Prenderanno ufficialmente oggi il via le Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, con cerimonia di apertura all’Arena di Verona questa sera in diretta su Rai1.
Chi è Michael O’Hearn, orgoglio Olimpico
Tra gli atleti dichiaratamente LGBTQIA+ in gara oltre Jo Butterfield e Jake Adicoff ci sarà anche il 24enne Michael O’Hearn, sciatore nato il 20 giugno 2001 a Spring Lake, nel New Jersey, con una artrogriposi multipla, patologia congenita caratterizzata da contratture articolari multiple. Michael ha iniziato a sciare all’età di tre anni presso l’Adaptive Sports Foundation di Windham, New York, grazie al supporto della famiglia e al fascino naturale della montagna. Milano Cortina sarà la sua prima Olimpiade. O’Hearn compete nella classificazione LW9-1, che comprende atleti in piedi con disabilità che interessano almeno un braccio e almeno una gamba, comprese quelle derivanti da condizioni come paralisi cerebrale, disfunzioni degli arti o ridotta mobilità articolare. La sua base di allenamento è il National Ability Center di Park City, nello Utah, dove si è formato insieme ad alcuni dei migliori atleti di sci alpino paralimpico del paese, sotto la guida di un coach strutturato e altamente performante. L’altitudine, la varietà dei terreni e l’addestramento d’élite di Park City sono stati fondamentali per il suo sviluppo.
I suoi risultati agonistici, in tal senso, riflettono un atleta il cui sviluppo è in rapida accelerazione. Alla Huntsman Cup del 2025 a Park City, nello Utah, O’Hearn ha vinto il titolo maschile di sci alpino paralimpico. Nel gennaio 2026 si è classificato terzo in una gara di sci alpino paralimpico FIS a Winter Park, in Colorado. Queste prestazioni gli sono valse la chiamata da parte della U.S. Ski & Snowboard per la squadra paralimpica statunitense per i Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Laureatosi nel 2024 alla Westminster University di Salt Lake City, O’Hearn ha conciliato il lavoro accademico con un impegnativo programma di allenamento.
Il coming out di Michael O’Hearn
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O’Hearn ha pubblicamente fatto coming out come omosessuale nel 2017. Da allora è diventato oratore motivazionale e ambasciatore paralimpico degli Stati Uniti. Michael gareggerà nello slalom speciale e ha così celebrato il suo debutto paralimpico: “Lo sci è il mio scopo. Il mio rifugio e il mio posto felice. La mia libertà anatomica. L’introspezione, la pace, il respiro e l’adrenalina allo stesso tempo. Ho lavorato instancabilmente per raggiungere questo traguardo ed è completamente surreale. Sono così orgoglioso. Ho dato tutto a questo sport e in cambio lui mi ha dato tutto”.
La scorsa estate Michael ha preso parte al Pride di New York, scrivendo sui social: “Buon Pride! L’amore è così potente. Vivi alla grande, esisti, satura la vita, affina l’autenticità. E in primo piano l’amore è amore!”.
Nel 2020, in pieno Covid-19, festeggiò così il 3° anniversario del proprio coming out: “Vivo libero da 1.093 giorni. Ieri, 3 anni fa, ho fatto coming out. Il coming out è stato un viaggio. Un viaggio di terrore, un viaggio di alti e bassi, di pura gioia e puro dolore. Un viaggio di scoperta, riflessione ed estrema felicità. Vivo ogni giorno con soddisfazione. 1 giorno dopo il coming out, 10 giorni dopo, 100 giorni dopo, 1.000 e 1.093 giorni dopo e tutti i giorni nel mezzo ho vissuto completamente soddisfatto. Un’immensa felicità, i ricordi più belli, risate esilaranti, sorrisi enormi e tutto l’amore dell’universo ha riempito la mia vita. Sono una persona divertente, premurosa, vivace, divertente e vera, orgogliosa di me stessa, della mia identità, del mio impatto, della mia vita, della mia forza e del mio coraggio. un brindisi a mia mamma, a mio papà, ai miei fratelli, ai miei migliori amici e a tutti i miei cari per aver condiviso con me questi ricordi, queste risate, questi sorrisi e questo amore, rendendomi l’essere umano più felice del mondo. un brindisi ad altri 1.093 giorni e a un altro armadio vuoto”.

