Milano Cortina 2026, Amber Glenn e Gus Kenworthy minacciati per aver preso posizione contro Trump (VIDEO)

I due atleti dichiaratamente LGBTQIA+ hanno osato criticare l'amministrazione USA e la milizia trumpiana chiamata ICE, con l'odio social che li ha subito travolti.

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Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina sono partite e hanno già brindato alle prime medaglie d’oro di due atlete dichiaratamente LGBTQIA+, con l’odio on line che ha immediatamente preso il sopravvento.

L’odio travolge Amber Glenn

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Amber Glenn, la foto IG

Amber Glenn, donna bisessuale e pansessuale del Team USA nonchè prima donna LGBTQ+ dichiarata a gareggiare nel pattinaggio artistico olimpico, ha annunciato una pausa dai social media dopo aver ricevuto insulti omofobi.

Da quando ho scelto di utilizzare una delle cose meravigliose degli Stati Uniti d’America (la libertà di parola) per esprimere come mi sento come atleta che gareggia per il Team USA in un momento difficile per molti americani, sto ricevendo una quantità spaventosa di odio/minacce per aver semplicemente usato la mia voce QUANDO MI È STATO CHIESTO come mi sento”. “Me lo aspettavo, ma ne sono delusa”. “Per ora limiterò il mio tempo sui social media per il mio benessere, ma non smetterò mai di usare la mia voce per ciò in cui credo“.

Glenn, che ha vinto la sua prima medaglia d’oro olimpica nel pattinaggio di figura a squadre con l’Italia magnifica medaglia di bronzo, è stata travolta dall’odio dopo aver risposto ad una giornalista che le aveva domandato in che modo fosse influenzata dall’omobitransfobia del presidente Donald Trump. Amber si è augurata di poter utilizzare la propria voce per “cercare di incoraggiare le persone a rimanere forti in questi tempi difficili”. “So che molti diranno: ‘Sei solo un’atleta, continua a fare il tuo lavoro, stai zitta sulla politica’, ma la politica riguarda tutti noi”. “È qualcosa su cui non starò zitta, perché è qualcosa che ci riguarda nella vita di tutti i giorni. Quindi, ovviamente, ci sono cose con cui non sono d’accordo, ma come comunità siamo forti, ci sosteniamo a vicenda e giorni migliori ci attendono“.

Tanto è bastato per calamitare frotte di odiatori sul suo profilo social, tanto da costringerla a denunciare il tutto e a prendere posizione.

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Gus Kenworthy minacciato di morte

Milano Cortina 2026, Amber Glenn e Gus Kenworthy minacciati per aver preso posizione contro Trump (VIDEO) - LICE a Milano Cortina Gus Kenworthy ci urina sopra - Gay.it

E non è stata l’unica. Gus Kenworthy, sciatore freestyle britannico-americano già medaglia d’argento olimpica con gli USA nel 2014 e qui alla sua 4a Olimpiade, ha pennellato “Fuck Ice” urinando sulla neve, nei giorni scorsi. E gli hanno scritto di tutto, da “fr*cio” a “heil ICE”.

Gus ha pubblicato alcuni screen di questi messaggi omofobi, in cui c’è persino chi gli ha augurato di morire, aggiungendo in un video: “L‘altro giorno ho pubblicato una foto con i miei pensieri sull’ICE, e da allora quella foto è finita ovunque… e ho ricevuto un sacco di messaggi, e la maggior parte di essi, onestamente, sono stati di supporto e incoraggiamento, persone che mi ringraziavano per aver parlato e per aver usato la mia piattaforma, ma molti dei messaggi erano orribili, persone che mi dicevano di suicidarmi, mi minacciavano, desideravano di vedermi rompermi un ginocchio o il collo durante la gara, mi insultavano come se fossi pazzo. E forse è questo il prezzo da pagare per aver parlato… e quindi forse questo video attirerà solo più odio e sarcasmo, ma penso che sia importante dire ciò che sentiamo e difendere ciò in cui crediamo e combattere l’ingiustizia”. “Penso che sia stimolante e importante, e penso anche che ci siano molte sfumature, e ho la sensazione che a volte la gente se ne dimentichi. Voglio solo ricordare a tutti che si può amare gli Stati Uniti ed essere orgogliosi di essere americani – io lo sono – e continuare a pensare che si possa migliorare e che il Paese possa migliorare. Solo perché si ama gli Stati Uniti non significa che si debba sostenere questa amministrazione e le sue politiche… Perché io non lo faccio, e non sostengo l’ICE, e penso che sia assolutamente malvagio.”

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Kenworthy, che da 5 anni gareggia per la Gran Bretagna ma vive Stati Uniti, ha poi voluto ricordare a tutti come “siamo un Paese di immigrati, e questo è il sogno americano, e credo che a volte la gente se ne dimentichi“.

Un odio, quello verso gli atleti che ‘osano’ criticare l’amministrazione USA, alimentato dallo stesso Trump, nei giorni scorsi scagliatosi contro il freestyler americano Hunter Hess che aveva parlato di “emozioni contrastanti” nel rappresentare gli Stati Uniti in questo preciso momento storico, definendolo “un vero perdente”.

© Riproduzione riservata.

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