Ritirarsi dal tennis professionistico ad appena 25 anni. Destanee Aiava, nata a Melbourne, ha annunciato il suo addio al mondo del tennis con un durissimo sfogo Instagram, denunciando quanto vissuto negli ultimi anni.
Aiava, arrivata fino al numero 147 WTA nel 2017, quando divenne la prima giocatrice nata negli anni ‘2000 a partecipare ad uno slam, vincitrice di 10 titoli ITF in singolare, con un secondo turno raggiunto agli Australian Open nel 2025, un primo turno agli Us Open 2024, 2025 e un primo turno al Roland Garros, ha ufficializzato che il 2026 sarà il suo “ultimo anno nel tennis professionistico“.
La denuncia di Destanee Aiava al tennis mondiale
“Dal momento in cui ho preso la mia prima lezione al Casey Tennis Club, il tennis è stato la mia intera vita. Ho spesso riflettuto su come sarebbe stata la vita se avessi scelto altro, e se sia valso la pena sacrificare tutto quello che ho sacrificato per questo sport. C’è stato un periodo della mia vita in cui ho raggiunto il punto che arriva prima di sfondare definitivamente, quando il mondo è ai tuoi piedi e niente ti può toccare. Avevo 17 anni, non ero preparata ed ero pericolosamente ingenua rispetto alle conseguenze del credere nelle persone sbagliate. La traiettoria della mia carriera non è più stata la stessa dopo quel momento“.
Pronta ad esplodere ad appena 17 anni, con gli occhi del mondo del tennis addosso, Aiava è presto precipitata in un buco nero.
“Qualche volta ho continuato a giocare perché sentivo di doverlo non solo a me, ma a chiunque mi avesse aiutato attraverso la mia carriera, a tentare a tornare (sulla carta) al livello cui sentivo di appartenere. Altre volte ho continuato perché ero troppo spaventata all’idea di ricominciare. O ero annoiata. Ancora, non sapevo chi ero fuori dal tennis e quale fosse la mia vera passione. Cercavo costantemente quella cosa che mi dava la pace invece del dolore. In altre parole, il tennis era il mio fidanzato tossico. Detto questo, il tennis mi ha dato tante cose cui posso solo essere grata. I luoghi nei quali ho viaggiato che la gente può solo sognare di visitare. Alcuni dei miei migliori amici. Una piattaforma sulla quale condividere la mia storia. Anche quando non avevo un soldo perché li avevo spesi tutti per tentare di farcela. Ma mi ha anche tolto cose. Il rapporto col mio corpo. La mia salute. La mia famiglia. La mia autostima. Lo farei di nuovo? Non lo so, ma una cosa che mi ha insegnato lo sport è che c’è anche una chance per ripartire”.
Ed è qui che Destanee ha puntato il dito contro il mondo del tennis, che almeno sul fronte femminile sembra da tempo ampiamente inclusivo, tra pluri-campionesse nere com le sorelle Williams e dichiaratamente queer come Martina Navratilova, Billie Jean King, Amelie Mauresmo, la nostra Francesca Schiavone e Daria Kasatkina.
“Voglio dire un enorme “vaff……” a chiunque nella comunità tennistica mi ha fatto sentire meno di ciò che sono“, ha scritto Aiava. “A qualunque scommettitore che mi ha spedito odio o minacce di morte. Alle persone che siedono dietro gli schermi o i social media, commentando il mio corpo, la mia carriera, o qualunque cosa sulla quale volessero fare le pulci. E anche a uno sport che si nasconde dietro ai cosiddetti valori di classe e gentiluomini. Dietro gli outfit bianchi e le tradizioni c’è una cultura razzista, misogina, omofoba e ostile a chiunque non sia all’interno del modello. La vita non è fatta per vivere nella sofferenza o nella stupidità. Il mio obiettivo ultimo è quello di potermi svegliare ogni giorno e dire genuinamente che amo quello che faccio, cosa che penso chiunque debba avere una chance di meritare. Ho 25 anni, ne farò 26 quest’anno e mi sento indietro rispetto a chiunque altro, come se stessi ripartendo dall’inizio. Sono anche spaventata. Ma è meglio che vivere una vita che sia disallineata, o con continui confronti intorno e con il perdersi. Alla comunità degli Isolani del Pacifico, grazie. Sono molto onorata di aver potuto ispirare giovani ragazze e ragazzi che sono come me a non aver paura di inseguire i loro sogni, e non importa come sembra tutto. Senza di voi, non ci sarei. Sono orgogliosa di essere stata una delle poche persone a vedervi in una situazione che non era costruita per noi. Sono orgogliosa di aver fatto la storia per la nostra gente. E sono orgogliosa delle mie origini. Tutto grazie a voi. Grazie a chiunque è stato un mio leale fan, i miei sponsor, la mia famiglia, i miei amici, il mio partner, i miei gatti e chiunque è stato parte positiva di questo viaggio di 21 anni. Non so come sarà quest’anno o se il tennis avrà spazio. Quello che so è che questo capitolo finisce come voglio io. E sono molto grata alle persone che mi hanno supportata senza tentare di cambiarmi. Non vedo l’ora di entrare nella mia nuova fase della vita, con propositi, creatività e passione. Ciao a tutti, Destanee“.
La scorsa estate Destanee Aiava ha vinto il primo titolo WTA 125 della sua carriera al Lexus Birmingham Open di Birmingham, nella categoria di doppio, battendo in finale, in coppia con la spagnola Cristina Bucșa, la britannica Alicia Barnett e la francese Elixane Lechemia con il punteggio di 6–4, 6–2. Ad oggi è la tennista numero 258 al mondo. Nell’ultimo anno il tennis professionistico maschile ha accolto a braccia aperte i suoi due primi storici tennisti dichiaratamente gay, ovvero il brasiliano João Lucas Reis da Silva e lo svizzero Mika Brunold, fresco di esordio vincente in Coppa Davis.

