Prosegue anche nel 2026 e arriva nei principali teatri italiani Tutte le volte che le donne…, la conferenza-spettacolo ideata e condotta da Cathy La Torre, avvocata e attivista LGBTQ+, insieme a Sarah Buono. Un progetto teatrale che unisce divulgazione storica, ironia e impegno civile per riportare alla luce le storie di donne che hanno cambiato il mondo, spesso senza ricevere alcun riconoscimento. Dopo la prima al Teatro Storchi di Modena, lo spettacolo è in tournée fino a maggio, con tappe a Roma e Milano.

Cathy La Torre

Cathy La Torre e la sua indagine teatrale sulle donne cancellate dalla storia

Pensato come omaggio a tutte le donne che in Italia e nel mondo hanno lottato – e continuano a farlo – per il riconoscimento dei propri diritti, della propria libertà e della propria esistenza, Tutte le volte che le donne… si inserisce nel solco del teatro civile e trova una naturale risonanza perché parla di diritti, visibilità e memoria collettiva.

Al centro dello spettacolo c’è una domanda tanto semplice quanto scomoda: quante scoperte, invenzioni e battaglie civili portano oggi il nome sbagliato? Cathy La Torre accompagna il pubblico in un viaggio attraverso secoli di storia, mostrando come il contributo femminile sia stato sistematicamente ignorato, minimizzato o attribuito ad altri.

“La storia è disseminata di donne le cui scoperte sono state defraudate da uomini o a essi attribuite”, spiega La Torre al Corriere della Sera. L’idea nasce circa quattro anni fa, dopo la visita a una mostra dedicata a pittrici costrette a nascondersi dietro pseudonimi maschili. Da lì, la ricerca si è estesa ben oltre l’arte, toccando scienza, tecnologia, diritto, sport e politica.

 

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Inventrici, imprenditrici, pioniere dimenticate

Sul palco prendono forma storie sorprendenti, spesso assenti dai manuali scolastici. Mary Anderson, che nel 1903 inventò il tergicristallo; Margaret Wilcox, che brevettò un sistema di riscaldamento per l’abitacolo delle automobili; Elizabeth Magie Phillips, vera ideatrice del gioco che sarebbe poi diventato Monopoli; Luisa Spagnoli, imprenditrice innovativa e visionaria; Tabitha Babbitt, che nel 1813 inventò la prima sega circolare.

Storie diverse tra loro, ma unite da un filo comune: l’esclusione dal racconto ufficiale. Tutte le volte che le donne… ricostruisce questa genealogia cancellata, restituendo spazio al genio, alla forza e alla visione delle donne nella storia.

Scienza, Nobel mancati e diritti civili

Lo spettacolo attraversa anche il terreno della scienza, mostrando quanto l’ingiustizia di genere abbia inciso sulla produzione e sulla trasmissione del sapere. Cathy La Torre racconta, ad esempio, la vicenda di Alice Ball, giovane chimica afroamericana dell’Università delle Hawaii, che sviluppò il primo trattamento efficace contro la lebbra. Morta a soli 24 anni nel 1916, vide il suo lavoro appropriato dal presidente dell’ateneo Arthur Dean: la cura divenne il “metodo Dean”, mentre il nome di Ball scomparve per decenni.

Un destino simile toccò a Rosalind Franklin, che nel 1952 scoprì la struttura a doppia elica del Dna. “Dieci anni dopo, a vincere il Nobel per la medicina, basandosi sui suoi studi, saranno i colleghi James Watson, Francis Crick e Maurice Wilkins”, ricorda La Torre.

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Accanto a queste storie, emergono figure simbolo delle battaglie civili, come Franca Viola, che rifiutò il matrimonio riparatore contribuendo a cambiare il diritto italiano, o Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del Nobel per la pace e icona globale del diritto all’istruzione femminile.

