Milano Cortina 2026, il pattinatore gay dichiarato Jason Brown insegue la sua 3a Olimpiade

Nel 2014 la prima medaglia, nel 2021 il coming out, nel 2026 l'eventuale storia da riscrivere. Jason Brown a caccia di un sogno.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Milano Cortina 2026, il pattinatore gay dichiarato Jason Brown insegue la sua 3a Olimpiade - Jason Brown - Gay.it
4 min. di lettura

31enne da meno di un mese, Jason Brown è una leggenda del pattinaggio artistico statunitense. Medaglia di bronzo nella gara a squadre alle Olimpiadi invernali di Sochi del 2014, diventando così uno dei più giovani medagliati olimpici nella storia del pattinaggio di figura maschile, Brown ha poi saltato le Olimpiadi di PyeongChang e preso parte ai Giochi olimpici di Beijing 2022, con il sogno Milano Cortina alle porte.

In corsa per un posto nel team USA, Brown collezionerebbe la 3a Olimpiade in 12 anni, evento più unico che raro nel pattinaggio artistico.   Bisogna infatti tornare indietro fino alla pattinatrice artistica svedese Gillis Grafström, che partecipò a quattro Olimpiadi dal 1920 al 1932, per trovare qualcosa di simile. Se Brown dovesse entrare nel Team USA, potrebbe essere il primo pattinatore artistico maschile a partecipare a più Olimpiadi invernali nell’arco di 12 anni.

Jason Brown e la rinascita dopo il coming out

Milano Cortina 2026, il pattinatore gay dichiarato Jason Brown insegue la sua 3a Olimpiade - Jason Brown 2 - Gay.it

Quattro anni fa pensavo davvero che avrei finito“, ha recentemente confessato Brown, che concluse al sesto posto del singolare maschile le Olimpiadi invernali del 2022. Ma negli ultimi 4 anni Jason non ha mai smesso di gareggiare, vincendo un paio di medaglie d’argento ai Campionati Nazionali degli Stati Uniti, con tre piazzamenti consecutivi tra i primi 10 ai Campionati del Mondo. Una sorta di 2a giovinezza per Brown, gay dichiarato dall’estate del 2021, quando via social diede forma ad un toccante coming out.

  “Sono cresciuto circondato da modelli LGBTQ+ belli, creativi, forti, orgogliosi, di successo e solidali“, scrisse Jason. “Che si tratti di familiari, allenatori, pattinatori, insegnanti, amici o altri che ho avuto il privilegio di incrociare, la mia percezione di cosa significhi essere LGBTQ+ era tutt’altro che unidimensionale. Ho sempre trovato impossibile e in verità pericoloso dipingere o stereotipare un qualsiasi gruppo con una singola pennellata. La diversità delle persone che ho incontrato lungo il mio viaggio mi ha mostrato che ognuno è così individualmente sè stesso. Nessuna esperienza o personalità è la stessa, semplicemente le persone trovano la loro identità, la loro voce e possiedono le loro verità nei loro modi unici. Mi è sempre stata mostrata la bellezza nell’abbracciare l’amore in ogni sua forma. Non ho mai messo in dubbio la mia sessualità e nemmeno ci ho pensato molto perché non aveva importanza. Sono quello che sono e sono sempre stato fortunato ad essere circondato da persone che mi hanno fatto sentire che era abbastanza. Mi rendo conto che tanti si confrontano con una realtà diversa. La storia non è sempre stata gentile e la lotta per l’uguaglianza e l’accettazione continua. Non c’è dubbio che la mia vita sia stata agevolata dalle persone intorno a me che hanno avuto il coraggio di alzarsi e condividere un pezzo di ciò che sono con il mondo… e per questo dico grazie. Credo che l’amore vincerà sempre e ogni storia si svolgerà in modo diverso per ogni individuo. Il mio si apre un po’ adesso. Sono gay, e questa è una storia ancora da scrivere“.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Se dovesse gareggiare a Milano Cortina, Jason vivrebbe la sua 2a Olimpiade da atleta dichiaratamente e orgogliosamente queer. “Ero molto più consapevole di me stesso e molto più a mio agio con me stesso“, ha confessato Brown facendo riferimeneto alla sua crescita personale tra la prima Olimpiade del 2014 e la seconda del 2022. “A 19 anni, tenevo la testa bassa. C’erano solo la scuola e il pattinaggio. Quella era la mia vita. Mi assorbiva tutto. Quindi non esploravo la mia sessualità. Non uscivo con nessuno, indipendentemente da ciò. Non esploravo affatto chi fossi”.  Le due Olimpiadi vissute da Brown si sono svolte in Russia e Cina, paesi in cui essere LGBTQ è quasi impossibile, con l’opzione Italia che a suo dire sarebbe “incredibile“. A Milano, in tal senso, ha già preso forma la Pride House di Porta Venezia, spazio sicuro e visibile per atletə, tifosə, attivistə e comunità LGBTQIA+, luogo dove sport e diritti umani si incontrano, tra confronto pubblico e cultura.

