che anche il San Paolo stava affrontando una denuncia per cori omofobi da parte dei suoi tifosi in una partita di campionato contro il Corinthians. Cori che includevano riferimenti denigratori a vari ex giocatori del club rivale, tra cui Ronaldo e Vampeta, che posò nudo per una rivista gay nel 1999. Entrambi i casi sono arrivati al tribunale sportivo nazionale, dove il Palmeiras, che rappresentava Roque, e il San Paolo hanno potuto negoziare un accordo. Come scritto la scorsa settimana il San Paolo ha accettato una multa di 18.500 dollari, mentre a Roque è stata inflitta una sanzione di 15.000 dollari. Come accaduto con il San Paolo, anche Roque ha accettato di pubblicare sulla propria pagina IG da 3.6 milioni di follower un post contro l’omofobia nel calcio.
“L’omofobia non è uno scherzo. L’omofobia è violenza! Spesso, i commenti pregiudizievoli sono visti come ‘scherzi’ o ‘semplicemente parte del calcio’. Non lo sono! Qualsiasi forma di discriminazione ferisce, esclude e offende. Non c’è posto per i pregiudizi nello sport, nella società o altrove. Normalizzare l’omofobia perpetua un problema strutturale. Incoraggia l’odio che genera violenza. Dobbiamo evolverci. Come atleti, tifosi e cittadini. Come società. Il rispetto non è negoziabile, dentro e fuori dal campo”.
Parole probabilmente dettate dall’alto per evitare una maxi squalifica, ma di indiscussa importanza perché in arrivo da uno dei talenti più limidi dell’attuale calcio brasiliano.



