Addio a KastaDiva, polemiche sulla raccolta fondi per riportare Bruno Gagliano a casa

Sua sorella ha avviato una raccolta fondi per sostenere le spese necessarie al rientro della salma da Roma ad Alcamo, ma il tetto massimo è salito dai 7000 ai 20.000 euro, con Bruno che aveva spesso lamentato sui social l'assenza dei propri familiari. Dopo le polemiche, il chiarimento.

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Addio a KastaDiva, polemiche sulla raccolta fondi per riportare Bruno Gagliano a casa - In ricordo di Bruno Gagliano Kastadiva - Gay.it
Foto social GIAM e di Bruno Gagliano
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Non si attenua il dolore per la morte di Bruno Gagliano, in arte Kastadiva, celebre drag artist della nightlife capitolina. 40enne di Alcamo, Bruno ha calcato per 15 anni i palchi delle serate LGBTQIA+ più ambite d’Italia, da Muccassassina al GIAM passando per il Gay Village e il Padova Pride Village.

Make-up artist, Gagliano aveva salutato il suo alter-ego in pieno Covid-19, abbracciando momenti di profondo sconforto. Dopo essere rientrato in Sicilia per un breve lasso di tempo, con non pochi contrasti in famiglia come più volte raccontato su Facebook, Gagliano era tornato a Roma, città che l’aveva accolto a braccia aperte 15 anni or sono. Dalle difficoltà Bruno sembrava sempre essersi ripreso,  seppur a fatica, grazie anche agli amici che hanno provato ad aiutarlo in ogni modo, fino al gesto estremo del fine settimana.

Una raccolta fondi per il funerale di Bruno Gagliano, in arte Kastadiva

Il suo corpo senza vita è stato trovato sul balcone del 2° piano del palazzo in cui viveva, in via Apiro, zona Castel Giubileo, a Roma. Gagliano, scrive OpenOnLine, si sarebbe buttato dal 9° piano.

Nella giornata di ieri Gemma Chiara Gagliano, sorella di Bruno, ha avviato una raccolta fondi per sostenere le spese necessarie al rientro della salma da Roma ad Alcamo, “affinché possa tornare nella sua terra e ricevere l’ultimo saluto dai suoi affetti“.

Oltre 400 le persone che in 24 ore hanno donato qualcosa, in memoria di Gagliano e della sua indimenticabile KastaDiva, ma la polemica è presto montata. Perché proprio sui social Bruno aveva spesso denunciato la distanza della famiglia, dopo la morte dell’amatissima madre.

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Taffo,  celebre agenzia di onoranze funebri, ha fatto notare come la raccolta fondi organizzata dalla sorella di Bruno per sostenere le spese necessarie al rientro della salma abbia visto salire il proprio tetto massimo. Dai 7000 euro iniziali si è passati agli 11.000, per poi arrivare ai 20.000 euro, vista l’importante e continua quantità di donazioni.

Dato che per trasportare una salma non ci vogliono tutti questi soldi, (sapete, ce ne intendiamo) vorremmo sapere a chi servono visto che Bruno non c’è più. Considerando che Bruno lamentava l’assenza dei familiari in più occasioni sui suoi canali social, come certificano alcuni suoi post, vorremmo sapere quando verrà interrotta questa raccolta fondi dalla pagina dell’artista usata per scopi commerciali. Invitiamo tutti a non donare. Grazie“, si legge sulla pagina FB di Taffo con quasi mezzo milione di follower.

L’omaggio di Alcamo, il ricordo di La Diamond e le confessioni social di Bruno

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Il comune di Alcamo, in provincia di Trapani, ha espresso il proprio cordoglio con un comunicato ufficiale, ricordando come KastaDiva avesse vinto Miss Drag Queen Lazio nel 2017. “L’Amministrazione, nel mandare un messaggio di cordoglio ai familiari, vuole manifestare la propria vicinanza a quanti hanno conosciuto ed apprezzato Bruno“.

Tra i tantissimi ricordi social spicca quello di Enrico La Rocca, in arte LaDiamond, vincitrice della seconda edizione di Drag Race Italia, per anni collega di palco di Kastadiva alla Muccassassina ma soprattutto grande amico di Bruno. “Ti ricorderò per sempre! Sei stato una parte fondamentale della mia vita, grazie per le infinite ispirazioni, per gli anni passati ad ascoltare Mina e a dipingere, ridere, mangiare e piangere sui tessuti e sui nostri sogni, grazie per averci donato sempre te stesso in ogni spettacolo ed in ogni battaglia, per l’arte che hai creato e mi hai trasmesso, grazie per le mille vite vissute insieme. Ti vorrò per sempre bene amico mio”.

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Lo scorso 29 agosto Bruno Gagliano, via Facebook, ricordava il primo anniversario dal suo ingresso in un reparto di psichiatria, dove rimase per otto giorni.

Un anno, scriveva Gagliano, “che mi ha fatto capire sempre di più quanto ancora abbiamo da imparare riguardo la depressione e chi ne soffre. Quanto ancora tendiamo ad isolare chi ne é affetto. Quanto – stupidamente – pensiamo che frasi come “Dai reagisci”, “alzati vatti a fare una passeggiata”, “fai qualcosa, impegna il tempo”, possano essere d’aiuto scambiando la depressione per pigrizia o semplice tristezza. Senza parlare di quanto ancora siamo bigotti su quello che riguarda il porre fine alla propria vita. Ogni volta che ne ho parlato sono stato messo a tacere dicendo che queste cose non si dicono o che chi le ascoltava non voleva sentirle. Invece io sono convinto che bisogna parlarne, bisogna parlarne meglio e bisogna parlarne sempre di più. Perché se é vero che queste sono condizioni spiacevoli e che non dovrebbero campeggiare nei pensieri di un essere umano, é altrettanto vero che dobbiamo allenare la nostra empatia e la gentilezza verso gli altri affinché nessuno si trovi con certi desideri. A volte basta un piccolo gesto, una parola, la semplice vicinanza per cambiare tutto un susseguirsi di cose e farci tornare il sorriso. Io vedo che più diventiamo “social” più siamo distanti dall’idea di essere umani, più si va avanti e più ci si dimentica a chiedere come stai guardando le persone negli occhi. C’è ancora tanta strada da fare. Forse troppa“.

Parole che 5 mesi dopo fanno ancora più male, perché quel mostro chiamato depressione ha finito per avere il sopravvento.

Update ore 17:00, dopo ore di polemiche social Chiara, sorella di Bruno Gagliano, ha fatto così chiarezza tramite Facebook: “ Salve a tutti, mi trovo a scrivere queste righe in un momento di dolore spiegandovi che: La raccolta fondi è stata avviata con un tetto massimo che raggiungesse gli €11.000 per sostenere le spese di trasporto, sepoltura della salma, acquisto posto cimiteriale, muratore, tasse comunali e camera ardente a Roma (post effettuazione di autopsia) per permettere a tutti coloro che hanno conosciuto, tanto o poco, Bruno di salutarlo. Non conoscevo Gofundme prima d’ora e non sapevo che stabilendo un tetto massimo e raggiungendo la somma, automaticamente, questa aumentasse, sennò mi sarei premurata di bloccare tutto prima. Ci tengo a rinnovare che le donazioni in quanto tali sono SPONTANEE. Verrà comunque ovviamente fornita prova di tutte le spese sostenute per Bruno.
Inoltre, in evidenza di prove sarebbero state fatte donazioni sia alla comunità LGBTQ+ e comunità di tossicodipendenti.
Grazie”.

 

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