Signorini attaccato da un famoso giornalista: il retroscena sugli anni d’oro di Chi Magazine

Umberto Brindani replica all’editoriale di addio di Alfonso Signorini a Chi e accusa l'ex conduttore del Grande Fratello di aver cancellato un pezzo di storia editoriale.

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Alfonso Signorini, Chi Magazine
Alfonso Signorini, Chi Magazine
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Lo scontro tra Umberto Brindani e Alfonso Signorini si riaccende sui social. Il giornalista ha pubblicato su Facebook un lungo intervento dopo aver letto l’editoriale con cui Signorini ha salutato i lettori di Chi, settimanale che ha diretto per anni.

Nel testo di congedo, Signorini ha voluto ricordare alcune figure che hanno avuto un ruolo nella sua crescita professionale. Tra i nomi citati compaiono Silvana Giacobini, Carlo Rossella e Pietro Calabrese.

Proprio l’assenza di un quarto nome ha spinto Brindani a intervenire pubblicamente.

Alfonso Signorini
Alfonso Signorini

Brindani replica all’editoriale di addio di Signorini

Secondo il giornalista, nel ringraziamento sarebbe mancato il riferimento al periodo in cui lui stesso guidava il settimanale e Signorini ricopriva il ruolo di vicedirettore.

Un dettaglio che Brindani ha interpretato come una rimozione deliberata.

Nel suo post scrive:

“Triturato dai Falsissimo di Corona, Alfonso Signorini si è dimesso da direttore editoriale di Chi, dopo aver mollato anche il GF. Nel suo lungo e mieloso editoriale d’addio sull’ultimo numero di Chi, a un certo punto scrive: «Ringrazio i tre direttori, che sono stati un faro per la mia crescita professionale: Silvana Giacobini, Carlo Rossella, Pietro Calabrese».

Tralasciamo quella virgola tra “direttori” e “che” (l’accuratezza nella scrittura non è mai stata un suo punto di forza), ma forse manca qualcosa? O qualcuno? Vediamo”.

Il racconto del passato tra Panorama e Chi

Brindani ha ricostruito nel dettaglio il percorso professionale che lo ha legato a Signorini. Il giornalista ricorda il periodo trascorso a Panorama, quando Signorini collaborava come freelance grazie alla sua rete di contatti nel mondo dello spettacolo.

Nel suo racconto emerge un episodio che fotografa bene quella fase:

“Ricordo un agosto, con il direttore in ferie e il newsmagazine affidato a me, in cui mi mancava una storia di copertina leggera, “da spiaggia”. Lo chiamai in redazione e lui si presentò con una risma di fogli A4 su cui erano scritti migliaia di nomi e numeri di telefono. “Posso telefonare a questo, o a quella, che ne dici di quest’altra?””.

Alla fine, racconta Brindani, la copertina riguardò Manuela Arcuri, senza lasciare un segno particolare nella storia del giornale.

L’arrivo di Signorini a Chi come vicedirettore

Nel suo intervento, Brindani ricorda anche il passaggio alla direzione di Chi nel 2005. Fu proprio in quel momento che pensò di coinvolgere Signorini nella redazione:

Spiega nel post:

“A metà 2005, la Giacobini si dimise e il manager Mondadori Nini Briglia mi contattò per prendere il suo posto. Incontrai anche Marina Berlusconi, che mi chiese di fare un giornale “in cui ci sia anche qualcosa da leggere, oltre alle foto”. Accettai, ma avevo un problema: non sapevo assolutamente nulla di gossip”.

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Da qui l’idea di chiamare Signorini in redazione:

“Dissi a Briglia: “E se mi prendessi Signorini? È a spasso, accetterà di sicuro”. Lui rispose: “Ci abbiamo già pensato, anzi gli abbiamo già parlato: vorrebbe venire come condirettore””.

Alla fine, racconta Brindani, si raggiunse un accordo diverso. Signorini entrò nella squadra come vicedirettore.

Il giornalista descrive quel periodo come una collaborazione durata circa un anno e mezzo. Lui si occupava della costruzione del giornale, mentre Signorini gestiva contatti, interviste e rapporti con il mondo dello spettacolo.

Secondo Brindani, le vendite in quel periodo registrarono risultati molto positivi:

“I risultati di vendita furono eccezionali: non solo Chi non risentì dell’addio della celebre fondatrice, ma addirittura aumentò le copie vendute con record mai più toccati in seguito”.

La svolta nelle direzioni Mondadori

Il racconto prosegue con il passaggio di Brindani alla guida di Tv Sorrisi e Canzoni nel 2006. Una scelta chiesta dai vertici Mondadori, che lo convinsero a lasciare Chi.

Nel post racconta anche le sue perplessità iniziali sulla successione nella direzione del settimanale:

“Non aveva ancora maturato la dimestichezza necessaria con la gestione del lavoro redazionale, cioè l’artigianalità richiesta per la realizzazione di un giornale”.

Per questo motivo, spiega, cercò di lasciare una redazione solida che potesse sostenere il nuovo direttore.

Qualche anno dopo arrivò un episodio che Brindani ricorda come uno dei momenti più delicati della sua carriera:

“Il giorno prima avevo incontrato in bagno Signorini, che era direttore di Chi. Lavandoci le mani, mi sussurrò: “Stai attento, stanno succedendo delle cose…”. Quali? “Non posso dirtelo”. Lo scoprii di lì a 24 ore: io cacciato, lui nominato anche direttore di Sorrisi”.

“Una dimenticanza che considero quasi una medaglia”

Nella parte finale del post, Brindani tira le somme di questa lunga storia professionale condivisa con Signorini. Il giornalista sostiene di non comprendere l’assenza del suo nome nei ringraziamenti pubblicati sull’ultimo numero di Chi.

Scrive:

“Questa è la storia. Morale della favola: mi spiace sinceramente di non essere stato citato tra i direttori ringraziati, ma forse dovrei esserne orgoglioso”.

Secondo Brindani, la mancata citazione può essere letta come una forma di damnatio memoriae. Un’espressione che usa per indicare l’idea di cancellare un pezzo di passato.

Nel suo post conclude che, alla luce degli eventi più recenti che riguardano la carriera di Signorini, quella dimenticanza potrebbe perfino rappresentare un riconoscimento inatteso.

© Riproduzione riservata.

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