30enne sciatore di fondo e biatleta statunitense non vedente, Jacob Adicoff è arrivato in Italia per la sua terza Paralimpiade consecutiva dopo aver vinto una medaglia d’argento a Pyeongchang 2018 e due medaglie d’argento e una d’oro a Pechino 2022. Con un obiettivo ben preciso: sbancare Milano Cortina 2026 vincendo 4 medaglie d’oro.
Jacob Adicoff vuole fare la storia alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026
“Questo è più o meno lo stesso obiettivo che avevo per il 2022 in Cina, ma non credo di aver creduto pienamente di poterlo raggiungere a Pechino”. “Penso che, negli ultimi quattro anni la cosa più importante su cui ho dovuto lavorare sia stata la fiducia in me stesso e la convinzione nell’allenamento e nell’impegno che ho messo in tutto questo. Da Pechino sono decisamente a un livello diverso. Accumulare tutte queste esperienze come sciatore di altissimo livello mi ha aiutato ad avere più fiducia in me stesso“, ha rivelato Jacob a OutSports. “È anche un mix di piccole cose: guardare alle stagioni passate, agli sforzi e alle gare e identificare gli aspetti su cui posso lavorare. È quello che ho fatto negli ultimi quattro anni, dalla Cina in poi, raccogliendo informazioni e dati dalle gare e agendo di conseguenza“.
Effettivamente Adicoff negli ultimi 3 anni non ha avuto rivali. Dal 2023 è salito sul podio in Coppa del Mondo FIS per ben 20 volte, con 15 ori, classificandosi al primo posto tra gli sciatori ipovedenti nella classifica FIS dal 17 marzo 2024 ad oggi. Jacob è ipovedente dalla nascita, avendo contratto la varicella nell’utero.
Essere un atleta paralimpico queer
Adicoff è anche uno dei pochi atleti paralimpici dichiaratamente gay che gareggeranno alle Paralimpiadi del 2026, con un parallelismo tra l’essere un atleta queer e al tempo stesso un atleta paralimpico da lui stesso rimarcato
. “Noi, come atleti paralimpici, abbiamo un ruolo molto importante nel dimostrare le nostre capacità, nel dimostrare che esiste un livello sportivo di alto livello che si può raggiungere. Credo che la stessa cosa sia davvero necessaria per le persone queer nello sport”. “Ci sono alti livelli di abbandono. Più si sale di livello nello sport, meno persone si vedono, e penso che andare alle Paralimpiadi, essere un atleta gay in quel palcoscenico, dimostrare che è possibile raggiungere questo livello sportivo come atleta gay e come atleta paralimpico, sia estremamente importante per me”. “A 14 anni non mi sarei mai immaginato in nessuna di queste situazioni. Se riesco a cambiare la mentalità di un altro quattordicenne che sta vivendo un’esperienza simile, senza sapere dove lo sport possa portarlo e senza comprendere l’impatto che può avere sulla propria vita, allora è un successo“.
Solo nel 2026 Adicoff ha vinto 5 gare di di Coppa del Mondo, tanto dall’arrivare a Milano Cortina come super favorito in tutte le discipline che lo vedranno impegnato, puntando a 4 trionfi: “Credo di potercela fare questa volta”. “Non credo che sarà facile da raggiungere, ma credo che ci sia una concreta possibilità e sono pronto a inseguirla“. Jacob, che è uno dei beneficiari dell’Out Athlete Fund, organizzazione no-profit che sostiene la visibilità e il successo degli atleti LGBTQ+ nello sport, sogna di replicare quanto fatto il mese scorso dal norvegese Johannes Hoesflot Klaebo, riuscito a vincere 6 medaglie d’oro alle Olimpiadi di Milano Cortina.
Paralimpiadi Milano Cortina 2026, gli atleti queer in gara
Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina si sono chiuse con un numero record di medaglie per il cosiddetto “Team LGBTQIA+”, mai tanto rappresentato, con i Giochi Paralimpici che andranno incontro al via ufficiale venerdì sera con la cerimonia di apertura dall’Arena di Verona, in diretta su Rai1.
Oltre a Jake Adicoff, tra gli atleti paralimpici dichiaratamente LGBTQIA+ ci sarà anche la britannica Jo Butterfield nel curling.


