Colin Jackson, l’ex olimpionico esorta gli atleti gay a non avere “paura” di fare coming out

Gay dichiarato dal 2017, l'ex campione britannico ha a lungo nascosto e negato la propria identità.

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Oggi 59enne, Colin Jackson è stato uno degli atleti più forti nella specialità dei 110 metri ostacoli tra gli anni novanta e duemila, con 2 titoli mondiali vinti oltre a 4 titoli europei e una medaglia d’argento olimpica a Seul nel 1988. Nato a Cardiff, il 26 agosto del 2017 Jackson ha fatto coming out dichiarando la propria omosessualità in un’intervista sulla televisione svedese che promuoveva la serie “Rainbow Heroes“. Da allora non ha mai smesso di fare attivismo LGBTQIA+, in difesa dei diritti anche in ambito sportivo.

Colin Jackson e l’importanza del coming out

Ad Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 concluse, ma nel pieno delle Paralimpiadi, Jackson ha esortato gli atleti LGBTQ+ a non avere “paura” di condividere la propria identità queer con il mondo. L’ex ostacolista gallese, detentore del record mondiale nei 110 metri, ha affrontato l’argomento nel corso di un’intervista con l’Irish Independent, nel pieno di una visita all’University College di Dublino per celebrare il St David’s Day.

“Quando ero un giovane atleta emergente volevo parlare della mia atletica, delle mie capacità atletiche, del mio titolo mondiale, dei miei record mondiali, ecc. Non volevo spiegare alla gente cosa facessi nella mia camera da letto, perché nessuno farebbe la stessa domanda a una persona eterosessuale”. “Quando ero più giovane non avevo alcun interesse a rivelarlo al grande pubblico, perché pensavo sinceramente che non fossero affari di nessun altro.”

Tuttavia, secondo Jackson molto è cambiato negli ultimi 30 anni, tanto da sostenere che i giovani atleti queer di oggi non dovrebbero avere “paura” di fare coming out.

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“All’improvviso, ti senti come se facessi parte di questa società. E la risposta è sì, fai parte di questa società”. “Puoi dare, puoi avere un sogno e puoi realizzarlo. Non avere paura solo perché si tratta di sessualità.”

Jackson ha parlato anche delle sue difficoltà con i disturbi alimentari e la dismorfia corporea, nel corso della sua carriera. “Guardavo gli atleti, guardavo me stesso e pensavo: ‘Non assomiglio a questi altri atleti’. Quindi inizi a soffrire anche di dismorfia corporea. E quando succede questo, allora sei nei guai”.

Secondo Colin, se vuoi essere un atleta di livello mondiale una delle “caratteristiche naturali” che devi avere è “l’ossessione”. “Devi essere ossessionato da ciò che fai. Ossessionato dall’allenamento, dal sonno. Dal fare tutto bene. Ma una volta che spingi l’ossessione oltre, diventa pericolosa. Quell’ossessione stava influenzando molti aspetti della mia vita”.

Il coming out di Jackson, come detto, arrivò a carriera conclusa, 11 anni dopo aver pubblicamente negato di essere omosessuale. Nel 2006 l’atleta smentì l’articolo del tabloid inglese News of the World dove un assistente di volo affermava di aver avuto relazione segreta con lui. Se in pubblico Colin negò in famiglia fece coming out, dichiarandosi ai propri genitori che da subito lo aiutarono ad accettarsi pienamente. Poi nel 2017 la rivelazione pubblica, al cospetto degli ex campioni svedesi Kajsa Bergqvist (salto in alto) e Peter Häggström (salto in lungo), entrambi omosessuali dichiarati. In tv Jackson spiegò non aver voluto rivelare prima di essere gay “perché non volevo che fosse fatto del sensazionalismo sulla mia storia, ma il modo in cui voi me lo avete chiesto mi ha dimostrato che eravate interessati solo a capire come questo mi avesse colpito a livello sportivo e come mi avesse influenzato emotivamente“.

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