Ironia, intelligenza artificiale e coinvolgimento del pubblico

Pur affrontando temi profondi e spesso dolorosi, Tutte le volte che le donne… non rinuncia all’ironia. “Lo spettacolo fa ridere in maniera vigorosa”, sottolinea Cathy La Torre. Un elemento centrale è l’uso dell’intelligenza artificiale, che permette alle protagoniste della storia di “parlare” in prima persona attraverso animazioni curate dal creator digitale Eman Rus.

Questa scelta scenica rende la divulgazione accessibile e coinvolgente, trasformando il racconto storico in un’esperienza viva, capace di dialogare con il presente e con il pubblico.

Non uno spettacolo contro gli uomini

Un punto su cui La Torre insiste è chiaro: Tutte le volte che le donne… non è uno spettacolo contro gli uomini, ma contro l’ingiustizia strutturale che ha escluso le donne dalla memoria collettiva. Con una battuta che diventa manifesto, l’avvocata spiega: “Come nel sadomaso, anche nel mio spettacolo, se andiamo troppo oltre, c’è una parola d’ordine da urlare, ed è… Babbitt”.

Un riferimento ironico a Tabitha Babbitt che riassume il senso dell’intero progetto: ricordare, nominare, restituire.

Tutte le volte che le donne…: le date del 2026

Dopo la prima data al Teatro Storchi di Modena il 9 gennaio 2026, lo spettacolo prosegue in tournée fino al 16 maggio, con tappe a Roma e Milano. Un fitto calendario che conferma l’interesse crescente verso un progetto capace di unire teatro civile, divulgazione e attivismo. Ecco tutte le date:

  • 09 gennaio 2026 – Teatro Storchi, Modena (MO) 
  • 10 gennaio 2026 – Teatro Massimo, Pescara (PE) 
  • 16 gennaio 2026 – Teatro Goldoni, Livorno (LI) 
  • 21 gennaio 2026 – Teatro Dei Marsi, Avezzano (AQ) 
  • 22 gennaio 2026 – Teatro Europa, Aprilia (LT) 
  • 23 gennaio 2026 – Teatro Manzoni, Cassino (FR) 
  • 24 gennaio 2026 – Teatro Italia, Roma (RM) 
  • 25 gennaio 2026 – Teatro Mediterraneo, Napoli (NA) 
  • 29 gennaio 2026 – Auditorium Santa Chiara, Trento (TN) 
  • 03 febbraio 2026 – Teatro Lirico Giorgio Gaber, Milano (MI) 
  • 06 febbraio 2026 – Teatro Cartiere Carrara, Firenze (FI) 
  • 13 febbraio 2026 – Teatro Petruzzelli, Bari (BA) 
  • 18 febbraio 2026 – Teatro Alfieri, Asti (AT) 
  • 21 febbraio 2026 – Auditorium Paganini, Parma (PR) 
  • 01 marzo 2026 – Teatro Apollo, Lecce (LE) 
  • 02 marzo 2026 – Teatro Orfeo, Taranto (TA) 
  • 04 marzo 2026 – Teatro Delle Muse, Ancona (AN)
  • 05 marzo 2026 – Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno (AP) 
  • 06 marzo 2026 – Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, Spoleto (PG) 
  • 10 marzo 2026 – Teatro Massimo – Sala Grande, Cagliari (CA) 
  • 11 marzo 2026 – Teatro Verdi, Sassari (SS) 
  • 15 marzo 2026 – Teatro Intred, Varese (VA) 
  • 22 marzo 2026 – Teatro Verdi, Montecatini Terme (PT) 
  • 29 marzo 2026 – Hall, Padova (PD) 
  • 18 aprile 2026 – Teatro Corso, Mestre (VE) 
  • 19 aprile 2026 – Teatro Ivo Chiesa, Genova (GE) 
  • 20 aprile 2026 – Teatro Nuovo, Verona (VR) 
  • 16 maggio 2026 – Teatro Duse, Bologna (BO)
  • 21 maggio 2026 – Teatro Alessandrino, Alessandria (AL)

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