L’Italia è sempre più invasa dai manifesti anti-LGBT. Pro Vita ha lanciato una nuova campagna omotransfobica per chiedere al governo Meloni una legge che impedisca lo svolgimento di qualsiasi “progetto sulla fluidità di genere” nelle scuole, con l’attivista LGBT+ nonché avvocata Cathy La Torre che ha chiamato alla “rivolta civile”. Perché manifesti come questi, scrive La Torre, non sono “opinioni” nè “libertà di espressione”, bensì “propaganda illegale, discriminatoria, lesiva dei diritti“.
Manifesti illegali, cosa fare per farli rimuovere?
E a dirlo è la legge. Quindi cosa fare, da semplici cittadini? Segnalarli. Ma andiamo con ordine.
Che questi manifesti, come tanti altri apparsi da nord a sud negli ultimi mesi, vedi anche i casi di Cesena e Rimini, siano illegali lo dice l’articolo 4 bis del decreto infrastrutture. In Italia è infatti vietata qualsiasi pubblicità contenente messaggi sessisti o violenti, stereotipi di genere offensivi, contenuti lesivi dei diritti civili e politici, nonché propaganda discriminatoria su orientamento sessuale, identità di genere, abilità fisiche o psichiche, credo religioso o etnia.
Ad intervenire deve essere il Comune, per le strade cittadine, la Provincia o la Città Metropolitana per strade provinciali. L’Ente responsabile, ricorda La Torre, deve intimare a chi ha pubblicato quelle nefandazze di rimuoverle entro 10 giorni. Se ciò non accade deve rimuoverle l’Ente stesso. A pendere sui responsabili anche un’eventuale sanzione pecunaria. Una multa.
Noi cittadinə, se e quando ci imbattiamo in simili manifesti, possiamo e dobbiamo mandarre una mail al Comune o alla Provincia o alla Città Metropolitana indicando la via in cui si trovano. Se non sapete a chi scrivere, segnalate il tutto alla stessa Cathy La Torre, via Instagram.
“Io stessa manderà una PEC per chiederne la rimozione”. “Adesso basta. Rimbocchiamoci le mani. Istruiamoci. Agitiamoci. Organizziamoci. Segnalateli. Pretendete che vengano rimossi. Perché se chi dovrebbe far rispettare la legge chiude gli occhi, tocca a noi aprirli bene. E agire”.
E in tanti, tra i commenti social al post, hanno iniziato a segnalare le prime vie di Roma in cui questa campagna ha preso vita, con la certezza che nei prossimi giorni sarà ampliata a livello nazionale, come annunciato da Pro Vita.
Il Comune di Roma cestina la campagna Pro Vita?
Nel frattempo il Comune di Roma avrebbe immediatamente chiesto alle ditte concessionarie di rimuovere questi nuovi manifesti in tutta la città. O almeno questa è la denuncia di Pro Vita, che ha parlato di “ennesima vergognosa e censura a opera di uno squadrismo LGBT ormai istituzionalizzato, in piena violazione del diritto costituzionale alla libertà di espressione contro cui ovviamente faremo ricorso in Tribunale“.
Secondo Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia, Roma sarebbe “ormai sotto il totale controllo della Lobby arcobaleno, capitanata dalla responsabile dell’Ufficio LGBT del Comune e già presidente delle Famiglie Arcobaleno Marilena Grassadonia che, su mandato del Sindaco Gualtieri, porta avanti una massiccia campagna di promozione dell’ideologia gender e dell’Agenda LGBT nelle scuole come dimostra il recente bando pubblico sull’educazione sessuale, scritto su misura delle associazioni trans-femministe. Dato che ora non è più nemmeno possibile dissentire pubblicamente con le politiche del Comune, siamo ufficialmente in un vero e proprio regime totalitario, contro cui padri e madri continueranno a opporsi con tutte le forze“.
Scottati dall’ennesima campagna cestinata perchè illegale, Pro Vita & Famiglia ha lanciato un appello pubblico per aiutare la Onlus a sostenere i costi necessari a replicare la campagna anti-gender anche in altre città italiane e affrontare i procedimenti legali contro il presunto divieto del Comune di Roma e delle altre amministrazioni che già in passato avevano ordinato la rimozione di simili manifesti.
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Salve, sono Marina Marucci vivo a Santa Marinella piccola cittadina vicino Roma. Da mesi i manifesti dell'associazione pro-vita e famiglia stanno invadendo gli spazi di affissioni, ho provato a denunciarlo al comune ma mi ha detto che non possono fare nulla. Non credo questa sia la verità, anche perchè il Comune di Roma è riuscito a farli rimuovere. Ieri hanno affisso gli ultimi manifesti con le facce dei bambini che denunciano pressioni per cambiare sesso, l'ultima idea dei pro vita. Cosa si può fare per impedire questo scempio? in attesa di una sollecita risposta saluto.