Campione del mondo di curling e già argento olimpico nel 2022, il britannico Bruce Mouat, gay dichiarato, è il favorito di Milano Cortina 2026, Olimpiade invernale che prenderà vita tra meno di un mese, con lo stesso CIO che ha voluto celebrarlo.
Il Comitato Olimpico Internazionale ha ufficialmente invitato gli atleti in corsa per lo storico appuntamento a scoprire come il coming out possa cambiare la vita di uno sportivo. In meglio.
L’importanza del coming out per il curler Bruce Mouat

Athlete365 è un’iniziativa del CIO che fornisce informazioni e supporto a tutti coloro che puntano a vincere medaglie alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi. Ebbene Bruce Mouat è diventato il protagonista dell’ultima “puntata” di Athlete365, con il campione di curling, fresco vincitore del Players Championship, quarto Grande Slam da lui conquistato in questa stagione, che ha sottolineato come l’amore e la vicinaza del suo fidanzato Craig lo aiutino ad essere sempre più forte.
“Ho fatto coming out, ho condiviso la mia storia con i miei compagni di squadra e ho iniziato a giocare molto meglio“, ha confessato Bruce. “È stato quando mi sono sentito più a mio agio che il successo ha iniziato ad arrivare”.
L’atleta scozzese ha fatto pubblicamente coming out a fine 2021, per poi sfiorare il bronzo alle Olimpiadi di Pechino con il compagno di doppio misto Jen Dodds e conquistare una splendida medaglia d’argento a squadre in un’emozionante finale contro la Svezia. Ma negli ultimi 3 anni il Team Mouat ha vinto tutto quello che c’era da vincere nel curling, conquistando due volte il titolo di Campione del Mondo e ben 4 volte il titolo Europeo. Superato il ‘timore’ del coming out con i suoi tre fratelli Grant Hardie, Hammy McMillan e Bobby Lammie, Bruce non si è più fermato, andando incontro ad un’accettazione totale. “Competere come atleta apertamente gay è stata un’esperienza incredibile“, ha precisato Mouat, che ha descritto il coming out come “liberatorio“. “Non ho mai avuto problemi con nessuno all’interno di questo sport”, ha aggiunto Bruce, da 5 anni felicemente fidanzato con Craig Kyle, personal trainer che appena può lo segue in ogni sua gara. Facile pensare che sarà anche in Italia, tra un mese, per accompagnare il compagno verso l’ambita medaglia d’oro.
“Ora vediamo molte più persone fare coming out, essere aperte e incoraggiare gli altri ad avere la stessa opportunità“, ha fatto notare Mouat. “Condividere il mio percorso sui social media, mostrare che ho un compagno amorevole che mi sostiene tantissimo, che posso andare a gareggiare e vincere campionati del mondo, e lui è lì, che corre sul ghiaccio per abbracciarmi. Solo il fatto di poter mettere tutto questo su una piattaforma spero possa motivare altre persone nella comunità.”
Soprattutto in Canada, scrive OutSports, il curling sta abbracciando la cultura queer. Il mese scorso una puntata del programma televisivo “Slaycation” – spin-off di “Canada’s Drag Race” – ha mostrato personaggi del calibro di Alyssa Edwards, Silky Nutmeg Ganache e Nicky Doll cimentarsi in questo sport, con gli insegnamenti dei campioni di curling John Epping (gay dichiarato) e Greg Smith (bisessuale dichiarato). Lo stesso Mouat si è definito ammiratore incallito dell’arte drag. “Nel corso dell’ultimo Grande Slam a cui abbiamo partecipato c’è stata una serata gay con le drag queen che si sono esibite dopo l’evento. Ed è stato fantastico poterlo vedere. C’erano molte persone lì a sostenermi, alleati e membri della comunità LGBTQ+. Amo il mio sport da morire“.
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