Alfonso Signorini lascia Chi Magazine e replica alle polemiche: “Squallido sottobosco”, il ringraziamento a Maria Berlusconi e l’editoriale fiume

Alfonso Signorini annuncia l’uscita definitiva dalla direzione editoriale di Chi. Nell’editoriale saluta i lettori, ringrazia Marina Berlusconi e risponde indirettamente alle polemiche con parole molto dure.

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Alfonso Signorini, Chi Magazine
Alfonso Signorini, Chi Magazine
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Alfonso Signorini ha deciso di chiudere definitivamente il suo lungo rapporto con il settimanale Chi. Il direttore e volto storico del gossip italiano ha salutato il pubblico con un editoriale che apparirà sul prossimo numero della rivista.

“Care lettrici, cari lettori, vi saluto. Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. Questo è il momento di farlo”, ha scritto.

Signorini, 61 anni, era stato direttore responsabile dal 2006 al 2023 e in seguito direttore editoriale. Nel testo spiega che la scelta non nasce oggi, ma affonda le radici in un percorso personale iniziato anni fa e condiviso con il Gruppo Mondadori.

Già nel 2023 aveva iniziato a percepire un cambiamento interiore, quando, come scrive, “ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario”.

Alfonso Signorini
Alfonso Signorini

Alfonso Signorini lascia Chi Magazine: l’annuncio

Il giornalista racconta come la pandemia abbia inciso profondamente sulla sua quotidianità e sul suo rapporto con il lavoro. Le abitudini cambiano, anche le priorità. In quelle pagine parla di una sensazione persistente, sempre più presente nella sua vita:

“La pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità. Era un pensiero sottile, che si era impadronito della mia anima, che rendeva i miei sorrisi, i miei entusiasmi sempre più faticosi e le mie giornate sempre meno colorate”.

Signorini definisce l’addio una “decisione maturata da anni”. L’uscita arriva in un periodo delicato anche sul piano mediatico, segnato dall’autosospensione da Mediaset dopo le accuse rilanciate dal podcast di Fabrizio Corona.

Sulla vicenda esiste una denuncia presentata da Antonio Medugno, ex concorrente del Grande Fratello, che ha raccontato la sua versione proprio a Corona.

Nel suo editoriale, però, il conduttore non entra nel merito giudiziario.

Il confronto con l’azienda e il passaggio di consegne

Signorini rivela che già circa tre anni fa aveva espresso la volontà di lasciare la direzione del giornale. L’azienda propose allora una soluzione intermedia: affidare la guida operativa a Massimo Borgnis e mantenere per lui il ruolo editoriale:

“Circa tre anni fa, ho trovato il coraggio di condividere questo mio stato d’animo in azienda. Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi. Sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita”.

Quel compromesso gli aveva consentito di restare vicino alla redazione e ai lettori. Nonostante questo, spiega, la sensazione interiore non si era mai attenuata.

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Il ringraziamento a Marina Berlusconi

Nel suo saluto compare un passaggio molto personale dedicato all’editrice Marina Berlusconi. Il rapporto, racconta, va oltre quello professionale:

“So che non mi mancheranno le nostre telefonate o i nostri weekend, perché continueremo a farli, ma mi mancheranno la sua lungimiranza, il suo profondo buon senso, anche il suo pragmatismo nel lavoro, che la rendono tanto simile a suo padre. Un uomo unico, Silvio Berlusconi”.

Signorini dedica poi parole affettuose anche ai lettori della rivista, ricordando i messaggi ricevuti negli anni, soprattutto nei momenti più difficili della sua vita privata, come la morte dei genitori.

“Mi avete seguito con amore, vicinanza, premura. In un cassetto del mio studio conserverò sempre tutte le vostre mail, le vostre lettere, i vostri telegrammi”.

La replica indiretta alle polemiche

Nell’editoriale non compare mai il nome di Fabrizio Corona, ma il riferimento è evidente. Signorini liquida la vicenda con una frase molto netta: “lo squallore si commenta da solo”.

Poi aggiunge parole ancora più dure, parlando di un ambiente marginale alimentato da menzogne e accuse:

“Esiste e continuerà a esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie, un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso”.

Il giornalista promette chiarimenti futuri, ma precisa che non è ancora il momento: difendere la propria professionalità resta una priorità, e affronterà la questione più avanti.

© Riproduzione riservata.

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