Ebinum Brothers: “L’amore è ciò che può e che ci salverà” – intervista

Duo artistico tra musica, corpo e immagine, i fratelli Victory e Marvel Ebinum raccontano la loro poetica tra Lagos e Londra.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Ebinum Brothers - screenshot dal loro "Where is my love (SEARCHING)" disponibile su YT
Ebinum Brothers - screenshot dal loro "Where is my love (SEARCHING)" disponibile su YT
4 min. di lettura

Victory e Marvel Ebinum, fratelli del duo artistico Ebinum Brothers, arrivano da Lagos e oggi abitano a Londra, in una traiettoria che sfugge alle classificazioni di genere artistico e solca invece i contorni di una precisa postura: musica, movimento e immagine come parti dello stesso sistema nervoso.

Si definiscono artistic communicators, una formula efficace per raccontare un lavoro che funziona nella sua matrice di linguaggio vivo e dinamico, per niente domo e per niente disposto a lasciarsi corrompere dalla convenienza. Video-danza, performance, regia, coreografia e una musica che amplifica l’universo emotivo che tutto avvolge.

Un caos che genera un’identità artistica sfuggente, certamente ambigua su molti fronti, eppure peculiare, riconoscibile e unica. La composizione di sangue, la fratellanza non metaforica ma reale, di ventre, sembra dotare questo duo di una connaturata armonia biologica, derivante, come ci spiegano nell’intervista che segue, anche dall’ossessivo focus su spunti emotivi che, a loro dire, governano sia l’input musicale, sia il conseguente disegno di movimento corporale.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da EBINUM BROTHERS (@ebinumbrothers)

La scena internazionale li intercetta attraverso corti, performance filmate in cui il corpo diventa racconto autosufficiente. In To Build a Home per il magazine NOWNESS l’immaginario è intimo e il trattamento cinematografico; in lavori come Kaduna la critica di cultura visiva ha letto una riflessione su legami, distanza, appartenenza e ritorno, costruita attraverso una grammatica materica, di peso condiviso, sorretto da 4 spalle sorelle. Una necessità che induce al contatto, alla fiducia. Una lotta di classe nel suo vagito ancestrale. Ogni gesto tiene insieme esposizione e controllo, vulnerabilità e precisione.

Molti profili editoriali insistono sulla loro fisicità “viscerale” e sulla capacità di generare senso senza bisogno di didascalie: un gesto che accende significati, li mette in circolo. Quando entra la musica, parca, minimale, un pulsare di synth, voce, pianoforte e percussioni ridotte, la tensione si prolunga, e tutto sembra accordarsi in un disegno armonico. La ripetizione lavora come ipnosi, il ritmo respira, il suono diventa uno spazio in cui il corpo trova orientamento.

Il 25 gennaio pubblicano il video Unearthly. Tornati in Nigeria, i due fratelli attraversano il villaggio di Kaduna e se stessi, in un cortometraggio autodiretto che intreccia musica, movimento e poesia visiva per parlare di appartenenza, lotta e unità. La camera osserva in silenzio, il mondo diventa casa condivisa: apertura, amore, comunità come promessa di nuovi inizi. Sulle piattaforme di streaming è disponibile l’ascolto delle tracce di Unearthly, amabili anche senza accompagnamento di immagini. Titoli delle tracce: “prayer“, “you went away“, “would you“, “fade away“, “who I’m not“.

Con gli Ebinum Brothers abbiamo parlato di poetica, di processo creativo e di quel sentimento ostinato e dichiaratamente politico che chiamano, senza ironia, amore.

Intervista a Ebinunm Brothers

Screenshot da "The Ebinum Brothers travel to Kaduna, Nigeria, framing identity and global community via movement" per Nowness - di Ebinum Brothers
Screenshot da “The Ebinum Brothers travel to Kaduna, Nigeria, framing identity and global community via movement” per Nowness – di Ebinum Brothers

Vorrei partire da una domanda semplice: chi siete? Come descrivereste la vostra biografia in poche parole?

Siamo Victory e Marvel, artisti e fratelli originari di Lagos, Nigeria. A volte ci definiscono “artistic communicators”, perché ci esprimiamo attraverso diverse forme d’arte: musica, movimento, regia cinematografica.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

La vostra musica lavora molto sulla ripetizione, sulla tensione e su una certa idea di corpo in movimento. Quando iniziate un lavoro, da cosa partite?

Di solito partiamo da una sensazione: da ciò che proviamo in quel momento, da ciò che abbiamo provato in passato, o da una sensazione con cui sentiamo un legame. Amiamo le storie.

La vostra musica sembra incastrare tempo musicale al peso e alla ripetizione in modo molto fisico. Perché il corpo è così centrale nel vostro lavoro?

Non pensiamo al movimento mentre creiamo le canzoni. È vero, spesso sembrano allinearsi molto bene con il movimento, ma questa somiglianza c’è perché anche noi danziamo: quando danziamo creiamo a partire dalle stesse sensazioni che proviamo quando scriviamo le nostre canzoni.

Il fatto di essere fratelli influenza il modo in cui fate musica insieme?

Diremmo che l’essere molto vicini influenza le nostre creazioni, non necessariamente il fatto di essere fratelli.

Ebinum Brothers Instagram
Ebinum Brothers – Instagram @ebinumbrothers

Ci sono momenti in cui non convergete artisticamente? In fondo i fratelli litigano su tutto…

Assolutamente: litighiamo parecchio, ahah. Quindi sì, ci sono momenti in cui non siamo sulla stessa pagina dal punto di vista artistico, ma è raro, perché artisticamente siamo molto affini. Per altre cose, non legate all’arte… sì, lì litighiamo spesso.

Il vostro suono dialoga con l’immaginario EBM e industrial, ma non suona mai nostalgico. Che rapporto avete con la tradizione elettronica?

La nostra musica ci sembra più piena di speranza. Anche se molte persone collegano il nostro suono a quell’universo, noi non affrontiamo la musica partendo da un’idea tradizionale di “genere”. Finora, in realtà, abbiamo usato pochissima batteria; molta della nostra musica è costruita soprattutto su synth, voce e pianoforte. Quindi il rapporto non è davvero tecnico: è più emotivo ed estetico.

Il mondo sembra in fiamme e sembra esserci spazio solo per l’odio: cosa ci salverà?

L’amore è ciò che può e che ci salverà.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.