A 48 ore dal Roma Pride 2025 è esplosa la ‘grana sponsor’, lanciata da Guglielmo Scilla prima tra le storie e infine con un post che in due ore ha raccolto oltre 200 commenti e migliaia di like. Tutto nasce nella giornata di ieri, quando l’account Instagram ufficiale del Roma Pride ufficializza una serie di sponsor legati all’evento di sabato.
Tra questi spicca Starbucks, da mesi al centro di un boicottaggio internazionale per la propria posizione nei confronti di Israele. Vanguard e Blackrock ne detengono quasi il 20%, mentre il maggiore azionista privato, l’ex CEO e presidente Howard Schultz, ne possiede il 3%. Vanguard è azionista di Elbit Systems, ovvero il più grande produttore di armi israeliano. Analogamente, Blackrock detiene una partecipazione significativa in Lockheed Martin, azienda che produce aerei da combattimento per l’esercito israeliano. Il nuovo CEO Brian Niccol ha più volte provato a spiegare come la sua azienda non abbia alcun legame e/o sostegno con l’esercito israeliano, che a Gaza sta compiendo una strage, ma i boicottaggi sono esplosi in ogni parte del mondo.
Il Manifesto del Roma Pride condanna Israele e la strage in corso a Gaza

Nel manifesto ufficiale del Roma Pride si legge a chiare lettere che si è “contro ogni forma di guerra e oppressione, condannando con forza la strage in corso a Gaza, perpetrata dal governo israeliano, chiedendo il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e il rispetto delle condizioni di tregua, la protezione dei diritti umani e la ripresa delle trattative di pace, esprimendo inoltre solidarietà al popolo ucraino che combatte contro l’invasione russa“.
Starbucks sponsor e le accuse di censura da parte di Guglielmo Scilla
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Nel momento in cui è stato annunciato Starbucks tra gli sponsor del Roma Pride in tanti hanno commentato indignati sull’account ufficiale Instagram, compreso Guglielmo Scilla, che ha oggi denunciato un atto di ‘censura’ da parte dei gestori della pagina. Perché i commenti sono stati disabilitati. E non solo nel post dedicato allo sponsor Starbucks ma in tutti quelli usciti successivamente e in alcuni precedentemente pubblicati.
“Sono amareggiato perché conosco il Roma Pride e so chi ci lavora dietro, mi aspettavo una risposta. Sotto quel post c’erano tanti commenti di persone scosse. La loro risposta è stato disattivare la possibilità di commentare. È anti-democratico, è tutto ciò che va contro il Pride. Se mi indigno per Giorgia Meloni che sfrutta l’ignoranza delle persone non posso non fare lo stesso quando questo errore viene fatto dall’altra parte. Rischiamo di sfruttare temi sensibili per fare i nostri porci comodi. Comprendo l’errore, ne ho fatti duecento ragazzi, ma non ho censurato l’indignazione delle persone che mi ha permesso di crescere e di comprendere i perimetri della mia etica. Questi non sono i miei. Ma il mio invito è quello di andare al Pride. Non dimentichiamoci che prima di essere delle organizzazioni e dei brand, è nato da noi. Se non ci andiamo il rischio è di perdere due volte, per assurdo”.
Cathy La Torre contro il Roma Pride 2025

Non a caso sabato pomeriggio Guglielmo ci sarà, sul carro del Municipio XI. Chi non sarà al Roma Pride 2025 è invece Cathy La Torre, che ha così motivato la sua assenza:
“Non sarò al Pride di Roma, Pride che ha deciso di prendere soldi da Starbucks, la multinazionale che è nota per aver licenziato migliaia di lavoratrici e lavoratori solo perché lamentavano condizioni di lavoro non umane e comportamenti antisindacali. In USA sono state centinaia le sentenze dei tribunali locali contro il comportamento antisindacale di Starbucks. I lavoratori e le lavoratrici di Starbucks sono statə licenziatə per aver espresso solidarietà al popolo palestinese. La multinazionale è tra quelle che più schiaccia ogni tentativo dei suoi lavoratori di chiedere migliori condizioni di vita e lavoro e tappa loro la bocca su Israele. E il Pride di Roma cosa fa? Piglia i loro soldi? Se noi persone LGBTQ ce ne fottiamo delle altre battaglie siamo al pari di chi sfrutta e si gira dall’altra parte. Quindi no, al Roma Pride non mi vedrete. Mi vedrete al Pride di Budapest, quello che Orban ha vietato per legge”.
Domani mattina si terrà la conferenza stampa del Roma Pride con Rose Villain madrina e il “tema sponsor”, Starbucks compreso con annessa accusa di censura denunciata da Scilla ai suoi oltre 700.000 follower e il j’accuse di La Torre al suo milione di seguaci, verrà certamente preso in esame.
La replica di Starbucks Italia
Starbucks Italia ha sempre sostenuto con orgoglio il Pride di Milano sin dal suo arrivo in Italia, quest’anno sostiene anche il Pride di Roma. La nostra partecipazione riflette il nostro impegno concreto a favore della comunità LGBTQIA2+ in Italia e in tutto il mondo.
Abbiamo assistito alla diffusione di disinformazione sulla nostra posizione riguardo al conflitto in Israele e a Gaza. Invitiamo a consultare Starbucks for the Record, dove forniamo informazioni fattuali sulle posizioni di Starbucks in relazione agli argomenti citati: Starbucks for the Record – About Starbucks.
AGGIORNAMENTI
Durissima la nota video di Arcigay Roma, che sfilerà al Roma Pride “con una postura critica”. L’associazione parla di “no Pride in genocide”. Pietro Turano lancia l’affondo contro Disney, P&G (che ha aperto sede nei territori occupati da Israele con un investimento di 2 miliardi): “non siamo carne per gli sponsor”. Di seguito il video:
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