Paralimpiadi Milano Cortina 2026, Jackie Hamwey è orgoglio queer sullo snowboard

A causa di un incidente in barca la gamba di Jackie Hamwey è stata amputata. Era il 2016. 10 anni dopo è alle sue prime Paralimpiadi, costantemente supportata dall'amata Juliann Gavin.

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Sono iniziate con un settimo posto nello Snowboard cross donne SB-LL2 le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 di Jackie Hamwey, snowboarder al suo esordio paralimpico che tornerà presto in pista con lo Snowboard Banked slalom donne SB-LL2.

Prima Olimpiade 10 anni dopo l’incidente per Jackie Hamwey

Jackie Hamwey era un’atleta a 360° quando ha perso parte della gamba in un incidente in barca a Chatham, Massachusetts. Era il 13 agosto 2016 e l’elica del motore costrinse l’amputazione della gamba destra di Jackie sotto il ginocchio, con conseguenti diversi interventi chirurgici. Jackie era determinata a tornare al suo sport invernale preferito, dedicandosi allo snowboard grazie ad una gamba in titanio appositamente progettata per lei.

Hamwey, che è tifosa sfegatata di Boston e ama i Patriots, lavora come scienziata per la start-up biotech Quanterix dove non è solo una stimata e apprezzata dipendente ma anche una stella della squadra di softball aziendale. Donna attiva, vivace e atletica, con molti amici e familiari che adorano il suo senso dell’umorismo e il suo atteggiamento perennemente positivo, nel 2025 ha conquistato un podio mondiale ed è finita per altre 4 volte in Top5, mentre poche settimane fa è arrivata seconda in una gara mondiale. A Milano Cortina culla il sogno di una medaglia, da conquistare eventualmente nello slalom dopo il settimo posto nello Snowboard cross donne SB-LL2 dello scorso fine settimana.

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Dichiaratamente queer, Jackie è felicemente fidanzata e costantemente supportata dall’amata Juliann Gavin. Hamwey è la 5a e ultima atleta pubblicamente LGBTQIA+ delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 insieme a Hailey Griffin, Michael O’Hearn, Jake Adicoff e Jo Butterfield, tutti insieme a caccia di un podio dopo la pioggia di medaglie vinte dal “Team LGBTQIA” alle Olimpiadi.

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