In quasi 30 anni di carriera Ricky Martin ha vinto due Grammy Awards, nel 1999 nella categoria Best Latin Pop Performance e nel 2016 nella categoria Best Latin Pop Album. 10 anni dopo Bad Bunny, nato a Porto Rico come lui, ha riscritto la storia del celebre riconoscimento musicale vincendo il Grammy più ambito, quello per il miglior album. Non era mai successo prima per un artista latino, con un album interamente cantato in spagnolo.
Ricky Martin celebra Bad Bunny
Dinanzi a simile trionfo, fino a 10 anni fa inimmaginabile perché Bad Bunny nel 2016 lavorava in un supermercato, Ricky ha preso carta e penna per scrivere una lettera al collega 31enne, icona di fluidità che domenica notte ballerà e canterà davanti ad un centinaio di milioni di americani nel celebre intervallo del Super Bowl.
“Benito, fratello, vederti vincere tre Grammy, uno dei quali per l’album dell’anno con una produzione interamente in spagnolo, mi ha toccato profondamente. Non solo come artista, ma come portoricano che ha calcato i palchi di tutto il mondo portando con sé la sua lingua, il suo accento e la sua storia. So quanto sia pesante, quando costi e quanto venga sacrificato quando decidi di non cambiare perché gli altri te lo chiedono. Ecco perché ciò che hai raggiunto non è solo un risultato musicale storico, è una vittoria culturale e umana. Hai vinto senza cambiare il colore della tua voce. Hai vinto senza cancellare le tue radici. Hai vinto rimanendo fedele a Porto Rico. Ciò che mi ha toccato di più nel vederti lì, sul palco dei Grammy, è stato il silenzio di tutto il pubblico quando hai parlato. Quando hai difeso la comunità degli immigrati, quando hai denunciato un sistema che perseguita e separa, hai parlato da un luogo che conosco molto bene, quel luogo dove coesistono paura e speranza, dove milioni di persone vivono tra lingue, confini e sogni rimandati”. Questo risultato è per una generazione a cui hai insegnato che la loro identità non è in vendita e che il successo non è in contrasto con l’autenticità. Dal cuore, con rispetto e amore, ti ringrazio per averci ricordato che quando uno dei nostri ha successo, tutti noi abbiamo successo“.
Parole piene di stima, quelle della popstar nata a San Juan, Porto Rico, e a lungo costretta a tacere la propria omosessualità dall’industria musicale, fino al liberatorio coming out del 2010. Lasciato il pittore ed artista siriano Jwan Yosef, suo marito per 5 anni, Ricky è oggi un padre single di quattro bambini, ovvero i gemelli Matteo e Valentino oggi quasi 18enni, Lucía e Renn, tutti nati grazie alla gestazione per altri. L’ultimo album di Ricky Martin è A quien quiera escuchar, uscito nel 2015, con il cantante che negli ultimi anni si è sempre più speso in ambito recitativo, con un recente ritorno in tv su Apple Tv+ grazie alla 2a stagione di Palm Royale.
Lady Gaga scaring Bad Bunny 😭 pic.twitter.com/UfY8faFZim
— Gaga Daily (@gagadaily) February 2, 2026
Dal palco dei Grammy domenica notte Bad Bunny ha contestato pubblicamente l’ICE trumpiana che a Minneapolis ha ucciso Renee Good e Alex Pretti. “Prima di ringraziare Dio, dirò una cosa: ICE fuori. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani”, ha rimarcato Benito Antonio Martìnez Ocasio, diventato virale per lo ‘spavento’ causato da Lady Gaga che si è avvicinato a lui mentre era di spalle, nel pieno della serata.
“E vorrei dire anche che so quanto sia difficile non odiare in questi giorni. A volte ho pensato che siamo “contaminados”, non so come dirlo in inglese. Ma l’odio diventa più potente con altro odio. L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore. Quindi, per favore, dobbiamo essere diversi. Se combattiamo, dobbiamo farlo con amore. Non li odiamo. Amiamo la nostra gente. Amiamo la nostra famiglia. È così che bisogna fare: con amore. Non dimenticatelo, per favore. Grazie“. Parole che hanno indispettito Donald Trump e l’ultradestra USA, pronta al boicottaggio del Super Bowl di domenica notte proprio a causa di Bad Bunny, superstar di un intervallo che potrebbe celebrare la comunità queer.

