Elsinore, Andrew Scott sarà Ian Charleson, attore di Momenti di Gloria dichiaratamente gay morto di AIDS nel 1990

Ian Charleson pretese che dopo la sua morte venisse annunciato il vero motivo del suo decesso, l'aids, per abbattere lo stigma. Il film racconterà gli ultimi mesi di vita dell'attore, sul palco fino all'ultimo per dar vita al più grande Amleto di sempre.

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Inizieranno a gennaio le riprese di Elsinore, film scritto dal vincitore del Bafta e candidato al Golden Globe Stephen Beresford (Pride) e diretto da Simon Stone (La nave sepolta), con protagonisti il vincitore del Bafta e plurinominato ai Golden Globe Andrew Scott (Estranei, Ripley, Pressure) e la vincitrice dell’Oscar, del Golden Globe e dell’Emmy Olivia Colman.

Elsinore di Simom Stone, la trama

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LONDON, ENGLAND – OCTOBER 16: Andrew Scott attends the “Blue Moon” Headline Gala during the 69th BFI London Film Festival at the The Royal Festival Hall on October 16, 2025 in London, England. (Photo by Gareth Cattermole/Getty Images for BFI)

Andrew Scott, gay dichiarato nella vita reale, è anche produttore di questa storia vera, potente e profondamente commovente che racconta la vita dell’attore Ian Charleson, indimenticato protagonista di Momenti di Gloria, che affrontò incredibili difficoltà mentre si preparava a calcare le scene per l’ultimissima volta, per interpretare Amleto al National Theatre di Londra.

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The Lost Daughter Special Shoot. Olivia Colman. Cr. Chris Baker/Netflix.

Lo sceneggiatore Stephen Beresford è invece anche produttore esecutivo del film, insieme a Ethan Silverman, ideatore del progetto. A produrre il film Andrea Occhipinti per Lucky Red insieme a Gabrielle Tana di Magnolia Mae Films (La nave sepolta, Philomena), Pete Shilaimon e Mickey Liddell per LD Entertainment, Stefano Massenzi e Carolyn Marks Blackwood. A completare il cast di Elsinore alcuni tra i più acclamati attori britannici, che saranno annunciati a ridosso dell’inizio delle riprese.

Le parole di Simon Stone e Andrea Occhipinti

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LONDON, ENGLAND – SEPTEMBER 25: Simon Stone attends the “The Woman In Cabin 10” special screening at BAFTA on September 25, 2025 in London, England. (Photo by Gareth Cattermole/Getty Images)

Questo è uno dei progetti più entusiasmanti a cui abbia mai partecipato“, ha commentato Simon Stone. “La sceneggiatura di Stephen Beresford è straziante e divertente al tempo stesso, un bellissimo inno al potere della comunità nei momenti di crisi. Andrew Scott è uno dei più grandi attori della sua generazione, proprio come lo era Ian Charleson: è un casting davvero importante”.

“Sono veramente felice che questo film veda finalmente la luce”, ha dichiarato Andrea Occhipinti. “Lavoriamo da tanti anni a questo che per me è un progetto del cuore. Ho conosciuto Ian Charleson alla fine degli anni ’80. Ian aveva un sogno, questo film racconta la sua storia straordinaria. Insieme a Gabrielle Tana, abbiamo messo insieme un cast straordinario e sono entusiasta di iniziare questa collaborazione con Studio Canale e LD Entertainment”.

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Chi era Ian Charleson?

Elsinore, Andrew Scott sarà Ian Charleson, attore di Momenti di Gloria dichiaratamente gay morto di AIDS nel 1990 - Ian Charleson in Chariots of Fire. Photo © Twentieth Century - Gay.it

Ian Charleson nasce e cresce a Edimburgo, frequenta la Royal High School e in seguito l’Università di Edimburgo. Dopo essersi laureato entra alla London Academy of Music and Dramatic Art. Nel 1981 abbraccia la popolarità globale grazie al ruolo di una vita, quello dell’atleta Eric Liddell nel film Momenti di gloria, che vince 4 premi Oscar. L’anno dopo prende parte ad un altro titolo da Oscar, Ghandi, nel ruolo del reverendo Charles Freer Andrews, per poi girare Opera di Dario Argento, suo ultimo film nel 1987.

Gay dichiarato, Ian Charleson scopre di essere sieropositivo nel 1986. Quattro anni dopo muore per cause legate all’AIDS, all’età di 40 anni.

Charleson morì otto settimane dopo aver interpretato il ruolo principale di Amleto, nella produzione di Richard Eyre all’Olivier Theatre. Il collega attore e amico Ian McKellen disse che Charleson interpretò Amleto così incredibilmente che era come se avesse provato il ruolo per tutta la vita. Il regista Richard Eyre, con qualche iniziale perplessità sulla salute di Charleson, lo chiamò per sostituire Daniel Day-Lewis, che aveva abbandonato la produzione. Il viso di Charleson era notevolmente gonfio a causa della setticemia, tant’è che al pubblico venne detto che si stava riprendendo da un’operazione ai seni paranasali.

Charleson pretese che dopo la sua morte venisse annunciato il vero motivo del suo decesso, l’AIDS, per abbattere lo stigma. Fu la prima morte nel mondo dello spettacolo inglese apertamente attribuita a complicazioni da AIDS. La decisione di renderla pubblica contribuì a promuovere la consapevolezza sulla malattia. In onore di Ian Charleson fu istituito il premio “Ian Charleson Award“, che da oltre 30 anni premia le migliori performance britanniche degli attori under 30. Il centro contro l’HIV al Royal Free Hospital a Londra è stato intitolato in suo onore.

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