Da quando Brown ha fatto coming out nel 2021, tanti altri atleti l’hanno contattato e ringraziato.”Per me tutto quello che è successo, cosa che non mi aspettavo, è che ha dato la sensazione ad altri atleti, fan e altre persone nello sport di poter essere se stessi”. “C’è lo spazio in cui poterlo celebrare e sentirsi anche loro celebrati. Ero circondato da così tante persone LGBTQ nella mia vita, non c’è un’unica rappresentazione di ciò che siamo. Ho avuto così tante persone che sono venute prima di me e che hanno aperto la strada affinché io mi sentissi a mio agio nella mia pelle, perché anche loro si sentivano a loro agio nella loro pelle“. Ed è stato grazie anche ad altri pattinatori dichiaratamente queer che Brown ha capito chi fosse realmente. Dal pattinatore britannico John Curry che vinse l’oro olimpico nel 1976 a Randy Gardner che vinse un campionato del mondo con il suo compagno di pattinaggio, Tai Babilonia, senza dimenticare Adam Rippon, bronzo alle Olimpiadi invernali del 2018.

Una 3a Olimpiade per fare la Storia

Milano Cortina 2026, il pattinatore gay dichiarato Jason Brown insegue la sua 3a Olimpiade - Jason Brown 1 - Gay.it

 “Quando cercavo di capire chi fossi, trovavo sempre le loro storie così accattivanti”, ha confessato Jason a OutSports.  “Ascoltare le storie delle persone e vedere come gli atleti gay usavano la loro voce mi ha sempre ispirato. Ero stato così toccato dalle loro storie che volevo fare lo stesso per le generazioni future ed essere quella storia con cui qualcuno potesse entrare in sintonia“. Oggi come oggi Brown è solo uno dei tanti atleti dichiarati che gareggiano nel pattinaggio di figura, come Guillaume Cizeron, Lewis Gibson, Paul Poirier, Kevin Aymoz e Amber Glenn. Durante le vacanze di Natale Jason si è duramente allenato, perché proprio questa settimana scoprirà se riuscirà a partire per l’Italia.

La gara singolare maschile che deciderà il tutto si terrà a St. Louis, dall’8 al 10 gennaio, mentre i pattinatori che faranno parte del Team USA alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina saranno annunciati l”11 gennaio. “Sapere di essere in questa mischia, significa semplicemente dare il massimo e rappresentare il mio Paese, chi sono e le comunità che rappresento”. “Cercerò di dare il massimo. E naturalmente avere questa comunanza di intenti con altri atleti è davvero speciale. Condividere tutto questo e vedere questi atleti avere successo sulla scena mondiale è fonte di ispirazione. Ed è decisamente motivante.  Sono già molto orgoglioso di come è andata la mia stagione“. Sognando una 3a, storica Olimpiade.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.